Facciamo sesso in dialetto... Ormai tutto fa spettacolo!!!

Si moltiplicano le proposte per l'utilizzo del dialetto: Sanremo, fiction,giornali, radio e tv... E' un delirio d'agosto

Venerdì, 14 agosto 2009 - 11:16:00


Una modesta proposta che nessuno ha ancora osato fare. Rientra in questo delirio agostano sull'utilizzo dei dialetti. E attenzione non dico delirio perchè non riconosco un valore al dialetto, alle origini, alle tradizioni ed al vincolo che ognuno di noi contrae non soltanto con il territorio dove è nato ma anche con quello dove vive, ma perchè mi pare che si stia un po' esagerando.

Fermo restando che fa bene La Padania, giornale della Lega Nord, ad uscire anche in una versione veneta, e fatta salva la proposta del presidente del Consiglio Comunale di Sanremo di dedicare una serata alla canzone in dialetto, considerando la proposta del ministro dell'Agricoltura Zaia di creare delle fiction in dialetto, manca soltanto una efficace proposta per realizzare dei rapporti sessuali in dialetto.

Non è difficile capire in cosa concerne questo nuovo impegno che come cantava tempo fa Raffaella Carrà potrà essere realizzato da "Trieste in giù". In sostanza tutto quando viene pronunciato durante i preliminari, durante il rapporto sessuale (uno o più secondo le capacità di ciascuno) dovrà essere in "lingua originale". Dobbiamo smetterla con questa abitudine dell'Italietta (tanto per citare Nanni Moretti) di parlare in italiano durante i rapporti sessuali. Ogni italiana o italiano che si porranno a fare sesso dovranno immaginarlo, pensarlo e farlo in dialetto.

Ora il problema nasce per i fuorisede. Per esempio un cittadino italiano nato in Sicilia che per ragioni di lavoro si è trasferito al nord come dovrà pronunciare le parole dell'amore? Lo dovrà fare nel dialetto che ha imparato da bambino o in quello acquisito lavorando al nord? Potrebbero esserci dei difetti di comunicazione. E per sopperire a queste eventuali carenze si potrebbero organizzare due strutture : "le Ronde del Piacere" persone preposte ad una notte d'istruzione sui dialetti, e le "scuole di preparazione al sesso in dialetto".

Chi vorrà fare sesso in Italia dovrà fare un test e poi superare un esame di ammissione al sesso in dialetto. Questo si che ci fa sentire un popolo altamente globalizzato. Facendo sesso impareremo tanti nuovi termini, tanti gridolini regionali, scopriremo amplessi territoriali. Avremo anche il federalismo godereccio che è una sana risposta a quello fiscale. Ma in questo modo lavoreremo sempre di più per un accoppiamento regionale. Si ritornerà  giorno dopo giorno con successo alla formula "uomini e donne e buoi dei paesi tuoi".

Ci sarà una rivisitazione antropologica del nostro essere individui che amano la loro lingua d'origine. Se non avete, Governanti, idee per questo progetto che si unisce a tutto quanto è stato già proposto avremmo anche un'idea sul titolo "Il Dialetto a Letto". Pensate cosa sarà tra pochi mesi tornare a casa vedere prima una fiction in dialetto, poi il tg regionale rigorosamente in dialetto, poi una serata di Sanremo in dialetto e dopo fare un po' di sesso in dialetto. Questa si che è vita! Una vita al servizio del territorio...anche nei momenti intimi...

francesco@francescopira.it

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