Roma, 16 lug. (Adnkronos Salute) - Le ore passate con le mascherine, il trucco e lo sguardo concentrato sugli occhi. Ma anche la maggiore attenzione ai piccoli inestetismi del viso amplificati nelle video call, diventate in pochi mesi inevitabili, fino al 'collo da webinar', un fenomeno abbastanza nuovo che si è notato soprattutto con l'emergenza pandemica e l'aumento del tempo trascorso in posizioni da scrivania, al pc oppure al cellulare. Covid ha influito anche sui canoni di bellezza e sulle richieste di interventi e correzioni che arrivano al medico estetico. Fenomeni di cui si parla al 42° Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (Sime), tornato quest'anno in presenza e inaugurato questa mattina a Roma. Neanche in questo tradizionale appuntamento dedicato alla bellezza, che riunisce i medici estetici italiani, la pandemia dunque rimane fuori. Al congresso c'è addirittura c'è un una sessione intitolata 'Make-up: il consiglio medico all'epoca del Covid-19', in cui si cercherà di capire quali sono i principi attivi con le sostanze presenti nei trucchi e in alcuni cosmetici che possono essere vantaggiosi o dannosi in un periodo in cui l'equilibrio della cute viene quotidianamente alterato dall'utilizzo delle mascherine e delle accortezze da dover rispettare.Si parla anche di 'zoom boom', tendenza riscontrata tra i Millennials, ma soprattutto nella generazione Z, che porta a valutarsi fisicamente non per come si è nella vita vera, ma per come si appare tramite uno schermo. "E' possibile uscire da questa visione che ha generato comportamenti compulsivi, disagi emotivi e insicurezza? Non è così semplice, ma il modo migliore per soddisfare le richieste di bellezza è farlo nel modo più costruttivo possibile, affidandosi a professionisti seri", spiega Emanuele Bartoletti, presidente Sime. Tra gli argomenti in programma al congresso anche il rapporto tra filler e vaccino anti-Covid. "Comunicazioni scientifiche hanno riportato alcuni eventi avversi dopo il vaccino su pazienti che si erano sottoposti a trattamenti con acido ialuronico in passato - ricorda Bartoletti - Sono stati fatti degli studi al riguardo e vedremo perché, con spiegazioni da parte di esperti di altissimo livello, questo non è assolutamente imputabile al vaccino anti-Covid - precisa - ma è una reazione assolutamente normale, altamente prevedibile in caso di qualsiasi tipo di vaccino. Si tratta di una reazione facilmente gestibile con una terapia a base di cortisone, che non ha mai dato effetti permanenti", assicura Bartoletti.

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