Milano, 5 giu. (Adnkronos Salute) - "Possibilità di fare pubblicità al pubblico, semplificazione burocratica, accesso al credito e sostegno alle piccole e medie imprese esteso a tutto il 2020". Sono alcune delle istanze presentate nel corso di un'audizione in commissione Industria del Senato da Omeoimprese, l'associazione che rappresenta il comparto delle case farmaceutiche omeopatiche, che nelle scorse ore ha incontrato i rappresentanti delle categorie produttive per analizzare bisogni specifici e misurare gli effetti delle iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da Covid-19."Il comparto della medicina complementare - ha spiegato il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga - è costituito da grandi aziende multinazionali e italiane, ma anche da piccole e soprattutto medie imprese che, globalmente, generano un fatturato che supera di poco i 250 milioni di euro. Rappresenta il terzo mercato in Europa dopo Germania e Francia per fatturati e per utilizzatori (oltre 9 mln)". Gorga ha sottolineato come le industrie del settore, così come tutte le altre aziende farmaceutiche, abbiano affrontato l'emergenza in prima linea, aumentando i turni di lavoro per far fronte a una crescente richiesta di farmaci, nel rispetto dei più stringenti protocolli di sicurezza. Secondo l'associazione di categoria, gli effetti della crisi che non sono stati percepiti nel bimestre marzo-aprile 2020 potrebbero farsi sentire in seguito. Da qui "la necessità di un protrarsi delle misure previste dal Decreto Liquidità e dal Decreto Rilancio, come ad esempio l'estensione dei finanziamenti da 72 a 100 mesi per importi superiori a 30mila euro e interventi sulle piccole e medie imprese che registreranno un calo di fatturato superiore al 33%, nell'arco dell'intero 2020 e limitatamente al bimestre marzo aprile". Ma "la questione che più preme" al comparto, perché "potrebbe fare da volano all'economia di questo mercato, ma non solo", è "la possibilità di fare pubblicità al pubblico dei farmaci omeopatici". "Come accade in moltissimi Paesi dell'Unione europea - afferma Gorga - credo sia arrivato il momento di aprire un dialogo con il ministero della Salute, l'Agenzia del farmaco e tutte le Istituzioni sanitarie per consentire alle aziende di comunicare in modo trasparente con il consumatore. Oggi siamo impossibilitati a dare indicazioni in etichetta su posologia e campo di applicazione del medicinale omeopatico. In altri Paesi europei, di contro, sulle confezioni sono riportate le indicazioni terapeutiche o quanto meno il campo di applicazione del farmaco". "Per tali motivazioni - aggiunge il presidente di Omeoimprese - sarebbe opportuno che, anche in Italia, ci fossero meno restrizioni. Diversamente significherebbe affossare irresponsabilmente un settore produttivo sano, che in questi mesi ha dimostrato responsabilità e senso delle Istituzioni. Mi piace stigmatizzare che il comparto della medicina omeopatica contribuisce a tutti gli affetti al Pil nazionale", conclude Gorga.

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