Vita facile

di Fabio Frabetti

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Vita facile

di Fabio Frabetti

Musica (quasi) gratis per tutti

Perché incaponirsi nello scaricare in modo illegale file musicali quando frugando per la rete si trovano siti come questo dove un brano può costare 7 centesimi di dollaro? Si avete letto bene, 0,07$! E tutto nella perfetta legalità. Qualcuno parlerà di concorrenza sleale, altri metteranno dei dubbi sul rispetto delle leggi internazionali che regolano i diritti d’autore: sta però di fatto che dal 2005 Legal Sounds è il portale più economico dove scaricare musica.

Con una semplicità di utilizzo dei brani scaricati che balza subito all’occhio: chi utilizza iTunes o altre fonti musicali sa benissimo come i file acquistati siano di difficile utilizzo perché sono protetti dai cosiddetti drm, un sistema tecnologico per tracciare, proteggere e identificare le opere. Questo significa che già trasferirle da un dispositivo ad un altro potrebbe essere problematico o particolarmente complicato.

A noi invece le cose piacciono facili e anche economiche. Se infatti un brano su iTunes parte da quasi un euro, su Legal Sounds siamo a dieci volte di meno. L’unica differenza è che bisogna depositare una cifra iniziale di circa 30 dollari, una sorta di credito prepagato con il quale poi di volta in volta si acquistano i brani, in rigoroso formato mp3 (su Itunes il formato è invece m4a). Il catalogo è vastissimo e sorpresa delle sorprese include tantissimi artisti italiani. Il repertorio è internazionale, dai generi più conosciuti a quelli più di nicchia.

La cosa migliore sembra quella di scaricare il Download Manager con il quale l’acquisto dei brani è molto più facile: i file finiscono direttamente nella cartella del computer che avremo selezionato. Per ogni album spesso ci sono più versioni dello stesso brano con singole qualità di compressione audio mp3. Da dove provengano questi brani non è dato saperlo: la sensazione è che siano arraffati in rete da più fonti. Prima di acquistarli è sempre bene fare il pre-ascolto in modo da testarne la qualità: alcuni di quelli che abbiamo sentito sembrano infatti essere non perfettamente puliti nel suono. In questi casi di solito se ne trovano altre versioni decisamente migliori. Visti i prezzi uno si aspetterebbe che i cinesi abbiano deciso di darsi alla musica. E invece non è così: l’iniziativa è russa, dove evidentemente regnano altre leggi e meno tutele per gli artisti.

Sulla legalità del servizio non sembrano esserci dubbi: leggendo le informazioni inserite nella home page si apprende come Legal Media, la società che ha creato il sito, paghi tutti i canoni previsti dalla Federazione Russa per la vendita on line di musica. I materiali scaricati sono per esclusivo uso personale (niente spaccio quindi!).

Qualche artista in rete si lamenta come il sito venda dei loro brani senza alcuna richiesta o autorizzazioni. Di questo poco importerà al semplice appassionato di musica desideroso di arricchire la propria collezione senza dover aspettare i tempi dei sistemi peer to peer, sempre più in difficoltà nel trovare i server buoni dove scambiare la musica. Con soli 30 dollari potrà scaricare 428 brani. Più facile di così.

Ricorsi sul web

Quando si apre lo sportellino della propria cassetta postale si comincia a sudare freddo nel vedere che tra le varie lettere ne spunta uno di un colorino verde con una dicitura da inchiodarti lì sul posto: notifica atti giudiziari. Quasi come in punto di morte quando sembra che ti ripassino per la mente gli highlights di una intera esistenza, cominci a fare mente locale a chiederti che cosa puoi aver mai combinato.

Qualcuno ti ha denunciato? Ti hanno beccato quando hai scaricato l'ultimo singolo di Gigi D'Alessio? (Quindi doppio reato, pirata musicale e gusti davvero penalmente rivelanti). Poi torni sulla terra e capisci subito di cosa si tratta: hai preso una multa. Inizia il rosario delle imprecazioni per quella che ritieni  essere sempre un'ingiustizia, una vera e propria tassa occulta. Che sia un autovelox o una zona Ztl violata ti convinci comunque che hanno sempre ragione loro e già fai la conta dei soldi da sganciare. E magari estrai a sorte mentalmente se dovrai rinunciare all'iPhone o all'iPad che stavi quasi per comprare.

Per fortuna però la vita a volte è più facile e le cose non sono mai come sembrano. Arriva in soccorso infatti Ricorsi.net, ossia l'Istituto di difesa del Consumo, che con poche decine di euro, una volta analizzato il verbale e riscontrato (quasi sempre) che esistano i presupposti, ti prepara un cazzutissimo ricorso da inoltrare a tua scelta o alla Prefettura oppure al Giudice di Pace. Il sito consiglia di inoltrarlo prima alla Prefettura: è gratuito e permette poi comunque di rivolgersi al “pacifico” giudice. Il ricorso, spesso di oltre dieci pagine, fa subito capire alla controparte come  abbia di fronte non uno sprovveduto qualsiasi ma un Travaglio della situazione pronto ad attaccarsi alla più remota sentenza della Cassazione, a ricordare a  chi spetti l'onere della prova, a sbandierare tutti i motivi per cui si chiede la nullità del verbale. E usando termini che non ci sogneremmo mai di utilizzare: “istante”, “doglianze”, “motivi di fatto” “attore”.

Una volta versata la quota in pochi giorni si riceve il ricorso personalizzato a cui solo vanno aggiunti i propri dati personali. Il ricorso poi si stampa e si spedisce in sei copie alla Prefettura. In molte zone d'Italia, purtroppo, si riceve sempre una risposta negativa con moduli che sembrano prestampati. E la multa raddoppia. Se dovesse capitare, ricorsi.net di solito scrive un altro ricorso da indirizzare stavolta al Giudice di Pace contro la Prefettura. E qui, molto spesso, la musica cambia: cantar vittoria può essere davvero molto frequente. Il verbale incriminato viene dichiarato nullo e amici come prima. In attesa della prossima letterina verdastra. Nel frattempo cercate di andare piano!

 

 

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