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denise pipitone (7)

"L'atteggiamento di Jessica Pulizzi e' stato simile a quello di una moglie gelosa piu' che di una figlia". Una ragazzina che nutriva "astio" nei confronti di Piera Maggio per la relazione avuta con suo padre, Piero Pulizzi, ritenuta responsabile della fine del matrimonio dei suoi genitori, al punto che Jessica dice "che Maggio doveva soffrire come aveva sofferto lei". Questa la tesi sostenuta dal Pm Sabrina Carmazzi, che ha cominciato la requisitoria davanti al Tribunale di Marsala (Trapani) con Jessica Pulizzi, unica imputata del sequestro della sorellastra Denise Pipitone, scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo all'eta' di 4 anni. Pulizzi, che oggi ha 26 anni, e' presente nell'aula Paolo Borsellino dove e' giunta con la madre Anna Corona, indagata in un secondo filone d'inchiesta sulla cui richiesta di archiviazione si attende la decisione del gip. Assente invece l'altro imputato, l'ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, accusato solo di false dichiarazioni al pm.

"Il primo settembre 2004 -ha detto il Pm- in orario compreso tra le 11,45 e le 11,50, Denise Pipitone scompare davanti alla sua abitazione in via Domenico La Bruna. Era un mercoledi' e la bambina era stata affidata alla nonna Francesca Randazzo. Denise sta giocando per strada davanti alla cucina dove c'e' la nonna che la puo' controllare. Poi il buio, l'inizio della fine". La rappresententante dell'accusa ha difeso l'indagine "condotta nel segreto istruttorio, spesso scambiato per inerzia", in un riferimento indiretto alle recenti polemiche con la parte civile. "Tra i soggetti che non dimenticheranno quel giorno una bambina e' stata strappata impunemente ai genitori -ha proseguito il Pm- non puo' non essere compresa Jessica Pulizzi, perche' la sua vita e' cambiata totalmente". Movente del rapimento, secondo l'accusa, "l'astio" crescente in Jessica nei confronti di Piera Maggio. "Prima del rapimento -ha ricostruito il sostituto procuratore Carmazzi- quando aveva 10 anni, Jessica non esita a prendere il telefono e a chiamare una donna molto piu' grande di lei e che era gia' madre per dirle 'Come abbiamo pianto io e Alice deve piangere tuo figlio Kevin'. L'oggetto della minaccia e' il figlio (all'epoca Denise non era ancora nata, ndr) perche' capisce che il modo migliore di colpire quella donna e' prendere di mira il figlio. In quell'occasione fu ripresa dal padre".

Dal padre Piero Pulizzi, secondo il Pm, Jessica avrebbe ricevuto "una lunga serie di bugie", comprese le continue smentite sulla sua paternita' di Denise. "Con certezza -ha affermato il sostituto Carmazzi- Jessica il 1 settembre 2004 sapeva della relazione di Maggio con suo padre nonostante l'imputata sentita il 19 febbraio scorso abbia cercato di negarlo. Il 26 ottobre del 2000 -ha continua il pubblico ministero- Jessica apprende della nascita di Denise, quella bambina avuta dal padre con quella 'sfasciafamiglia' e che venendo al mondo rendeva concreto il tradimento del padre. Dal punto di vista di Jessica, Denise era la piccolina che poteva sottrarle le attenzioni del padre, sintesi perfetta del legame esistente con Piera Maggio la quale, a differenza di suo padre, continuava a restare unita ad Antonino Pipitone".

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