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Il Sociale

 

 

 

Anche quest’anno torna tra i banchi di scuola SafeBook by Durex, l’ambizioso progetto scolastico attraverso cui il brand, leader mondiale nel mercato della contraccezione, coinvolgerà oltre 11.000 istituti tra scuole medie inferiori, rivolgendosi alle classi seconde e terze, e scuole medie superiori di tutta Italia per promuovere tra i giovani una corretta educazione all’affettività e alla sessualità.

La seconda edizione del progetto SafeBook by Durex si arricchisce della di Gianluigi Buffon, capitano della nazionale italiana di calcio, in qualità di testimonial del progetto. Da sempre attento alle tematiche giovanili, Buffon sceglie di schierarsi al fianco di SafeBook e soprattutto dei ragazzi per sostenere un corretto comportamento nella vita così come nello sport.

Un impegno sociale che Durex porta avanti per il secondo anno consecutivo, con il rinnovato patrocinio di Anlaids Onlus, che ha anche collaborato alla redazione del materiale informativo, accompagnando le scuole e i genitori nel complesso ruolo di educatori, fornendo gli strumenti corretti che aiutino gli adolescenti a diventare adulti coscienziosi, socialmente attivi e consapevoli delle regole alla base del rispetto verso se “Affettività e Sessualità nel rispetto tra Uomo&Donna” e “Protezione dell’identità digitale” sono infatti i due nuovi capitoli che si aggiungono al progetto educativo scolastico SafeBook by Durex di quest’anno, temi di attualità che, declinati secondo codici condivisibili tra le giovani generazioni, è interesse collettivo affrontare fin dai banchi di scuola per aiutare i ragazzi a sviluppare rispetto reciproco e contemporaneamente a proteggersi dai rischi che l’utilizzo del web può comportare.

durex


Quest’anno l'iniziativa dedica uno spazio importante alla “protezione dell’identità digitale” affrontando con particolare attenzione il dilagare del fenomeno del sexting. “E’ importante sottolineare - afferma il professor Giovanni Ziccardi, Professore di Informatica giuridica nonché Fondatore e Direttore del Corso di perfezionamento in computer forensics e investigazioni digitali presso l’Università degli Studi di Milano - come i ragazzi al giorno d’oggi non abbiano sufficiente consapevolezza delle tecnologie che utilizzano e dei rischi digitali legati a comportamenti potenzialmente a rischio derivati da una inadeguata conoscenza degli strumenti e da un loro conseguente, quanto spesso sbagliato, utilizzo.” Il professore afferma che “i rischi legati alla realtà digitale crescono sempre più velocemente se si considera oggigiorno la facilità d’accesso alle tecnologie, come rilevato dall’Indagine Conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (2012) condotta da Eurispes sul tema sexting -”.

buffon modificato 10


Infatti nel nostro Paese, continua il professor Ziccardi “ben il 62% dei bambini ha a disposizione un telefonino proprio e il 44% dei bambini acquisisce un cellulare tra i 9 e gli 11 anni”. E’ inoltre interessante notare, come spiega l’esperto, che “tale fascia d’età si sta ancor più abbassando se si considera che ben il 17,6% dei ragazzi possiede un cellulare ben prima dei sette anni. In questo modo tra i ragazzi i rischi di diffusione di materiale privato crescono La sessualità si confronta dunque sempre più anche col sexting. L’auto-fotografarsi col telefono in pose provocanti e compromettenti, l’invio di immagini esplicite attraverso sms, mms e mail è un fenomeno in continua diffusione. E’ infatti interessante capire quanto tra i giovanissimi l’esperienza del sexting non sia un’eccezione: “addirittura 1 adolescente su 4 (25,9%) - sostiene Ziccardi - “afferma di essere stato oggetto di sexting, ovvero di aver ricevuto sms/mms/video a sfondo sessuale.”

“In crescita al 12,3% invece la percentuale di adolescenti che dichiara di avere inviato materiale pornografico. Dato ancor più preoccupante – continua l’esperto – è quel 2,3% del campione che ammette di averlo fatto in cambio di soldi, di una ricarica telefonica o perché vittima di minacce”. Quali le reazioni dei ragazzi alla ricezione di invio o filmati a sfondo pornografico? “Solo il 16% dichiara di esser rimasto indifferente contro una tendenza prevalentemente positiva. Il 30% del campione dice che gli ha fatto piacere, il 29,1% si dice divertito - afferma il professor Ziccardi – superando dunque in percentuale coloro che sostengono di aver reagito negativamente, il 23,1% dei ragazzi italiani.” Parlando delle motivazioni che muovono i ragazzi a praticare il sexting, il professor Ziccardi evidenzia come “le ragioni che spingono gli adolescenti all’invio di materiale pornografico sono per lo più la burla o lo scherzo (11,1%) seguite da un desiderio di emulazione dei propri amici (8,6%) e di provocare imbarazzo (4,6%). Quasi il 50% degli adolescenti confessa inoltre di non considerare il sexting una pratica rischiosa”.
 

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