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Il Sociale

Il video delle violenze subite da due donne in Angola, ha indignato il paese dopo aver fatto il giro della rete finendo anche sulla televisione pubblica angolana. Le immagini, della durata di 13 minuti, mostrano una parte delle torture subite da due donne, nell'arco di 6 ore, nell'ufficio di un negozio di alimentari a Luanda, dove le due avevano tentato di rubare una bottiglia di champagne. Le immagini mostrano le vittime "posizionate" dagli aguzzini con la bottiglia di champagne in mano prima di essere fotografate; poi si vedono diversi uomini che si accaniscono a cinghiate, calci e pugni, alzando loro le gonne e colpendole sulle natiche prima di legarle a una colonna e continuare con le violenze. Dopo pochi giorni dalla diffusione del video la Procura generale d'Angola ha arrestato gli aguzzini mentre dal mondo politico e delle associazioni sono arrivate condanne unanimi contro la violenza sulle donne.

"E' un atto di violenza che attacca gravemente la dignita' della persona umana, i diritti e l'integrita' fisica e morale dei cittadini - ha dichiarato in una nota la direzione del Mpla, partito di maggioranza del paese - siamo per la difesa di una societa' di diritto in cui tutti siano rispettati e dove l'amministrazione della giustizia sia fatta dagli organi costituzionalmente riconosciuti". Insorge anche l'Organizzazione delle donne angolane (Oma), la cui presidente Luzia Ingles ha definito "selvaggi" gli autori delle violenze e ha chiesto che i responsabili siano puniti severamente. "Non e' giusto che dopo tante vicissitudini che le donne angolane hanno passato - ha dichiarato Ingles - dalla lotta al colonialismo portoghese fino al raggiungimento della pace, ci siano ancora uomini irrazionali che le maltrattano con tanta violenza fisica e morale". Una delle vittime e' stata intervistata dalla Radio nazionale e ha raccontato che dopo le botte, il gruppo di uomini ha costretto le due a mangiare 'jindungo', una mistura di olio e peperoncino utilizzata per condire le pietanze, e di essere stata violentata da uno di quegli uomini. Da mesi il governo e' impegnato in una campagna pubblicitaria, su tv e radio pubbliche, che invita le donne a denunciare le violenze domestiche.

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