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Il Sociale
Bolzano/ Primo carcere privato d’Italia: punterà sulla socializzazione

Se tutto procederà secondo i piani sarà pronto entro due anni il primo carcere privato in Italia, frutto di project financing a lungo termine che vede coinvolti la provincia autonoma di Bolzano, soggetti privati e il Ministero della Giustizia. “Non un hotel a 5 stelle, ma una struttura adeguata, vivibile, con spazi di socialità, di formazione e lavoro che garantiscano la dignità della persona e facilitino il suo reinserimento", aveva sottolineato al momento della presentazione, nel mese di luglio, l’allora presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder. Lo scorso 8 gennaio sono state aperte le buste con le sei offerte ricevute, “non poche se si pensa alla complessità di questa specifica procedura e al fatto che si tratta della prima gara bandita in modalità di project financing PPP in Italia per un istituto penitenziario", ha sottolineato Durnwalder. Solo dopo l'esame e la valutazione della documentazione sarà possibile emettere un verdetto sul nome dell'aggiudicatario. “I programmi di socializzazione proposti avranno un peso importante nel punteggio finale - aveva assicurato mesi fa Durnwalder -. I criteri di valutazione, infatti, puntano molto sulla qualità”. I costi dell'opera, comprensivi di lavori, arredi, imprevisti e Iva, sono stimati in 63 milioni di euro, cui si aggiungono i 14 milioni spesi per l'esproprio delle superfici.

Il futuro carcere avrà una capienza di 200 detenuti, 100 operatori di polizia penitenziaria, 30 posti per agenti in caserma, 25 unità di personale civile. Al di fuori della cinta muraria sono previsti il controllo accessi, la direzione, gli relativi alloggi e la sezione dei detenuti semiliberi. All’interno della cinta muraria, oltre alla sezione di reclusione saranno ricavati l'infermeria, gli spazi per il lavoro, una sala polivalente, una palestra, i servizi cucina e lavanderia. Il nuovo istituto sostituirà quello esistente, che risale al 1895: concepito per 80-90 persone, oggi ne contiene 125. Non ci sarà una sezione femminile, perché al momento le detenute altoatesine sono poche, in media fra le 3 e le 5. 

Gli indirizzi di progettazione - lo studio di fattibilità e la costruzione modulare - sono indicati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, responsabile della futura struttura. L'aggiudicatario della gara - che avrà una concessione ventennale - oltre a costruire l’istituto dovrà fornire gli arredi e le apparecchiature necessarie al funzionamento e alla gestione del carcere. Sempre il privato avrà in capo la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione delle utenze, il servizio mensa dei detenuti e il bar interno del personale, i servizi lavanderia e pulizia. Gestirà anche le attività sportive, formative e ricreative. Le mansioni di sicurezza resteranno appannaggio della polizia penitenziaria e dunque a carico dello Stato. I prossimi step dell’iter burocratico prevedono tra gennaio e giugno 2014 la progettazione esecutiva del nuovo carcere, da luglio 2014 a giugno 2016 la conclusione dei lavori (redattoresociale.it)

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