di Fabio Frabetti

«Chiedo solo di poter lavorare». Nella miriade di persone che in questo momento soffrono nell'ombra la mancanza di un reddito certo e di un tetto sicuro ci sono anche persone malate le cui difficoltà rendono i loro casi ancora più difficili da risolvere. Tra di esse c'è Djordje Nedic, un uomo di origini serbe in Italia da ormai 14 anni. Faceva il saldatore specializzato. Poi dopo una malattia e la dialisi ha subito un trapianto di rene all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Da quel momento è rimasto senza lavoro e con l'affitto da pagare per la stanza in cui vive a Monfalcone insieme alla sua insperabile cagnolina. Dopo un tentativo di suicidio nei mesi scorsi aveva messo in atto una protesta estrema: si era messo con una tenda sotto la sede del municipio ed aveva interrotto l'assunzione dei farmaci antirigetto.

I servizi sociali del comune lo hanno parzialmente aiutato in questi anni: non è loro compito trovare a Djordie un'occupazione. Per non separarsi dal suo cane l'uomo era stato costretto a lasciare la camera e a non prendere posto nel dormitorio della Caritas di Gorizia dove gli animali sono proibiti .La protesta in tenda è terminata con l'arrivo della polizia che lo ha invitato allo sgombero. Così è passato a dormire in auto appoggiandosi ad un centro gestito dal comune per mangiare e lavarsi. In un secondo tempo Djordie ha trovato posto in un'altra camera, parzialmente pagata dal comune. Ma non all'infinito. «In questi giorni è scaduta l'ultima proroga per questi fondi e così rischio di nuovo di trovarmi in strada. Non ho intenzione di proseguire l'interruzione volontaria dei farmaci prescritti quale forma di protesta vista la mia stabilità psicologica che viene sempre meno. Vista l'inconcludenza delle istituzioni passerò ad una diversa forma di protesta».

Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri con i servizi sociali nella speranza di trovare una soluzione. In precedenza è stato chiesto all'uomo di coprire interamente con la sua pensione il costo dell'affittacamere nonostante siano state documentate altre spese di prima necessità che Djordie deve necessariamente sostenere. A Monfalcone pare che questo non sia l'unico caso di disabili in gravi situazioni di indigenza: il cittadino che ci ha segnalato il caso di Djordie ne conosce almeno altri due. Invalidi civili che si sono ritrovati a vivere per strada.

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di Fabio Frabetti

«Chiedo solo di poter lavorare». Nella miriade di persone che in questo momento soffrono nell'ombra la mancanza di un reddito certo e di un tetto sicuro ci sono anche persone malate le cui difficoltà rendono i loro casi ancora più difficili da risolvere. Tra di esse c'è Djordje Nedic, un uomo di origini serbe in Italia da ormai 14 anni. Faceva il saldatore specializzato. Poi dopo una malattia e la dialisi ha subito un trapianto di rene all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Da quel momento è rimasto senza lavoro e con l'affitto da pagare per la stanza in cui vive a Monfalcone insieme alla sua insperabile cagnolina. Dopo un tentativo di suicidio nei mesi scorsi aveva messo in atto una protesta estrema: si era messo con una tenda sotto la sede del municipio ed aveva interrotto l'assunzione dei farmaci antirigetto.

I servizi sociali del comune lo hanno parzialmente aiutato in questi anni: non è loro compito trovare a Djordie un'occupazione. Per non separarsi dal suo cane l'uomo era stato costretto a lasciare la camera e a non prendere posto nel dormitorio della Caritas di Gorizia dove gli animali sono proibiti .La protesta in tenda è terminata con l'arrivo della polizia che lo ha invitato allo sgombero. Così è passato a dormire in auto appoggiandosi ad un centro gestito dal comune per mangiare e lavarsi. In un secondo tempo Djordie ha trovato posto in un'altra camera, parzialmente pagata dal comune. Ma non all'infinito. «In questi giorni è scaduta l'ultima proroga per questi fondi e così rischio di nuovo di trovarmi in strada. Non ho intenzione di proseguire l'interruzione volontaria dei farmaci prescritti quale forma di protesta vista la mia stabilità psicologica che viene sempre meno. Vista l'inconcludenza delle istituzioni passerò ad una diversa forma di protesta».

Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri con i servizi sociali nella speranza di trovare una soluzione. In precedenza è stato chiesto all'uomo di coprire interamente con la sua pensione il costo dell'affittacamere nonostante siano state documentate altre spese di prima necessità che Djordie deve necessariamente sostenere. A Monfalcone pare che questo non sia l'unico caso di disabili in gravi situazioni di indigenza: il cittadino che ci ha segnalato il caso di Djordie ne conosce almeno altri due. Invalidi civili che si sono ritrovati a vivere per strada.

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