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Il Sociale

E si,il titolo non è provocatorio,ma raffigura una tragica e triste realtà.. Le separazioni in Italia hanno raggiunto dei numeri rilevanti,arrivando a toccare cuota 50% al nord,il che significa per un padre,col sistema attuale,avere il 50% di possibilità di finire in mezzo ad una strada,il 50% di possibilita’ di vedere il rapporto con i propri figli compromesso per sempre,il 50% di possibilità di vedersi espropriare dei propi averi,della propria casa(magari acquistata anche con il sacrificio dei propri genitori,se non addirittura di proprietà dei propri genitori),della propria dignità..

E tutto questo in barba alla legge legge:non viene viene rispettato il principio costituzionale di salvaguardia della proprietà privata,tanto meno la legge 155 sull’affido condiviso,valida nei principi ma di facile (dis)interpretazione da parte della magistratura,che ne ha sconvolto il tessuto originale.Basti per esempio pensare che la figura del “genitore collocatario”non esiste nella norma attuale,basti pensare al concetto di “mantenimento diretto”,puntualmente disatteso da parte della magistratura, basti pensare ai giorni di “frequentazione”del figlio da parte del genitore “non collocatario” (quasi sempre il padre) che limita enormemente il rapporto genitore figlio,e non previsto dalla 155…

Alla base di questo vi è una cultura italica pseudo mammista e femminista che condiziona di fatto la giustizia familiare,ponendosi ad ostacolo al decollo del vero affido condiviso.E certamente non aiutano quelle trasmissioni televisive(vedi forum o verdetto finale,estremamente diseducative da questo punto di vista:genitore collocatario,obbligo di mantenimento,padre bancomat)..dove quelle rarissime volte quando viene data ragione ad un padre,cala un silenzio assoluto tra gli spettatori e presentatori come se sia stata fatta la più grande delle ingiustizie sociali.

Non per fare campagna elettorale,ma per esprimere dati oggettivi,la modifica della legge attuale è stata sempre osteggiata da forze appartenenti alla sinistra,fortemente invischiate con un femminismo estremo,minoranza nel paese ma fortemente condizionante…Sono stanco,triste e amareggiato nel continuare a leggere nei forum di discussione su internet di padri separati ormai giunti alla disperazione,costretti a non vedere più i figli per mesi perché la ex moglie non “glielo concede”,nonostante ordinanze puntualmente disattese; padri separati costretti a vivere in macchina,ad andare a mangiare alla caritas (sono 800.000!);padri che gettano la spugna,e che nel migliore dei casi vanno a vivere all’estero,o rinunciano perché esposti alla minaccia di intervento degli assistenti sociali,e nei casi più drammatici si uccidono!Eclatante è il caso di F.Adornato(e molti altri stanno seguendo il suo esempio),che nonostante siano due mesi che sta facendo uno sciopero della fame davanti al tribunale di Genova per difendere i propri diritti,si vede costantemente ignorato non Solo dai magistrati ma anche da quasi tutti i mass media.

Si sta drammaticamente sottovalutando un problema che riguarda 4 milioni di padri separati (qualcuno azzarda a calcolare in 8 milioni le persone interessate al dramma, comprendendo i figli e i parenti),e che nel giro di pochi anni potrebbe riguar- dare un terzo della popolazione maschile italiana,rischiando di compromettere seriamente la stabilità dell’intera struttura sociale(il tutto per una legge non applicata!).Il prossimo parlamento dovrà necessariamente e urgentemente occuparsi del problema,approvando il DDL 957 e obbligando i magistrati a rispettarlo,o la situazione rischia veramente di esplodere.

Agrillo Valeriano

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