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Il Sociale
Eutanasia, Napolitano: "Chiederò attenzione Parlamento

"Il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere un sereno e approfondito confronto di idee su questa materia. Richiamerò su tale esigenza l'attenzione del Parlamento". A sottolinearlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, Carlo Troilo, nel corso di una conferenza stampa per chiedere al Parlamento l'avvio di un'indagine conoscitiva su come si muore in Italia e per riprendere l'esame dei progetti di legge sul fine vita.

Associazione Coscioni: per 20mila malati anno morte 'accelerata'
Sono stati 200mila in dieci anni i malati terminali che, in Italia, hanno visto accelerata la loro fine a seguito dell'intervento dei medici. Lo ha sostenuto Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione Coscioni, nel corso della conferenza stampa organizzata, in occasione dell'anniversario della morte del fratello Michele, per chiedere l'avvio di una indagine conoscitiva su "come si muore in Italia" e la ripresa della discussione parlamentare sulle proposte di legge in materia. Rielaborando gli ultimi dati Istat, Troilo ha evinto che negli ultimi dieci anni si sono verificati 10mila suicidi e altrettanti tentativi di suicidio da parte di malati. Il consigliere generale dell'Associazione Coscioni ha quindi aggiunto che c'e' un "4-5% di pazienti terminali che! nonostante le migliori cure palliative, sono destinati a vivere gli ultimi mesi di vita in condizioni drammatiche di sofferenza fisica e psicologica: quella che viene definita dolore totale". Questo perche', ha sottolineato, "e' ormai diffusa la convinzione che con adeguate cure palliative il malato terminale non soffre".

Eutanasia: video-appello Veronesi, diritto programmare fine vita
"Abbiamo il diritto di programmare la vita, e penso sia inevitabile che dobbiamo avere il diritto di programmare il termine della vita. Vivere e' un diritto, ma non un obbligo". Lo dice l'oncologo Umberto Veronesi, in un videomessaggio inviato all'associazione Coscioni in occasione di una conferenza sull'eutanasia a Roma. "La medicina - ricorda Veronesi - ha sposato il principio della responsabilita' dell'individuo, abbandonando la medicina cosiddetta paternalistica. In questo nuovo quadro si e' fato strada per esempio il principio del rifiuto delle cure, che ha dato luogo al testamento biologico, applicato in molte parti del mondo. Ma oggi dobbiamo ansdare piu' in la', deve farsi strada il principio dell'autodeterminazione, per cui un cittadino ammalato possa decidere e programmare di staccarsi dalla vita. Dobbiamo poter decidere noi quanto sia giusto e opportuno mantenersi in vita quando le condizioni ci impongono di lasciarla".

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eutanasiaappelloveronesinapolitano
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