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Il Sociale

Affaritaliani.it ha seguito sin dall'inizio il caso della famiglia Favara che ha lanciato diversi appelli a seguito delle gravi difficoltà economiche in cui si è ritrovata. Riceviamo e pubblichiamo questo nuovo appello nella speranza che si possa trovare una soluzione

Gentilissimo DIRETTORE,
Io sono Caterina la moglie di Antonino Favara.
Purtroppo dopo le ultime disavventure che abbiamo avuto in TV su LA VITA IN DIRETTA di RAI1 dove siamo andati felici di riuscire a trovare un lavoro od un aiuto economico, e dove invece non è accaduto nulla, mio marito Antonino, si è demoralizzato in modo ossessivo.
Già era reduce da depressione con conseguente cura a base di antidepressivi; dopo questa vicenda negativa, si è isolato totalmente, e lo vedevo scrivere sempre e gettare fogli, scrivere e gettare fogli.
L’altra notte, dopo aver controllato di nascosto, dove conservasse gli scritti non buttati, ho voluto leggere ciò che ha scritto in questi 2 giorni a ritmo continuo.
Ho preso quei fogli, ed in mezzo c’era una lettera con busta già affrancata con suscritto un indirizzo cominciato, ma non completo:

Per Angelo Perrino
Dir. AFFARITALIANI
Questo era scritto letteralmente, anche come posizione.

La mia curiosità femminile e la preoccupazione, mi ha spinto a prendere la lettera non ancora chiusa e leggerla, rimanendo allibita e di stucco.
Ha scritto una lettera a morte già avvenuta…ma ci pensate?
Ha scritto tutto ciò che la condotto a voler fare un folle gesto di cui io sono all’oscuro; di cui non esiste data presunta, ne altro che possa condurre ad una data di suicidio.
Io l’ho copiata ed ho nascosto la mia copia senza farmi vedere da Lui che in quell’attimo era assente; naturalmente ho pensato subito a Lui e stavo chiamandolo quando è rincasato, e mi sono tranquillizzata.
E’ una lettera troppo forte; è una lettera disperata e assoggettata a tutti
Gli eventi negativi che sono avvenuti e che l’hanno condotto a scrivere ciò.
Non so quello che vuole fare; non so cosa fare; ma non posso dargli torto, perché nelle condizioni come siamo noi, anche senza gli interventi televisivi e di affari, altri si sono già uccisi, e se noi siamo vivi, e se lui e vivo, è soltanto per i nostri figli, incolpevoli di questa atroce e disastrosa situazione economica che ci ha precluso l’esistenza.
Certo anche Voi di AFFARI, avete contribuito a farci resistere pubblicando le nostre lettere, perché altresì, non so dove saremmo adesso senza la Vostra generosità, e quella dei Vostri lettori.
Lettere che abbiamo visto, hanno fatto il giro del Web, e sono andate su Forum, Blog, e quant’altro; ma non è bastato a farci rivivere ed a farci sorridere.
Ci siamo rallegrati per un po’; convinti che forse saremmo riusciti a riemergere dalla disgraziata vita in cui eravamo finiti, ed invece dopo vari interventi televisivi che ci hanno affossato totalmente, Lui ha deciso di farla finita.                    

Amici Italiani e Siciliani, (così ha inizio la lettera)
Il mio nome è Antonino Favara, e quando leggerete questa Mia, io non ci sarò più.
Sarò morto; ma non come gesto inconsulto, ma come segno d’amore verso la mia famiglia che non merita un uomo così; un fallito.
Ho combattuto contro mulini a vento sperando di riuscire a superare questo momento di crisi, ma evidentemente non ci sono riuscito.
Nemmeno la TV, i TG, i programmi di punta del pomeriggio ci sono riusciti, illudendomi che sarei rinato, ed invece ad ogni delusione era un affossamento più grande.
Almeno, io ci ho provato, altri si sono ammazzati senza nemmeno provare; io ho fatto tutto quello che potevo, ma non avevo armi valide.
Il PAPA Francesco aveva detto che la Bontà e la Tenerezza o Misericordia devono essere una nuova arma di rinascita per la gente povera da parte dei ricchi; ma io nelle mie vicende, non ho mai visto nulla del genere a parte Voi di Affari che ci avete aiutato per un po’.
La casa che non avevamo a causa dello sfratto, tutte le cose vendute come le fedi nuziali, TV, collane Battesimali dei miei figli, tutte le Mail inviate e mai lette da alcuno,i dischi venduti con 18 anni di ricordi da DJ andati in fumo a 3€ l’uno, senza lavoro e senza soldi ormai a ritmo continuo 6 giorni su 7.
La mia cecità parziale (non ho mai visto nulla da un occhio) che ho sempre nascosto a tutti,anche ai datori di lavoro, e che non mi ha permesso di fare il Poliziotto, il lavoro che amavo.
A 53 anni mi sono sentito come se ne avessi 80 e senza pensione, forse è stato un gesto inconsulto, ma non potevo vedere più gli occhi di mia moglie e dei miei figli piangere per la mancanza di soldi e di aiuto da parte mia che mi sono sentito per gli ultimi 2 anni un fallito, e lo ero veramente.
E poi negli ultimi giorni, i miei appelli senza risultato, senza soldi, pressato dai debiti, e la TV che mi ha rovinato ancor più perché mi ha illuso senza risultato alcuno.
Spero che mi possiate tutti perdonare, spero che il PAPA possa darmi l’assoluzione; spero che così la mia famiglia venga aiutata finalmente senza dover ancora andare in programmi televisivi dove ti prendono soltanto in giro, e non gli frega nulla di te.
La mia morte comunque, dovrà far rumore; i giornali, il Web, le TV, e le Istituzioni, dovranno per forza aiutarli dopo questo mio gesto.
Spero che Dio accolga la mia anima di peccatore, ma non potevo più andare avanti così.
            
Grazie a Lei signor Direttore
Grazie a tutti Voi che ci avete aiutato e che spero aiuterete la mia famiglia.
                           In fede
           Antonino Favara (con firma)
Questa è letteralmente ciò che è scritto lì.

 

Io cercherò di salvare il salvabile; cercherò di aiutarlo con amore, ma cosa posso dare oltre l’amore di una moglie?
Vi chiedo aiuto, a Lei Esimio Direttore Perrino che mio marito stima moltissimo e legge sempre i suoi articoli, e chiedo aiuto a tutta la Redazione di Affari, in particolare a Benedetta che è stata la prima ad aiutarci.
Vorrei lasciarvi favaraantonino@libero.it, è la sua di mail.
Contattateci per amor di Dio; se volete o non volete pubblicare non importa; attualmente una parola di conforto vale di più, anche se economicamente, fisicamente e moralmente siamo distrutti tutti e quattro; ma è PASQUA, viviamola così.
                               Grazie
 

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