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Il Sociale
Cannabis protagonista della festa della semina. Ed è subito polemica

Liberalizzare o inasprire le pene. Da tempo anche in Italia si è riacceso il dibattitto sull'opportunità o meno di modificare le leggi che regolano l'uso di cannabis suoi derivati. Non a caso lo scorso marzo il governo aveva deciso di non impugnare la legge regionale dell'Abruzzo sull'uso terapeutico della cannabis. Lo stesso Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva detto che si trattava di "una decisione che rappresentava un grande passo in avanti umano, sanitario e giuridico". E c'è chi fa i conti su quanto lo Stato guadagnerebbe tassando le droghe leggere e non  dovendo più spendere soldi per contrastare e punire il commercio e l'uso illegale.

L'ultima polemica in ordine di tempo arriva da Milano, che il 5 aprile ospita l’annuale “festa della semina e del raccolto”. Sono molti anni che il più famoso centro sociale italiano, il  Leoncavallo,  porta avanti una sua battaglia a favore della liberalizzazione delle sostanze stupefacenti quali la cannabis. Da anni, -  come sottolineano gli organizzatori - le giornate di  semina e raccolto, il ciclo vegetativo della pianta di canapa diventa l’occasione per un’articolata riflessione attraverso la quale esponenti politici, operatori dei Sert e del privato, medici e pazienti, scrittori, giornalisti e avvocati si confrontano senza pregiudizi.

Ogni anno però non mancano le critiche e le polemiche si fanno ogni volta roventi. Silvia Sardone, responsabile dei movimenti di Forza Italia Lombardia e consigliere di zona 2 a Milano denuncia che l’evento ha "chiaramente l’unico scopo di propagandare la liberalizzazione dell’uso della cannabisE e attacca il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia: "Mi chiedo perché viene consentita una manifestazione simile e se l’amministrazione ha predisposto controlli delle forze dell’ordine per evitare che succedano fatti analoghi con spiacevoli conseguenze. E’ assurdo che si lasci assoluta libertà a una manifestazione che avrà come slogan l’uso libero della droga con annessa grande fumata collettiva. Ormai, forti della vicinanza politica con Pisapia, ai centri sociali è concesso di tutto, non ci meraviglieremmo di trovare con una canna in mano qualche rappresentante della maggioranza. Spiace constatare che ormai ai kompagni dei centri sociali sia rimasta solo questa patetica trasgressione – conclude Sardone - visto che politicamente sono una costola della maggioranza".

CANNABIS TERAPEUTICA - Cannabis terapeutica, adesso si pensa al sistema di produzione. Un gruppo di ricercatori svizzeri pronto a lanciare una ricerca per sfruttare tutte le potenzialità della pianta. "Avrebbe effetti positivi sui malati di cancro, sclerosi multpla, epilessia e aids". Il gruppo di lavoro è stato costituito dall'Ufficio federale della sanità pubblica svizzera. C'è già un farmacista di Berna, Manfred Fankhauser, che produce medicinali utilizzando la cannabis sin dal 2011. La sua materia prima cresce al bordo del lago di Costanza, in un ambiente nascosto e protetto. Una piccola coltura di circa 120 piantine che bastano per un anno e mezzo di produzione. La raccolta è trasportata da un chimico che estrare un concentrato liquido per poi fornire il dosaggio corretto al prodotto del farmacista. I due farmaci sono venduti a gocce, il che facilita anche il controllo del dosaggio. Secondo molti esperti, la cannabis potrebbe essere usata per combattere la nausea e la perrdita di appetito delle persone malate di cancro, epilessia e sclerosi multipla senza contare gli effetti benefici per le persone che soffrono di dolori cronici.

LA SITUAZIONE IN ITALIA - Nel nostro Paese ci sono varie regioni che hanno dato l'ok all'utilizzo della cannabis a uso terapeutico, ultima delle quali la Sicilia. E ora si discute sul sistema di produzione. L’esponente Pd Salvatore Capone, primo firmatario di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Lorenzin: “E’ importante giungere ad una Legge Quadro nazionale che accolga la valenza terapeutica della cannabis, ne regolamenti l’uso, e possa prevederne anche la produzione per sconfiggere i fenomeni di mercato nero che i pazienti denunciano o l’impossibilità ad usufruire dei farmaci, considerato il loro costo altissimo e la difficoltà enorme nel reperirli sul mercato italiano. Ci sono le Disposizioni Ministeriali del 2007 firmate dall’allora Ministro Livia Turco, ci sono le Leggi regionali, ci sono le pubblicazioni scientifiche, e decine e decine di associazioni che si battono in questa direzione”.

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