L'incertezza ha preso il sopravvento non solo sull'ottimismo ma anche sul pessimismo e una larga parte degli italiani scopre "un'intima fragilita'". E la fotografia del paese scattata dal Censis, secondo cui la quota di incerti verso il futuro e' passata dal 13% del 2010 al 33%. Il 47esimo Rapporto sulla societa' italiana, rileva come l'incertezza assuma poi la forma della preoccupazione: la pressione fiscale e le spese non derogabili comportanto uno stato di tensione continua. Il 52% delle famiglie - scrive il Censis - sente di avere difficolta' a preservare i propri risparmi e quasi il 50% sente di non riuscire a mantenere il proprio tenore di vita. Il 72,8% si sentirebbe in difficolta' se dovesse affrontare spese impreviste di una certa portata, come quelle mediche (oppure riparazioni per la casa o per l'auto), il 24,3% ha difficolta' a pagare tasse e tributi e quasi il 23% ha difficolta' a rispettare le scadenze delle bollette.

Imprese immigrati "dribblano" crisi, +4,4% in un anno - La crisi economica "morde" anche gli stranieri che pero' dimostrano di saper reagire: di fronte alle difficolta' di trovare un lavoro dipendente, sempre piu' numerosi si assumono il rischio di aprire nuove imprese. Secondo l'ultimo Rapporto Censis, nel 2012 sono 379.584 gli imprenditori nati all'estero che lavorano in Italia, con una crescita del 16,5% tra il 2009 e il 2012 e del 4,4% nel solo ultimo anno: tutto questo mentre le imprese gestite dai nostri connazionali diminuiscono del 4,4% nei quattro anni considerati e dell'1,8% nel solo ultimo anno. E se l'imprenditoria straniera rappresenta l'11,7% del totale, in alcuni settori la quota di immigrati e' decisamente superiore alla media: e' il caso delle costruzioni, dove sono il 21,2% del totale, e del commercio al dettaglio, dove rappresentano il 20%. Per il Censis, quello degli esercizi commerciali e' "un caso esemplare": mentre dal 2009 i negozi italiani sono diminuiti del 3,3%, gli stranieri sembrano aver trovato la ricetta vincente e sono cresciuti del 21,3% nel comparto al dettaglio (dove gli esercizi commerciali gestiti da stranieri sono 120.626) e del 9,1% nel settore dell'ingrosso (21.440 in tutto). A livello locale, la concentrazione piu' alta e' a Roma, con quasi 10.000 negozi nella provincia e oltre 7.000 nel capoluogo, ma sono molte le province in cui la presenza supera di gran lunga la media: a Pisa, dove i negozi gestiti da immigrati rappresentano il 35,4% del totale, Catanzaro, dove sono il 34,5%, Caserta, dove la quota e' del 32,7%, Prato e Pescara, dove supera il 30%. Non mancano i territori dove i commercianti stranieri hanno superato gli italiani, o comunque si stanno avvicinando: "ed e' singolare - segnala il Rapporto - come questo avvenga soprattutto al Sud, in aree considerate depresse e prive di altre opportunita' imprenditoriali, dove evidentemente gli immigrati sono riusciti comunque a trovare spazi di attivita': e' immigrato il 73,8% dei negozianti a Castel Volturno, il 45,6% a Lametia Terme, il 42,6% a Caserta. Quanto alla nazionalita' dei proprietari degli oltre 120mila negozi attivi, oltre 40mila sono gestiti da marocchini e piu' di 12mila da cinesi e senegalesi Sono 85.000 stranieri che lavorano in proprio e hanno dipendenti (italiani e/o stranieri): unita' produttive che negli ultimi quattro anni, mentre quelle di italiani diminuivano del 3,6%, sono aumentate del 14,3%. Si tratta soprattutto di artigiani, piu' giovani degli italiani e provenienti soprattutto da Cina, Albania e Romania.

Italiani scelgono estero, +28,8% trasferimenti in un anno - Nell'ultimo decennio il numero di italiani che hanno trasferito la propria residenza all'estero e' piu' che raddoppiato, passando dai circa 50mila del 2002 ai 106mila del 2012. Ma e' stato soprattutto nell'ultimo anno che l'aumento dei trasferimenti e' stato particolarmente rilevante: (+28,8% tra il 2011 e il 2012). E' uno dei dati contenuti nel 47esimo "Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese", secondo cui nel 54,1% dei casi, i "cancellati" avevano meno di 35 anni e sono andati ad arricchire le fila gia' copiose di un'Italia oltre confine che ammonta a oltre 4,3 milioni di connazionali.

Scolarita' insufficiente e troppa dispersione,serve agire - In Italia uno dei nodi ancora da sciogliere e' quello della insufficiente scolarita' complessiva, "che presenta sacche ancora significative di popolazione anche in giovane eta' con titoli di studio bassi". E' quanto rivela il 47esimo 'Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese', secondo cui il 21,7% della popolazione italiana con piu' di 15 anni ancora oggi possiede al massimo la licenza elementare, e i miglioramenti registratisi nel corso degli anni sembrano dovuti soprattutto a fenomeni demografici. Inoltre in Italia resta un problema la dispersione scolastica: la quota di 'early school leavers', seppure in tendenziale diminuzione, continua a essere significativa e in alcune aree geografiche pericolosamente endemica. Per il Censis da una parte occorre puntare sull'istruzione degli adulti, dall'altra "aggredire la dispersione includendo il territorio".

Politica, il 56% italiani si disinteressa - Cresce il disinteresse per la politica in senso generale a favore della difesa del microterritorio: il 56% degli italiani (contro il 42% della media europea) non ha attuato nessun tipo di coinvolgimento civico negli ultimi due anni, neppure quelli di minore impegno, come la firma di una petizione. Lo si evince dal 47esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Piu' di un quarto dei cittadini manifesta una lontananza pressoche' totale dalla dimensione politica, non informandosi mai al riguardo. Al contrario, si registrano nuove energie difensive in tanta parte del territorio nazionale contro la chiusura di ospedali, tribunali, uffici postali o presidi di sicurezza.

2013-12-06T10:32:20.623+01:002013-12-06T10:32:00+01:00truetrue1426116falsefalse232Il Sociale/sociale4131041914262013-12-06T10:32:20.687+01:0014262013-12-06T14:51:57.46+01:000/sociale/gli-italiani-sono-sciapi-e-infelici-il-futuro-di-donne-e-immigrati061213false2013-12-06T10:41:48.327+01:00310419it-IT102013-12-06T10:32:00"] }
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L'incertezza ha preso il sopravvento non solo sull'ottimismo ma anche sul pessimismo e una larga parte degli italiani scopre "un'intima fragilita'". E la fotografia del paese scattata dal Censis, secondo cui la quota di incerti verso il futuro e' passata dal 13% del 2010 al 33%. Il 47esimo Rapporto sulla societa' italiana, rileva come l'incertezza assuma poi la forma della preoccupazione: la pressione fiscale e le spese non derogabili comportanto uno stato di tensione continua. Il 52% delle famiglie - scrive il Censis - sente di avere difficolta' a preservare i propri risparmi e quasi il 50% sente di non riuscire a mantenere il proprio tenore di vita. Il 72,8% si sentirebbe in difficolta' se dovesse affrontare spese impreviste di una certa portata, come quelle mediche (oppure riparazioni per la casa o per l'auto), il 24,3% ha difficolta' a pagare tasse e tributi e quasi il 23% ha difficolta' a rispettare le scadenze delle bollette.

Imprese immigrati "dribblano" crisi, +4,4% in un anno - La crisi economica "morde" anche gli stranieri che pero' dimostrano di saper reagire: di fronte alle difficolta' di trovare un lavoro dipendente, sempre piu' numerosi si assumono il rischio di aprire nuove imprese. Secondo l'ultimo Rapporto Censis, nel 2012 sono 379.584 gli imprenditori nati all'estero che lavorano in Italia, con una crescita del 16,5% tra il 2009 e il 2012 e del 4,4% nel solo ultimo anno: tutto questo mentre le imprese gestite dai nostri connazionali diminuiscono del 4,4% nei quattro anni considerati e dell'1,8% nel solo ultimo anno. E se l'imprenditoria straniera rappresenta l'11,7% del totale, in alcuni settori la quota di immigrati e' decisamente superiore alla media: e' il caso delle costruzioni, dove sono il 21,2% del totale, e del commercio al dettaglio, dove rappresentano il 20%. Per il Censis, quello degli esercizi commerciali e' "un caso esemplare": mentre dal 2009 i negozi italiani sono diminuiti del 3,3%, gli stranieri sembrano aver trovato la ricetta vincente e sono cresciuti del 21,3% nel comparto al dettaglio (dove gli esercizi commerciali gestiti da stranieri sono 120.626) e del 9,1% nel settore dell'ingrosso (21.440 in tutto). A livello locale, la concentrazione piu' alta e' a Roma, con quasi 10.000 negozi nella provincia e oltre 7.000 nel capoluogo, ma sono molte le province in cui la presenza supera di gran lunga la media: a Pisa, dove i negozi gestiti da immigrati rappresentano il 35,4% del totale, Catanzaro, dove sono il 34,5%, Caserta, dove la quota e' del 32,7%, Prato e Pescara, dove supera il 30%. Non mancano i territori dove i commercianti stranieri hanno superato gli italiani, o comunque si stanno avvicinando: "ed e' singolare - segnala il Rapporto - come questo avvenga soprattutto al Sud, in aree considerate depresse e prive di altre opportunita' imprenditoriali, dove evidentemente gli immigrati sono riusciti comunque a trovare spazi di attivita': e' immigrato il 73,8% dei negozianti a Castel Volturno, il 45,6% a Lametia Terme, il 42,6% a Caserta. Quanto alla nazionalita' dei proprietari degli oltre 120mila negozi attivi, oltre 40mila sono gestiti da marocchini e piu' di 12mila da cinesi e senegalesi Sono 85.000 stranieri che lavorano in proprio e hanno dipendenti (italiani e/o stranieri): unita' produttive che negli ultimi quattro anni, mentre quelle di italiani diminuivano del 3,6%, sono aumentate del 14,3%. Si tratta soprattutto di artigiani, piu' giovani degli italiani e provenienti soprattutto da Cina, Albania e Romania.

Italiani scelgono estero, +28,8% trasferimenti in un anno - Nell'ultimo decennio il numero di italiani che hanno trasferito la propria residenza all'estero e' piu' che raddoppiato, passando dai circa 50mila del 2002 ai 106mila del 2012. Ma e' stato soprattutto nell'ultimo anno che l'aumento dei trasferimenti e' stato particolarmente rilevante: (+28,8% tra il 2011 e il 2012). E' uno dei dati contenuti nel 47esimo "Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese", secondo cui nel 54,1% dei casi, i "cancellati" avevano meno di 35 anni e sono andati ad arricchire le fila gia' copiose di un'Italia oltre confine che ammonta a oltre 4,3 milioni di connazionali.

Scolarita' insufficiente e troppa dispersione,serve agire - In Italia uno dei nodi ancora da sciogliere e' quello della insufficiente scolarita' complessiva, "che presenta sacche ancora significative di popolazione anche in giovane eta' con titoli di studio bassi". E' quanto rivela il 47esimo 'Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese', secondo cui il 21,7% della popolazione italiana con piu' di 15 anni ancora oggi possiede al massimo la licenza elementare, e i miglioramenti registratisi nel corso degli anni sembrano dovuti soprattutto a fenomeni demografici. Inoltre in Italia resta un problema la dispersione scolastica: la quota di 'early school leavers', seppure in tendenziale diminuzione, continua a essere significativa e in alcune aree geografiche pericolosamente endemica. Per il Censis da una parte occorre puntare sull'istruzione degli adulti, dall'altra "aggredire la dispersione includendo il territorio".

Politica, il 56% italiani si disinteressa - Cresce il disinteresse per la politica in senso generale a favore della difesa del microterritorio: il 56% degli italiani (contro il 42% della media europea) non ha attuato nessun tipo di coinvolgimento civico negli ultimi due anni, neppure quelli di minore impegno, come la firma di una petizione. Lo si evince dal 47esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Piu' di un quarto dei cittadini manifesta una lontananza pressoche' totale dalla dimensione politica, non informandosi mai al riguardo. Al contrario, si registrano nuove energie difensive in tanta parte del territorio nazionale contro la chiusura di ospedali, tribunali, uffici postali o presidi di sicurezza.

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