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Il Sociale
"Le frontiere? Un colabrodo". L'allarme che spaventa l'Europa


L'Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato a da poco pubblicato un documento in cui si vengono analizzate le dimensioni e le dinamiche dei flussi migratori verso i 34 paesi che fanno parte dell’organizzazione. In particolare i flussi migratori sono aumentati negli ultimi decenni, anche se - come è ovvio -  molto dipende dalla condizioni economiche e geopolitiche.

Dopo un forte aumento alla fine del millennio e un picco nel 2007, c’è stato un netto calo nel 2008 e nel 2009 in coincidenza con la crisi finanziaria globale, che è proseguito negli anni successivi. Le conclusioni principali del documento, in breve – I flussi migratori verso i paesi dell’OCSE - sottolineano al Post -  sono rimasti costanti tra il 2011 e il 2012 a circa 4 milioni. Dal 2007 al 2012 sono però diminuiti del 14%. 

Tra il 2011 e il 2012 i flussi migratori verso l’Italia sono diminuiti del 19%, quelli verso la Spagna sono diminuiti del 22% – e le stesse quote sono dimezzate rispetto al 2007 – e quelli verso il Regno Unito sono diminuiti dell’11% e hanno raggiunto il livello più basso dal 2003. – I flussi migratori verso la Germania sono aumentati di un terzo tra 2011 e 2012. La Germania ora è il secondo paese dell’Ocse con il più alto flusso di immigrazione, dopo gli Stati Uniti. La migrazione verso l’Unione Europea da paesi esterni all’Unione è calata del 12%, seguendo il trend di diminuzione iniziato nel 2008. – I flussi migratori verso gli Stati Uniti, che sono il primo paese dell’OCSE per numero di immigrati, sono diminuiti del 3%.

 Europa: Delrio, Ue e' la soluzione non il problema - "Io credo che si debba discutere di Europa visto che ci sono le elezioni europee, e le idee che sono state portate avanti da questo governo, dal partito Democratico, sono quelle di una Europa piu' forte e non piu' debole perche' solo un'europa piu' forte puo' riuscire ad affrontare i problemi che poi arrivano sulle nostre terre, come ad esempio quello dell'immigrazione". Lo ha detto in Prefettura a Catania il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un incontri con i sindaci e i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali sull'utilizzo dei fondi strutturali dell'Unione europea.

"Non e' un problema che puo' affrontare l'Italia da sola. Un'Europa piu' forte -ha aggiunto- puo' risolvere i problemi dell'accesso al credito,con regole comuni fra imprenditori tedeschi ed italiani. Si puo' poi risparmiare sulle spese militari mettendo un unico esercito di difesa. Noi pensiamo quindi che ci vuole piu' Europa. La gente del Sud, poi, nonostante la delusione che puo' avere per l'utilizzo de fondi europei deve capire che proprio l'Europa e' una delle principali potenzialita' di sviluppo che ha questo territorio io per combattete la disoccupazione. Le grandi sfide mondiali come la disoccupazione, l'immigrazione, la debolezza della piccola e media impresa italiana si affrontano insieme e grazie all'Europa, non urlando contro di essa, non pensando di usci dall'Euro perche' questo determinerebbe il fallimento di tantissime nostre imprese, quindi una catastrofe".

Immigrati: La Russa, se Europa non fa nulla Italia alzi testa  - Se sull'emergenza immigrazione "l'Europa non fa nulla per l'Italia, dobbiamo alzare la testa e fare da noi". A dirlo e' il cofondatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, a margine di una manifestazione organizzata dal partito a Milano. L'ex ministro ha sottolineato: "C'e' chi ha speculato a lungo sulla cultura dell'accoglienza, facendo buonismo e accogliendo tutti. In realta' hanno trattato come carne da macello questi poveri disperati. Hanno tolto il reato di immigrazione e sono aumentati gli sbarchi. Chi specula sugli uomini con la cultura della finta accoglienza non ha capito che bisogna accogliere benissimo gli immigrati regolari ma porre un freno a chi viene clandestinamente".


LA PROVOCAZIONE DEL DEPUTATO FRANCESE

Nicolas Dupont-Aignan, leader di Debout la République - già candidato alle elezioni presidenziali francesi del 2012 - ha sempre avuto posizioni molto nette contro l'immigrazione. Questa volta ha voluto fare un'azione simbolica. Così, se Marine Le Pen va in barca per gli accordi di Schengen per gettare simbolicamente lo stesso nome in un cesto rivale euroscettico lui ha dimostrato che le armi - e no solo - possono passare tranquillamente il confine.

Per denunciare gli eccessi di un "colino Europa", il candidato europeo della Repubblica permanente, Nicolas Dupont-Aignan ha infatti superato Giovedi sera un kalashnikov dal confine italiano-francese nel bagagliaio di una macchina. La prova, ha detto, la necessità di ripristinare i controlli alle frontiere.

"Si tratta di un'azione simbolica. Abbiamo dimostrato che i nostri confini sono come setacci," incoraggiante "traffico", ha commentato lui immediatamente per via telefonica realizzato il suo piano. L'arma di guerra era stato acquistato da un attivista della Repubblica permanente su Internet, "tra 500 e 1000 euro", secondo l'ambiente della città dal candidato Scan. Caricabatterie Kalashnikov era stato rimosso, rendere innocuo

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