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Il Sociale
pena di morte

Valanga di polemiche in Austria dopo la proposta lanciata dal multimiliardario leader populista Frank Stronach di reintrodurre la pena di morte per i "killer di professione". In un secondo momento, dopo la sparata in un'intervista alle Vorarlberger Nachrichten, Stronach ha minimizzato: si riferiva 'solo' ai killer di professione e comunque è solo una opinione personale non inclusa nel programma del suo partito, Team Stronach, che si candida quest'anno per la prima volta.

I colleghi di partito, scrive Leggo, si sono distanziati e dagli altri partiti fioccano le critiche. In un comunicato, Stronach precisa che in un certo senso approva "la pena di morte per i crimini contro l'umanità e contro lo Stato e la sua istituzione", ma che comunque si tratta di "una sua opinione", condizionata forse anche dal fatto che vive "da decenni in Nordamerica". Il magnate austrocanadese ha vissuto in Canada ma anche lì la pena morte è stata abolita da tempo. "Per crimini di mafia e terrorismo dovrebbe esserci zero tolleranza in politica", ha detto Stronach aggiungendo di avere comprensione per i paesi che hanno ancora la pena capitale. Il suo partito ha invece precisato di non condividere le sue idee e per questo la proposta non compare nel suo programma politico. In Austria la pena morte è stata abolita 45 anni fa e nessun altro politico ha mai chiesto la sua reintroduzione. L'ultima esecuzione in Austria è stata il 24 marzo 1950.

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