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Il Sociale

Ero arrabbiato con Filippo. Perché non mi rispondeva dal telefono da giorni. E avevo bisogno di lui per venire a Palazzo Marino, il 22 gennaio, per la cerimonia del Premio Campione, un riconoscimento a “campioni” di solidarietà. Com’è possibile, mi chiedevo, che Filippo, amico da una vita, si comporti così con me? Poi ho saputo. E mi sono vergognato. Avrei dovuto capire che qualcosa non andava. Che se non rispondeva era perché non poteva farlo. Ma non ci avevo pensato. Perché non riuscivo a concepire che lui – un omone grande e grosso, un po’ ruvido, pieno di energia e di buonumore, con delle manone da muratore – potesse essere malato. Non me l’aveva detto. L’avevo visto l’ultima volta prima di Natale, ci eravamo scambiati gli auguri per l’anno nuovo. Era una di quelle persone che si pensa possano campare cent’anni. Invece…

Avevo conosciuto Filippo 21 anni fa, quando ho fondato i City Angels. Allora c’erano diffidenza, scetticismo, perplessità nei confronto di questa nuova associazione di volontari con il basco blu e la giubba rossa. Chi saranno, ronde? Si chiedevano in molti. Lui non se lo chiese. Lo chiese a me. Io gli spiegai chi eravamo, e cosa volevamo fare. E lui fu tra i primi colleghi giornalisti ad appoggiarci. E a difenderci.

Diventammo amici. Lo volli tra i docenti del Master in giornalismo che per qualche anno organizzai con la Provincia di Milano. E poi, dal 2001, è stato colonna portante del Premio Campione. Questo premio ha in giuria i Direttori dei principali organi d’informazione italiani, tra cui, ovviamente, La Repubblica. I Direttori scelgono un loro redattore per selezionare i vincitori a nome loro. Io volevo avere lui a rappresentare questo giornale. E ci riuscii subito, tale era il prestigio di Azimonti.


Ogni anno premiamo 10 o 11 “campioni”. Lui ne presentava due o tre ogni volta; e almeno uno veniva sempre accettato da tutta la giuria. Il “suo” candidato dell’edizione 2015 era Roberto Chiapella, l’uomo che ha aperto una biblioteca di quartiere con 5mila libri in via Rembrandt. Nessuno nella giuria lo conosceva; ma tutti dissero “Aah, che bravo!” Dove altri proponevano il nome altisonante e già pluripremiato, lui andava alla ricerca dell’umile eroe rimasto nell’ombra, per portarlo alla luce e con la visibilità dargli la forza di andare avanti. Arrivederci, Filippo. Nessun addio: è un arrivederci. Perché sarai ancora, per lungo tempo, davanti ai nostri occhi. Al prossimo incontro della giuria ci verrà spontaneo pensare “Chi avrebbe proposto Filippo?” E con questo pensiero setacceremo la cronaca per trovare una pepita nascosta, un nuovo “campione” che ci ispiri a rendere questo pianeta un posto migliore. ----

Mario Furlan
Fondatore City Angels

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