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Il Sociale

ai candidati alla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri

ai candidati alla Camera dei Deputati

ai candidati al Senato della Repubblica

Ci rivolgiamo a candidati parlamentari che avranno l'onore e l'onere di essere realmente rappresentativi del propio elettorato, non come è avvenuto sino ad oggi.

Tutti i cittadini chiedono di essere considerati uguali davanti davanti alla legge, (art 3 della Costituzione italiana) ma sopratutto davanti ai loro figli, ed è nostro obiettivo come uomini, genitori, associazione, coordinamento di associazioni, quello di garantire a loro una crescita serena, nonostante la separazione ed il divorzio, con la consapevolezza che la società è in movimento e con essa anche il concetto di famiglia che è radicalmente cambiato e non può più essere identificato solo in quello che era ai primi del 900.

La crisi economica ha gettato nella povertà migliaia di italiani facendo chiudere aziende e riducendo il potere di acquisto di pensionati e dipendenti, ma esite una categoria che più di altre ha sofferto e soffre la crisi ed è quella dei genitori separati, sopratutto se uomini.

Una categoria, perché il numero di genitori tornati single dopo il matrimonio ha raggiunto numeri da record.

Secondo l'Eurispes in Italia i papà separati sono quattro milioni e ottocentomila vivono sotto la soglia di povertà, molti dormendo in macchina o peggio ancora, per strada nonostante abbiano un lavoro e un reddito.

Noi siamo testimoni e propositori allo stesso tempo di passi fondamentali rivolti alla evoluzione sociale del nostro paese e dei suoi abitanti, sui temi della tutela del’infanzia, consapevoli della grande distanza che si è formata tra la gente e le istituzioni per il disinteresse mostrato dall'attutale politica.

Abbiamo il dovere di dare un nuovo vigore e una nuova dignità alle relazioni genitori‐figli, ridefinendo e rileggendo tutti i valori in campo per offrire maggiore umanità e rispetto nei confronti delle famiglie che si separano con la cura e il rispetto che meritano tutte le parti coinvolte.

Questioni a livello nazionale in cui occorre un intervento diretto del parlamento con leggi e modifiche di quelle esistenti

•L'approvazione del ddl 957 con l'elezione del nuovo parlamento

•Una serie di tavoli tecnici tematici (già iniziati con il coordinamento COLIBRI, di cui siamo membri) con l'obbiettivo di diventare una " Commissione operativa di consultazione” del parlamento dove si andranno a reperire proposte concrete, dati statistici e notizie pervenute dagli archivi delle associazioni e dalla quotidianità della loro operatività accanto alla famiglia italiana.

•L'adeguamento della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati, nel senso di una diretta e concreta punibilità in caso di negazione di giustizia, con o senza dolo e/o colpa grave

•La concreta applicazione dell’affido condiviso, rispettando il dettato dal Legislatore, il voto del Parlamento e la volontà popolare, non le resistenze di chi non riesce ad abbandonare il solco dell’affido esclusivo

•Un concreto ridimensionamento del ruolo e dei poteri dei servizi sociali riconducendoli alla loro corretta funzione di sola assistenza e non decisionale sui provvedimenti da adottare nei rapporti minori/genitore. I Giudici spesso si affidano, ciecamente, a questi dipendenti comunali investendoli di enormi poteri. I servizi sociali, spesso al centro di aspre critiche, hanno la possibilità di distruggere il rapporto genitori/figli senza che alcuno controlli o verifichi. Interventi pesantissimi, assunti sulla base di poche indagini, fondate su 2/3 ore di colloquio, interpretazione di sogni o disegni, antipatie, forme di razzismo e di femminismo, interessi economici di case famiglia, e giustificazione della loro esistenza. Tutto questo senza la presenza di minime forme di garanzia difensiva, né di contraddittorio, con il rifiuto di accesso alla loro documentazione, senza la possibilità di conoscere i capi d’accusa. Troppo spesso incapaci di riconoscere forme di plagio e di alienazione dei figli da parte di un genitore contro l’altro, non essendo formate per questo tipo di indagini in maniera obiettiva.

•Sosteniamo che i servizi sociali dovrebbero occuparsi come è in altre stati europei solo di assistenza alla famiglie in emergenza, economica e comportamentale, con l'esclusivo intento di aiutare coloro in difficoltà e non di essere un braccio “chirurgico” che “strappa” i figli ai genitori. Siamo a conoscenza del giro di denaro che c’è dietro le case famiglia e comprendiamo che si tratta di business anche quello, le cifre sono da capogiro, ma in tutto questo non cogliamo il senso di tutela reale del minore. Denari che potrebbero essere spesi in maniera diversa per aiutare la famiglia e non per creare un sistema di lucro.

•La garanzia del Diritto alla difesa, attraverso la videoregistrazione delle audizioni dei componenti delle famiglie prese in carico

•Garantire il contraddittorio tra genitori in ogni sede giudiziaria, non consentendo mai l’assunzione di decisioni “inaudita altera parte” in materia di affidamento dei figli

•Adeguate sanzioni per chi fabbrica false accuse e per gli eventuali professionisti che fomentano gli animi e/o che agiscono scorrettamente nel corso delle separazioni/divorzi.

•L’adozione di serie sanzioni che puniscano il comportamento ostativo di uno dei coniugi nei confronti dell'altro da configurare come una violazione dei diritti del minore e di conseguenza un maltrattamento al minore stesso (Alienazione Genitoriale, impedimento alle frequentazioni dei figli con l'altro genitore)

•Una ridefinizione del ruolo di CTU con una reale ed effettiva turnazione. I Giudici delegano a volte le proprie responsabilità nel rapporto minori/famiglia ai CTU, (costo dai 3.000 € ai 7.000 € tolti ai figli e alle famiglie), con tempi infiniti, sulla base di pochi colloqui e di test psicologici fuori norma, peraltro già vietati nelle altre nazioni. Valutazione critica della compatibilità nell’alternanza dei medesimi professionisti nei ruoli alterni di CTP e CTU.

•La riforma del Gratuito Patrocinio, rendendolo accessibile in base al reddito disponibile dei richiedenti, e non più in base al reddito nominale

•La riforma del sistema ISEE che vede penalizzati i genitori non affidatari e/o non collocatari.

•L'inserimento nei programmi scolastici del concetto di bigenitorialità, come diritto dei minori e dovere degli adulti.

Questioni a livello a livello regionale

•Status di Genitore Sfrattato. Equiparare la categoria dei genitori separati con figli minori non conviventi - costretti a lasciare la propria abitazione a seguito di sentenza di separazione/divorzio o decreto del TdM – allo status di cittadini sfrattati per finita locazione, indipendentemente dal titolo di proprietà della precedente abitazione assegnata all’altro genitore collocatario della prole.

•Assegnazione di 10 punti per l'alloggio di edilizia popolare (graduatoria) all'emissione dei provvedimenti di separazione e di assegnazione della casa coniugale ai figli ed all'altro coniuge, equiparando la sentenza ad uno sfratto esecutivo, con riconoscimento dell'effettivo disagio economico. Gli alloggi sono quelli esistenti o da realizzare attraverso fondi destinati tramite i piani casa regionali o attraverso l'assegnazione di aree e concessioni a favore di cooperative organizzate, costituite tramite le associazioni dei genitori separati.

•Sostegno al reddito di 400 euro mensili tramite la legge 38 del 2008 sostegno per genitori separati (mai finanziata dalla regione Liguria) che aiuti per un periodo di 18 mesi:

- per i papà separati a sostenere il nuovo affitto ed integrare il mantenimento diretto ed indiretto dei figli, secondo gli obblighi di legge, in caso di perdita del lavoro, cassa integrazione, mobilità o malattia.

- per le mamme separate ad integrare il mantenimento dei figli in caso di non corresponsione dell'assegno da parte dell'altro genitore o per far fronte ad affitto e spese mediche documentate.

•Accesso al credito agevolato per i genitori separati nell’esclusivo interesse dei minori lombardi (per esempio, per le spese di trasporto per poter stare con i propri bambini);

•Istituzione di una Commissione Consiliare Permanente con partecipazione di soggetti appartenenti all’associazionismo famigliare, avente finalità di controllo, verifica e monitoraggio dell’operatività di Centri e Strutture convenzionate con il Comune,Provincie,Regione, preposte a gestire le problematiche famigliari. Con relazione annuale.

•Interruzione di qualsiasi finanziamento – anche a progetti precedentemente approvati - una volta individuate discriminazioni, illeciti o scarsi risultati.

•Istituzione di un Osservatorio regionale che:

- identifichi a livello statistico il numero di persone implicate nella separazione direttamente (genitori e figli) o indirettamente (fratelli, nonni, zii, cugini e discendenti);

- elabori linee guida per i servizi sociali per garantire la piena bigenitorialità dei minori per valorizzare, e non penalizzare, le relazioni con tutta la rete parentale ed amicale dei figli;

- formuli soluzioni coerenti con il contesto sociale e le regole del mercato economico vincolanti per gli operatori pubblici e privati a tutela dei minori figli di genitori separati;

•Creazione di una commissione regionale consultiva sulla famiglia che :

- includa la presenza di rappresentanti delle associazioni di genitori separati riconosciute ed accreditate negli albi regionali;

- Individui ammende pecuniarie e sanzioni amministrative su base regionale verso chiunque assuma una condotta comportamentale ostacolante il diritto alla bigenitorialità dei minori;

- Individui protocolli d'intesa per la flessibilità lavorativa finalizzati alla conciliazione lavoro-gestione dei figli

•Corsi di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado per sensibilizzare ed attuare programmi educativi e formativi (doppia firma sulle pagelle, tutte le circolari, calendario scolastico) sull'uguaglianza dei minori nati dentro o fuori il matrimonio, appartenenti a famiglie unite o separate, cresciuti in famiglie mono-figlio o numerose;

•Corsi di formazione per le forze di pubblica sicurezza per superare le barriere alla frequentazione dei figli;

•Istituzione di uno specifico Ufficio riservato ai Genitori Separati dai Figli e delle problematiche relazionali con particolare attenzione ai minori allontanati ed ospiti nelle strutture di accoglienza.Tutte le problematiche relative a separazioni genitori figli, nel caso di uno o tutti e due i genitori, e tutte le implicazioni sociali, mediche e psicologiche vanno ricondotte nell’ambito di competenze dei quest’Ufficio.

•Istituzione del Garante della Bigenitorialità* con competenze autonome e deliberanti in merito a tutti i procedimenti amministrativi e giuridici cui è coinvolta la pubblica amministrazione del Municipio. *Bigenitorialità: il diritto del minore a non essere separato dai propri genitori e di ricevere il sostegno educativo, fisico e morale di entrambi. Il bambino ha il diritto di avere rapporti continuativi e significativi con entrambi i genitori anche se questi sono separati tra loro.

Questioni a livello di operatività dei tribunali

•L'introduzione sistematica nei provvedimenti dell'invio alla mediazione familiare con l'invito/obbligo a tornare con un accordo già stilato e un programma di permanenza e frequentazione con i figli solo in base alle esigenze lavorative. e una relazione degli stessi mediatori al giudice. L'accordo deve contenere un progetto educativo sui minori che preveda il loro paritetico impegno nella crescita dei figli. Con sanzioni per chi rifiuta la partecipazione alla mediazione.

•L'introduzione nei provvedimenti e/o sentenze dei tempi di visita per i parenti di entrambi i coniugi che normalmente sono esclusi dai provvedimenti, nonni, zii.

•L'introduzione nei provvedimenti e o sentenze della doppia firma dei genitori in tutti i documenti relativi ai figli in caso di separazione.

•L'introduzione nei provvedimenti e/o sentenze del mantenimento diretto “per parte” dei figli da subito (come già indicato dalla L.54/2006, eppure mai applicato) salvo diverso accordo tra le parti .Con la presenza di un assegno con la unica funzione di adeguare la sola, eventuale sproporzione di redditi.

•L'introduzione nei provvedimenti e o sentenze in caso di assegno di mantenimento dei figli del trasferimento della cifra direttamente ai figli al compimento del 18 anno

•L'introduzione nei provvedimenti e o sentenze dell'uso della mediazione familiare per le controversie.

•L'introduzione della vendita dell'alloggio salvo diversi accordi fra le parti, se di proprietà al 50% di entrambi i coniugi

•L'introduzione nei provvedimenti e o sentenze che eventualmente, l'assegno divorzile sia calcolato in base al netto dello stipendio (detratte le spese vive: luce, gas, acqua, affitto di un'immobile), solo per uno (1) anno dalla separazione e comunque non oltre il divorzio.

Associazione Padri Separati

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