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Il Sociale
LOCANDINA

di Fabio Frabetti

Una donna italiana a cui il marito tedesco ha sottratto i suoi bambini di 6 e 10 anni perdendo tutti i diritti sui bambini con il divieto da due anni di poterli vedere. Una donna brasiliana che può vedere i suoi figli solo durante una visita protetta. Un uomo francese a cui la moglie tedesca ha sottratto il suo bambino di tre anni e mezzo: oggi ha quasi 17 anni e non ha più rivisto il padre. Sono solo alcune delle terribili storie di cui è responsabile lo Jugendamt (letteralmente “amministrazione della gioventù”) un'istituzione fondata da Himmler nel 1939 e tuttora operante in Germania. Nonostante siano state numerose le condanne internazionali per la violazione dei diritti dell'uomo, questo ente continua a calpestare con ogni mezzo i diritti del genitore non tedesco trattando i bambini come fossero cosa sua. Con sofferenze e danni incalcolabili per i più piccoli e per i loro genitori che spesso, dopo una separazione, perdono ogni contatto con i figli. Questo delicato tema sarà affrontato nello spettacolo- inchiesta di Franco Angeli “Kindeswohl, il bene del bambino” in scena lunedi 22 aprile al Teatro Manzoni di Roma in un'unica serata evento con Livia Bonifazi. Partendo dalla vicenda di Marinella Colombo, la donna a cui il marito tedesco ha sottratto i suoi due bambini, si racconta un mondo sconosciuto a molti e poco raccontato.

IL TERZO GENITORE - «Io e Livia – racconta Franco Angeli - siamo rimasti molto colpiti dal libro di Marinella. Uno pensa che questo genere di vicende accadano quando le separazioni riguardano un italiano e un paese islamico. In quel caso te lo puoi anche aspettare. Ma che si verifichino in modo così silenzioso all'interno della stessa Unione Europea, in un paese coma la Germania, non me l' aspettavo proprio. Il numero di bambini strappato al genitore non tedesco è impressionante. Lo Jugendamt è in sostanza una sorta di terzo genitore che al contrario di quello che avviene da noi interviene sempre d'ufficio nel corso di separazioni tra genitori di nazionalità diverse. E nelle udienze ha voce proprio come un genitore e può prendere ogni decisione sul futuro del bambino. In Germania esiste uno stato sociale piuttosto massiccio dove alle famiglie arrivano consistenti assegni per i mantenimento dei figli: in questa ottica si può comprendere la logica per cui una volta spesi questi soldi si voglia poi avere voce in capitolo sul loro futuro».

TABULA RASA - Lo Jugendamt fa in modo che i bambini nati da coppie bi-nazionali separate vengano sempre affidati al genitore tedesco. Non viene permesso al minore di lasciare la Germania. Il genitore straniero è privato di ogni diritto e i rapporti con il figlio sono resi via via più difficili fino a cancellarli. «In Germania esiste il concetto di cure genitoriali piuttosto che di patria potestà. Il bambino appartiene alla nazionae e non ai genitori che in linea di massima ce l'hanno soltanto in affidamento. L'idea di creare un organismo come lo Jugendamt nacque durante la repubblica di Weimar, quando dopo la prima guerra mondiale lo stato tedesco si ritrovò a gestire tantissime perdite e un numero consistente di orfani. Quindi stiamo parlando di un organismo nato in epoca nazista e sopravvissuto fino ad oggi. Anche quando si permette ai genitori non tedeschi di poter vedere i loro figli dopo la separazione, il contatto avviene in strutture protette dove questi bambini non possono nemmeno essere abbracciati. Se calcoliamo quanti ristoranti italiani ci siano in Germania possiamo facilmente stimare quanti matrimoni misti con figli ci siano, con le statistiche dei divorzi che sono molto alte. Quindi parliamo di un numero di bambini altissimo strappato al genitore naturale non tedesco. Proprio perché la Germania vede questi bambini come suoi, si tutela solo il legame con la nazione cancellando lingua, cultura, genitori nonni e famiglie intere». Al teatro Manzoni andrà in scena un vero e proprio viaggio sul tema della sottrazione dei minori e sul difficile rapporto tra gli Stati europei in materia di diritto di famiglia: «Nello spettacolo si racconterà molto la vicenda di Marinella Colombo ma partendo da questa si analizzerà tutto il meccanismo di sottrazione. Molto toccante sarà il monologo di una bidella che racconterà il momento in cui un bambino viene prelevato con la forza»

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