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Il Sociale
Stamina, la Corte di Strasburgo: "Stop a cure è legittimo"

L'interruzione delle cure con il metodo Stamina non lede i diritti dei malati. Lo ha stabilito oggi la Corte europea dei Diritti dell'Uomo dichiarando "irricevibile" il ricorso del padre di una donna di Udine di 39 anni affetta da leucodistrofia metacromatica, una grave patologia cerebrale degenerativa. Secondo la decisione della Corte "il valore scientifico del metodo Stamina "attualmente non e' ancora provato". Inoltre, fa sapere la Corte, "la decisione del tribunale di Udine, avvenuta il 30 agosto del 2013, di negare l'accersso alle terapie si configura come un'ingerenza nel diritto della paziente a una vita privata. Tuttavia, continua la Corte, "questa ingerenza e' prevista dalla legge e persegue lo scopo legittimo di proteggere la salute". La Corte di Strasburgo ricorda infine che "non compete al tribunale internazionale di sostituirsi alle autorita' nazionali competenti per determinare il livello di rischio accettabile per i pazienti".

"Tutela della salute, nessun valore scientifico di Stamina, lavoro della Commissione ministeriale confermato: cosa ancora occorre aspettare per fermare definitivamente le infusioni in Italia? Il Ministro Lorenzin in virtu' della dichiarata irricevibilita' del ricorso su Stamina non esiti piu' nell'emanare una ordinanza di blocco che metta fine al far west giuridico che si sta verificando anche in questi ultimi giorni a danno dei pazienti e degli Spedali civili di Brescia". Lo sottolinea l'associazione Coscioni, in merito alla decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ritiene legittimo lo stop alle infusioni Stamina, pronunciandosi nel ricorso della famiglia Durisotto che era ricorsa a Strasburgo quando un tribunale italiano non aveva autorizzato il proseguimento della somministrazione della metodica Stamina.

Le motivazioni della Corte hanno un grande valore, sottolinea l'Associazione: "la Corte sottolinea che Stamina non ha valore scientifico e riconosce il lavoro della prima Commissione ministeriale che aveva bocciato la metodica. Questo dovrebbe essere finalmente chiaro al Ministro Lorenzin: il Tar del Lazio ha sospeso il lavoro di questa Commissione ma non e' entrato nel merito, che va difeso anche nell'udienza appunto di 'merito' dell'11 giugno". Inoltre "tali tipi di decisioni, da parte di tribunali italiani, hanno un impatto diretto sulla vite degli individui, in questo caso su una persona con una malattia cerebrale degenerativa; e' compito di una societa' democratica tutelare il miglior interesse di quella persona, e non sempre i genitore ricoprono il ruolo di garanti di tali interesse. Si puo' ricordare il caso della decisione del Tribunale dei minorenni di Ancona che tolse la patria potesta', a favore di un oncologo, ai genitori di un bambino affetto da tumore alle ossa che era stato curato con il metodo Di Bella". E ancora, "la richiesta di ricorso alla Corte Edu e' infondata perche' gia' la decisione del Tribunale di Udine di negare l'accesso a Stamina e' legittimata al fine della tutela della salute. Motivando la decisione con gli articoli 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare- e 14 - Divieto di discriminazione - della Carta Edu, e con il loro combinato, la Corte, dunque, non rileva alcuna discriminazione rispetto agli altri pazienti che hanno proseguito le infusioni, ne' ingerenza nella vita privata".

 

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