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Il Sociale
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Non c'è solo l'economia da tenere d'occhio. C'è soprattutto lo spread sociale tra ricchi e poveri, insieme a pace, libertà religiosa, tutela dell'uomo e della sua dignità, obiezione di coscienza. A dirlo è il Papa, che nel discorso d'inizio anno al Corpo Diplomatico, ha sottolineato: "Se preoccupa l'indice differenziale tra i tassi finanziari, dovrebbero destare sgomento le crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti,?irrimediabilmente più poveri". La richiesta alla politica di tutto il mondo è: "non rassegnarsi allo 'spread del benessere sociale', mentre si combatte quello della finanza" e "resistere alle tentazioni degli interessi particolari e a breve termine, per orientarsi piuttosto in direzione del bene comune".

UNO SGUARDO SUL MONDO- Il Papa, dopo aver fatto un breve riassunto delle difficoltà e delle emergenze mondiali (dagli attacchi contro i cristiani in Nigeria, i conflitti in Medio Oriente, saluta il "riconoscimento della Palestina quale Stato Osservatore non Membro delle Nazioni Unite", rinnovando l'auspicio "che, con il sostegno della comunità internazionale, Israeliani e Palestinesi s'impegnino per una pacifica convivenza nell'ambito di due Stati sovrani". Un pensiero per Libano e Iraq, un forte appello per il Nordafrica dove: "è prioritaria la collaborazione di tutte le componenti della società e a ciascuna deve essere garantita piena cittadinanza, la libertà di professare pubblicamente la propria religione e la possibilità di contribuire al bene comune", con un ricordo per: gli egiziani a cui Benedetto XVI assicura: "La mia vicinanza e la mia preghiera, in questo periodo in cui si formano nuove istituzioni".

LA DIFESA DELLA VITA- Resta al centro del discorso papale, allo scopo di costruire la pace, "la tutela dell'uomo e dei suoi diritti fondamentali". Joseph Ratzinger apprezza: "una Risoluzione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, nel gennaio dello scorso anno", che ha "chiesto la proibizione dell'eutanasia, intesa come uccisione volontaria, per atto o omissione, di un essere umano in condizioni di dipendenza". Ma, "Allo stesso tempo, constato con tristezza che, in diversi Paesi, anche di tradizione cristiana, si è lavorato per introdurre o ampliare legislazioni che depenalizzano o liberalizzano l'aborto. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale. Nell'affermare ciò la Chiesa cattolica non intende mancare di comprensione e di benevolenza, anche verso la madre. Si tratta, piuttosto, di vigilare affinché la legge non giunga ad alterare ingiustamente l'equilibrio fra l'eguale diritto alla vita della madre e del figlio non nato". Il Papa si dice preoccupato per la recente decisione "della Corte Interamericana dei Diritti Umani relativa alla fecondazione in vitro, che ridefinisce arbitrariamente il momento del concepimento e indebolisce la difesa della vita prenatale, è ugualmente fonte di preoccupazione".

EUROPA, SERVE UNA POLITICA QUALIFICATA- Poi Ratzinger passa a parlare dell'Unione europea, che ha bisogno: "di Rappresentanti lungimiranti e qualificati, per compiere le scelte difficili che sono necessarie per risanare la sua economia e porre basi solide per il suo sviluppo. Da soli alcuni Paesi andranno forse più veloci, ma, insieme, tutti andranno certamente più lontano!".

LA LIBERTA' RELIGIOSA- Un altro punto su cui si posa lo sguardo di Benedetto XVI è la libertà religiosa, messa in pericolo da "alcuni attentati: talvolta si tratta di marginalizzazioni della religione nella vita sociale; in altri casi di intolleranza, o persino di violenza nei confronti di persone, di simboli identitari e di istituzioni religiose". E ancora: "Capita anche che ai credenti - e ai cristiani in modo particolare - sia impedito di contribuire al bene comune con le loro istituzioni educative ed assistenziali. Per salvaguardare effettivamente l'esercizio della libertà religiosa è poi essenziale rispettare il diritto all'obiezione di coscienza". A proposito di sociale, il Papa ricorda che: "La Chiesa pratica quotidianamente la carità nelle opere assistenziali, quali ospedali e dispensari, ed educative, quali orfanotrofi, scuole, collegi, università, nonché con l'assistenza fornita alle popolazioni in difficoltà, specialmente durante e dopo i conflitti. In nome della carità la Chiesa vuole essere vicina anche a quanti soffrono a causa delle calamità naturali".

Antonino D'Anna

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