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Il Sociale
pedofilia

Adesso le cose si complicano. Iniziano ad affiorare le prime dichiarazioni di don Patrizio Poggi, il prete che nei giorni scorsi ha denunciato un giro di prostituzione omosessuale in Vaticano col sospetto di pedofilia per un sacerdote segretario di un vescovo molto noto, e tracciano un quadro inquietante.

C'è di tutto: dal sesso al satanismo passando per i lontani ricordi del prete, che negli anni '80 – così accusa – sarebbe stato abusato da un sacerdote in seminario a Firenze. Quel religioso sarebbe stato molto vicino a Pietro Pacciani e Mario Vanni, coinvolti nell'inchiesta sui delitti del mostro di Firenze. Bisogna precisare, però, che la Procura di Roma sta ovviamente verificando le dichiarazioni di don Poggi.

I SOLDI E IL SESSO- Don Poggi ha spiegato in che modo fosse possibile, per almeno nove prelati di cui ha fatto nome e cognome, procacciare giovani per i sacerdoti. C'era un canale, un ex carabiniere (peraltro già coinvolto in un altro filone di prostituzione minorile, ma che ha patteggiato la pena) il quale – riporta il Corriere della Sera – da una macchina con tanto di contrassegno “Emergenza Sangue” parcheggiata in Via Giolitti, di fianco alla stazione Termini, “selezionava” i potenziali accompagnatori dei preti, ragazzi che potevano ricevere pagamenti tra i 150 e 500 euro. C'è di più: stesso 'modus operandi' sarebbe stato attribuito al gestore di un'agenzia di modelli e attori e all'amministratore contabile di una parrocchia che, invece, avrebbero reclutato i giovani in locali e discoteche frequentate da omosessuali, in saune e centri benessere. Stando a don Poggi, l'ex carabiniere, poi, sarebbe coinvolto "nel commercio clandestino di ostie consacrate acquistate da aderenti a sette sataniche".
 

UN DRAMMATICO PENTIMENTO- Da quanto si apprende, il sacerdote avrebbe avuto un lungo e drammatico cammino interiore che lo avrebbe portato a denunziare il giro di omoprostituzione. Ai carabinieri, infatti, Poggi avrebbe dichiarato di averlo fatto spinto “dal dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l'integrità e le normative canoniche e penali. Non solo: se il prete è giunto a questo passo lo ha fatto “dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprus che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote”.

CHI SONO I PRETI DENUNCIATI- E inizia a trapelare qualche indizio sui 9 preti denunciati: secondo l'AGI lavorano nelle parrocchie dei quartieri della Pisana, della Magliana, della Pineta Sacchetti, della Cassia, dell'Alessandrino, e di San Giovanni. Due hanno attualmente incarichi importanti e uno fa l'insegnante di religione (e venne anche sfiorato da una vecchia indagine sulla pedofilia). Ripetiamo che al momento nessun religioso sarebbe indagato, e che la Procura della Capitale sta ovviamente effettuando tutti i riscontri del caso. Per buon peso – secondo il Corriere – don Poggi si sarebbe presentato dai carabinieri accompagnato da altri due preti che avrebbero fatto da “garanti” della veridicità delle sue dichiarazioni.

L'OMBRA DEL MOSTRO DI FIRENZE- Per finire. Il religioso ha persino raccontato di aver subito molestie negli anni Ottanta quando era seminarista a Firenze: l'autore degli abusi sarebbe "un prete che - si legge nella denuncia mostrata ieri sera dal tg de La7 - aveva tra i suoi fedeli anche Pietro Pacciani e Mario Vanni", i compagni di merende coinvolti nell'indagine sugli omicidi del mostro di Firenze. Il giallo continua.

INDIGNAZIONE VICARIATO ROMA, PIGNATONE HA SMENTITO  . - "Il dottor Pignatone, procuratore capo della Repubblica di Roma ha smentito categoricamente che sacerdoti della diocesi di Roma siano indagati per pedofilia sulla base della denunzia dell'ex-prete Patrizio Poggi, dimesso nel 2007 dallo stato clericale per reati di natura sessuale su minori e che ha scontato la condanna nel carcere di Rebibbia". Lo afferma una nota del Vicariato di Roma, che esprime "sconcerto e indignazione".

"Il cardinale vicario Agostino Vallini - si legge - esprime profonda amarezza per la diffusione di simili notizie calunniose che sparano nel mucchio in maniera generalizzata senza distinguere tra chi ha sbagliato, che deve pagare, e chi e' calunniato. Egli rinnova ai sacerdoti vicinanza, stima e affetto per il loro generoso ministero. Condanna vivamente il fatto che organi di informazione si facciano megafono di notizie delittuose prive di riscontri oggettivi, violando le piu' elementari norme della deontologia giornalistica e del rispetto della privacy". "A chi giova - si domanda il cardinale - creare un nuovo caso scandalistico e infangare le persone e il ministero di sacerdoti? E' questo il modo di fare informazione? E' un modo - afferma Vallini - per screditare la Chiesa e i suoi ministri. Ognuno dara' conto a Dio del suo operato".

Il cardinale, che nel suo ministero episcopale, come ricorda la nota, "si e' impegnato da sempre per combattere i casi di eventuale immoralita' del clero, all'inizio del suo mandato visito' Poggi detenuto nel carcere di Rebibbia e non si spiega un comportamento simile". "Come mai - aggiunge il Cardinale - in quella circostanza e nei colloqui successivi in Vicariato, Poggi non ha sentito il bisogno di denunziare al vescovo i suoi ex confratelli?". Il cardinale esprime piena fiducia nella magistratura e si dice pienamente convinto che sara' smantellato il piano calunnioso, dimostrando non veritiere le affermazioni del Poggi, mosso forse da spirito di rivalsa o da risentimento personale". "I sacerdoti calunniati - conclude la nota - si riservano ogni azione legale a tutela della loro personale onorabilita'".

Antonino D'Anna

Tags:
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