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Speciale Quirinale
Colle/ Il nome dal Nazareno: Fassino e Bersani favoriti su Veltroni


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Sono ore decisive per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Lo scrutinio che dovrebbe eleggere il successore di Giorgio Napolitano, come ha detto il premier, dovrebbe essere quello di sabato mattina, ovvero il quarto (quando il quorum scende a 505). Su un punto non ci sono praticamente dubbi: il Capo dello Stato, che sarà un politico e non un tecnico, come ha confermato lo stesso Renzi rispondendo alle richieste di Alfano, uscirà dal Patto del Nazareno, nel senso che il nome che farà il premier deve ottenere l'ok di Silvio Berlusconi, oltre a quello dei centristi della maggioranza. Per questo l'ennessimo faccia a faccia tra i due leader risulta più che mai importante e delicato.

Fonti qualificate raccontano ad Affaritaliani.it che in questo momento "è in atto un gioco di specchi". In sostanza i nomi papabili salgono e scendono in base a veti e contro-veti. In Trasatlantico si parlava insistentemente di Pier Carlo Padoan, per poi dirottare all'Economia Lorenzo Bini Smaghi, ma l'ex Cavaliere non vuole un ministro dell'attuale esecutivo al Quirinale. Padoan comunque viene considerato ormai un politico e non un tecnico. Ma pare che le sue chance siano quasi del tutto tramontate. Berlusconi si oppone anche all'ipotesi Sergio Mattarella, anche lui quasi decaduto. Resta sullo sfondo la candidatura di Giuliano Amato, gradito anche alla minoranza Pd e in cima alla lista del leader di Forza Italia.

Il problema - spiegano al Nazareno - è che Renzi non è convinto di fare il suo nome perché nei sondaggi è in fondo alla classifica dei più graditi dagli italiani e vuole evitare di essere lui lo sponsor di una figura, certamente adatta e con un importante standing internazionale, ma che l'opinione pubblica potrebbe non capire penalizzando ulteriormente il grado di fiducia nel premier, già ai minimi. Amato resta quindi in stand-by. Berlusconi, e con lui anche Alfano, potrebbe accettare un uomo del Pd come Piero Fassino, ben visto dalla minoranza dem. In alternativa si parla anche di Pierluigi Bersani, in cima alla lista per la sinistra del Partito Democratico ma sul quale Renzi ha dei dubbi per ovvi motivi.

Scendono invece le quotazioni di Walter Veltroni, che né il leader azzurro né il ministro dell'Interno gradirebbero. E sul quale la sinistra Pd ha più di un dubbio. Quanto alle donne, le uniche che restano in lizza sono Anna Finocchiaro e Roberta Pinotti, con la prima favorita sulla seconda in quanto non ministro dell'attuale governo e 'madre' dell'Italicum.

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