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Di David Messina

A commento e riepilogo della penultima giornata del girone d’andata , scrivevo, la scorsa settimana, che la classifica del  massimo campionato di calcio era stata in gran parte  sabotata e distorta da 2 fattori davvero inaccettabili: LE “PUTTANATE” DEGLI ARBITRI, GLI ERRORI CLAMOROSI DI ALCUNI ALLENATORI.
 Adesso, a girone d’andata archiviato, si può aggiungere purtroppo all’elenco un terzo fattore altrettanto  o forse ancora più destabilizzante, gli infortuni, le errate strategie di comportamento di  alcuni manager o direttori sportivi di troppe vecchie, storiche società, Inter per prima. E sono proprio le cronache delle gare dell’ultima giornata d’andata del campionato a confermare l’esattezza della mia pessimistica analisi.

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ERRORI DEGLI ARBITRI
La Juventus, in vantaggio dal 24’ grazie a un  gol su rigore di Giovinco, nel secondo tempo si lascia raggiungere e superare  da una Sampdoria che era rimasta in campo con un uomo in meno già al 31’ del primo tempo per l’espulsione del difensore Berardi; l’Inter che perde a Udine per ben 0-3; la Fiorentina che si lascia impallinare ben due volte dal Pescara e poi infrange il suo rabbioso contrattacco contro i guanti roventi del giovanissimo portiere Perin. E sia nella sconfitta della Juve sia in quella dell’Inter, l’abominevole  concausa di errori arbitrali proprio inaccettabili: Bonucci che viene platealmente cinturato e buttato giù in piena area di rigore doriana senza che l’arbitro emettesse un solo sospiro per paura che gli  scappasse un fischio da rigore; l’interista Palacio che  parte in posizione di fuori gioco, poi viene spinto giù in piena area di rigore friulana e il direttore di gara che non fischia il fuorigioco, poi non fischia il rigore a favore dell’Inter e tanto meno l’inevitabile espulsione del difensore udinese, infine ammonisce Palacio per simulazione! Conclusione, 4 clamorosi errori arbitrali nel corso della stessa azione!  Insomma, ma quando riusciremo a sgomberare il terreno da questa  continua ripetuta  sequenza di corbellerie arbitrali?   Una volta erano in 3 a sbagliare in campo, arbitro e 2 guardalinee; quindi sono diventati 4, arbitro, guardalinee e quarto uomo; adesso ci sono altri due arbitri sulle linee delle porte, quelle di fondo insomma, e gli errori si sono moltiplicati: invece che in 3 o in 4, sono addirittura in 6 a sbagliare! E gli errori si moltiplicano pere 6! Dobbiamo continuare ancora a lungo così?

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I  DELETERI PREGIUDIZI TATTICI DEGLI ALLENATORI
Massimo Allegri  inizia la partita contro il Siena, partendo  finalmente con l’unico centravanti a disposizione nella rosa dei titolari, cioè Pazzini.  Dietro di lui  l’uomo mascherato, cioè Boateng che per  il tecnico milanista deve rivestire  appunto il ruolo  del personaggio  di un fumetto molto noto  a metà del secolo scorso, l’uomo cioè che si traveste da centrocampista dietro le punte ma che in realtà  deve fare  lui il centravanti prendendo a gomitate il centravanti vero o chiunque gli si pari davanti, senza alcuna distinzione tra compagni e avversari. Pazzini fa quello che Allegri gli ha chiesto, si sposta, apre varchi nel pieno dell’area avversaria e dei suoi movimenti approfitta El Shaarawy che scatta più volte verso  la porta avversaria, approfittando appunto dei buchi che gli apre il compagno. Ma stavolta il Faraone è sfortunato, sbaglia più volte la mira per pochi centimetri e la porta del Siena rimane inviolata. Anche se l’Uomo Mascherata la tiene comunque attentamente d’occhio!!!
Poi, d’improvviso, l’illuminazione! Allegri ordina a Boateng di togliersi pure la maschera, di non fare più il finto centravanti ma il centrocampista  vero, lungo la fascia destra, urla all’incolpevole  e ruggente Novellino di tornare in panchina e chiama in campo il “Piedi buoni” Bojan affinché prenda il posto di Boateng dietro le punte. Miracolo! ADESSO  SONO IN DUE A INSERIRSI DAVVERO NEI VARCHI APERTI DA PAZZINI e appena dieci minuti dopo proprio Bojan infila elegantemente la porta del Siena con una  azione davvero da applausi, impreziosita da un assist maestoso sapete di chi? Di Boateng che finalmente, senza la maschera di uomo-gol riesce a fare bene quel che sa fare bene, il centrocampista. Quasi consequenziale, logico e facile il secondo gol milanista, propiziato e realizzato dallo  stesso Pazzini su rigore.  E a questo punto , io mi chiedo: ma è mai possibile che dopo 19 giornate di campionato Allegri non abbia ancora capito che Boateng mascherato da finto centravanti è una bufala e che solo Pazzini sa aprire i varchi per El Shaarawy ( oltre che far gol lui stesso di testa e di piedi)  come faceva Ibrahimovich? Certo, la differenza tra Ibrahimovich e Pazzini è notevolissima. Ma Pazzini è l’unico che sa coprire efficacemente  quel grande vuoto tattico (oltre che fisico e tecnico) lasciato da Ibra e le poche volte in cui  il “Pazzo” è stato schierato al centro dell’attacco fin dall’inizio, il Milan ha sempre  segnato già nel primo tempo, ed ha vinto, affibbiando 5 gol al Chievo, 4 gol al Pescara e così via. Senza Pazzini, il Milan nei primi tempi non ha mai segnato ed ha perso o solo pareggiato per ben 8 giornate  del girone d’andata.  Se non avesse buttato via quell’incommensurabile tesoro di punti nei due mesi iniziali del campionato, il Milan sarebbe oggi a 14 punti di distanza dalla Juve o le sarebbe alle costole?

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LE SBANDATE STRATEGICHE DEI   MANAGER
Partecipando alla trasmissione “Quelli del Lunedì” di Class TV2,  alcune considerazioni del collega Furio Fedele mi hanno suggerito una ulteriore riflessione  proprio sulle sbandate strategiche di alcuni Direttori Sportivi e Manager di grandi società.  Alle “puttanate” degli arbitri e ai deleteri pregiudizi tattici di alcuni allenatori, si é purtroppo  aggiunto un altro sgradevole fattore nel contesto delle cause che hanno parzialmente falsato l’andamento del campionato: alcuni errori sesquipedali di quei manager che hanno il compito di curare i rapporti con i giocatori delle grandi “Vecchie”  decadute o in transitoria sofferenza, come nel caso dell’Inter. Quello dell’Inter peraltro è un caso emblematico. La società nerazzurra decide di ridurre i propri ingenti costi e chiede all’olandese Sneijder  di accettare  una riduzione degli emolumenti, diluendo in 5 anni il compenso pattuito per 4 anni. Io Inter cioè do a te i 24 milioni o poco meno che ti ho concesso col nuovo contratto ma  non te li do in 4 anni bensì  in 5 anni.  Proposta insolita, stupefacente ma formalmente (dato che è solo una proposta) legittima. Altrettanto legittima è peraltro la risposta di Sneijder: “NO!” dice l’olandese e lo autorizzano a dire No anziché si,  anche i più elementari principi di diritto ricordati persino dai giuristi latini con il noto motto:” Pacta sunt servanda” E come reagisce a questo punto il management dell’Inter? Inducendo l’allenatore Stramaccioni a non utilizzare Sneijder nelle successive partite. Risposta autolesionistica e priva di qualsiasi  giustificazione legale e giuridica. Sneider si arrabbia, si infortuna, borbotta  e intanto si demotiva sensibilmente.
Come avrebbe potuto e dovuto reagire la società al no del campione olandese? Sfruttandolo al massimo sul campo, inserendolo  magari nel ruolo per lui più scomodo ma utilissimo per la squadra di regista a metà campo e poi cedendolo a gennaio o, meglio ancora, a fine campionato. Tenendolo fuori squadra lo ha solo svalutato , ha fatto precipitare il suo prezzo di mercato e ha fatto  comunque mancare alla squadra Inter proprio un giocatore di alto tasso tecnico che sarebbe stato invece utilissimo, specialmente dopo la interminabile teoria di infortuni che si sono abbattuti sugli altri giocatori nerazzurri.  

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