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BERLUSCONI: "BALOTELLI E' UN BRAVO RAGAZZO"

Il patron del Milan, ospite a Radio 24, racconta sensazioni positive dopo i primi contatti con SuperMario: "Io parlavo del rischio per la pace e la cordialità nello spogliatoio, ma ho incontrato Balotelli recentemente, anche se ancora è una conoscenza superficiale, mi è parso un bravo ragazzo, una brava persona. Acquisto elettorale? Se i 6 milioni di milanisti sono contenti, tutti gli altri tifosi sono scontenti..."

Un lettore ci scrive su Balotelli e la famosa frase della "mela marcia". E sul caso razzismo-Boateng. Regalando un paio di spunti di riflessione...

Volevo fare una puntualizzazione inerente la diatriba che in questi ultimi giorni si è sviluppata sulle dichiarazioni di Berlusconi che definì Balotelli una "mela marcia" smentendo, poi, la frase pronunciata ad Antenna 3 .
Se si ascolta la registrazione si comprende che il presidente Berlusconi capì immediatamente dopo pochi secondi di aver ecceduto di aver pronunciato una frase troppo offensiva anche se "detta a fin di bene" per sviare i mass-media sull'operazione di mercato che si stava svolgendo (un tentativo maldestro visto che lei- in primis- poi altri suoi colleghi poi, avevano dato la notizia della trattativa). Lo si evince allorchè il direttore Ravezzani cercò di "consolare" Ruiu sull'ennesimo fallito scoop giornalistico dicendo che il giornalista-tifoso rossonero era distrutto per la notizia, che si era abbigliato elegantemente con giacca e cravatta per "ricevere" la conferma dell'arrivo del centravanti del City cosa per lui inusuale. Berlusconi disse immediatamente che "...poteva cambiare ..." . Tutti pensarono che l'espressione riguardasse l'abbigliamento del giornalista ma se si osserva bene la faccia di Berlusconi la frase era riferita a Balotelli che seppur "mela marcia" aveva la possibilità di cambiare atteggiamento e stile di vita.
Ora, a me non interessa minimamente prendere le parti di Berlusconi, ma mi è parso doveroso sottolineare un aspetto che pochi hanno colto.

Un altro aspetto che mi preme sottolineare e che nessuno a posto in evidenza riguarda i cori razzisti rivolti a Boateng dai tifosi della squadra della Pro Patria di Busto Arsizio in occasione dell'amichevole tra la squadra locale e il Milan. L'aspetto che sottolineo è un confronto tra questo episodio e ciò che accadde nel 1995 allo stadio Sellhurst Park di Londra durante la gara tra Crystal Palace e Manchester United che mette in risalto le sostanziali differenze tra noi e il campionato inglese: Boateng reagisce in maniera violenta ai cori razzisti lanciando un pallone in tribuna contro il settore dove provenivano gli insulti. Così alla cieca, con un gesto che avrebbe potuto provocare dei danni anche a persone che non avevano partecipato agli insulti. tutti a lodare il comportamento "di ribellione sacrosanta di Boateng", lo invitano all'Onu, alla Uefa, ecc. Nessuno che stigmatizza il gesto violento non degno di un professionista dello sport. Ebbene mi pare doveroso mettere a confronto ciò che fece nel 1995 Eric Cantona in Inghilterra quando aggredì con un calcio da karate un tifoso del Cristal Palace che lo aveva offeso pesantemente basando gli improperi sulla sua nazionalità e sul suo passato burrascoso accomunandolo ai malati psichiatrici che il padre di Cantona curava facendo l'infermiere in una casa di cura. bene, 7 mesi di squalifica, assegnazione ai servizi sociali e "prova di redenzione" con tanto di diffida che durò per quasi due stagioni in cui la Lega calcio inglese seguì puntigliosamente ogni azione del fuoriclasse francese. Il suo gesto fu stigmatizzato e ritenuto altamente diseducativo per i più giovani tanto da costringerlo a insegnare calcio per parecchi mesi.
Mi chiedo e le chiedo dove stia l'ipocrisia e dove , invece, sussista la giustizia con la G maiuscola , dove la legge sia uguale per tutti.Così solo per dovere di cronaca (seppur non sia un giornalista professionista).
 
 
Massimo"old-football"Puricelli
Legnano

 

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