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Christillin: "Le frasi su Moratti e Thohir erano satira sportiva"

Le scuse e le spiegazioni della Christillin - "Chiunque abbia letto i blog che da due anni pubblico sull'Huffington Post sa che si tratta di articoli di pura satira sportiva. Spero si capisca che non avevo intenzione di offendere nè di lanciare frasi razziste". Lo scrive Evelina Christillin dopo la bufera nata nelle scorse ore. "Con le mie parole non avevo alcuna intenzione di offendere, con commenti razzisti, il presidente dell'Inter Thohir, nè tanto meno di denigrare Massimo Moratti, a cui volevo invece dichiarare tutta la mia stima e rispetto per la sua lunga e generosa carriera ai vertici della società nerazzurra. Chiunque abbia letto i blog che da due anni pubblico settimanalmente sull'Huffington Post sa che si tratta di articoli di pura satira sportiva, e che nessuno di coloro a cui, Thohir e Mazzarri compresi, ho dedicato in passato altri pezzi del genere, ha mai protestato". E sottolinea: "Se poi si estrapolano dal contesto complessivo solo alcune frasi, allora certo il senso può cambiare, se non addirittura risultare stravolto". Poi aggiunge: "Mi scuso se sono stata male interpretata e mi dispiace se il nome di una bambola, a me carissima da bambina, è potuta passare per un insulto razzista. Perciò, spero che si capisca che, davvero, non avevo alcuna intenzione di offendere nè tanto meno di lanciare frasi razziste. Aiuto da oltre trent'anni un'organizzazione torinese che si occupa di mediazione culturale e di soccorso materiale agli stranieri, e non credo proprio di poter essere assimilata a chi, spesso e volentieri dentro e fuori dai nostri stadi, assume toni e comportamenti ben diversi e più pericolosi dei miei".

Le frasi della Christillin che hanno provocato la bufera

Non si era ancora placata la bufera dei giorni scorsi legata alle polemiche sulla Milano (nerazzurra) - Torino (bianconera), che a innescare un nuovo tornado questa volta ci pensa  Evelina Christillin. L'organizzatrice delle Olimpiadi di Torino 2006 - grande tifosa della Juve e amica di Andrea Agnelli - nel sul blog ospitato sull'Huffington Post di Lucia Annunziata è andata decisamente all'attacco.

Andiamo con ordine.

Titolo -  "Cosa rimane all'Inter senza Moratti".

La famiglia "Moratti-Addams" "La notizia clou della settimana è senz'altro quella dell'addio all'Inter della famiglia Moratti - Addams. Ma come? Ma perché? Insomma, come faremo senza tutti quei denti in tribuna, senza gli abbracci frenetici delle loro smilze braccine, senza l'esultanza della Bedy che salta per aria anche quando l'Inter segna in amichevole contro il Pertusa?".

Moratti e lo scudetto non suo   "E' noto che tra noi bianconeri e i nerazzurri non corra buon sangue da sempre, però questo non vuol dire che non si rispettino personaggi come Massimo Moratti che, comunque, ha vissuto con esborsi di passione e portafoglio senza eguali la dinasty interista della sua famiglia, che ha pagato di persona prezzi alti, anzi, altissimi, sull'altare della memoria di suo padre e della formazione magica (Sarti, Burgnich, Facchetti...) di Helenio Herrera, che ha dato alla sua squadra e a tutti i tifosi momenti unici col triplete di Mou e che per amore, solo per amore (cito il nostro presidente Agnelli) ha accettato per la propria società uno scudetto non suo".

Thohir, piccoletto ciccione indonesiano  "E cosa ha avuto in cambio (Massimo Moratti, ndr)? Un piccoletto ciccione indonesiano che alla fine gli rileva, e non si sa ancora bene se poi i soldi li ha davvero oppure no, la maggioranza delle azioni, che mette i suoi samurai in Consiglio a prendere a schiaffoni sui conti il povero Massimo, rimasto eroicamente in minoranza con prole Angelomario e fido Ghelfi, che aizza il ribelle Mazzarri a rispondergli senza portare rispetto, che usa come un pupazzo di nobili origini ma di zero importanza il mito Zanetti, e che, soprattutto, non vince più niente. Alla fine, pur tenendosi il suo 30%, Moratti ha stretto i denti (e li ce n'è davvero da avere paura), si è rotto le scatole della protervia orientale, e ha sbattuto la porta lasciando la presidenza onoraria insieme a tutta la sua truppa, per dire signorilmente che basta, faccia pure il Cicciobello a mandorla come gli pare, ma lui non ci sta più. Ha perfino rifiutato il Tapiro di Striscia dribblando l'incursione di Staffelli meglio di Mario Corso, dileguandosi con eleganza e lasciando Thohir, che certo di stile non è un maestro, a rilasciare prima comunicati retorici sull'orgoglio nerazzurro (ma lasciamole dire a chi ha fatto la storia dell'Inter, queste cose, per essere credibili, e non a uno che è qui da neanche un anno!), e poi a tentare con recuperi postumi di elogiare un Moratti già abbondantemente fuggito".

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