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CORI RAZZISTI: SI DIMETTE L'ASSESSORE LEGHISTA INDAGATO - Dopo i 'no comment' di lunedì, le dimissioni dall'incarico di Assessore allo Sport del Comune di Corbetta (Milano). Questa la decisione assunta da Riccardo Grittini, l'esponente della Lega Nord indagato insieme ad altre cinque persone per i cori xenofobi durante la partita amichevole fra Pro Patria e Milan la settimana scorsa allo stadio Speroni di Busto Arsizio. Ex portiere della Corbetta Calcio era stato eletto nella lista della Lega Nord 'Corbetta federalismo e liberta'' e da novembre era diventato Assessore. Studente di scienze motorie all'Universita' Cattolica di Milano compira' 22 anni a marzo. "Il giovane Assessore, fortemente scosso e mortificato dagli equivoci generati e in attesa che le autorita' competenti chiariscano le reali dimensioni dei fatti e le relative responsabilita', ha deciso di rimettere nelle mani del Sindaco le deleghe a lui assegnate", scrive in una nota il Sindaco di Corbetta, Antonio Balzarotti, secondo il quale Grittini "e' un ragazzo molto stimato, posato, molto conosciuto perche' e' il portiere del Corbetta, appassionato di tutti gli sport e per questo dandogli l'Assessorato allo Sport mi sembrava di fare la cosa piu' giusta di questo mondo. Aveva iniziato con il piede giusto, occupandosi soprattutto di sport per i disabili. Adesso vedremo". Il Sindaco tiene a sottolineare che Grittini ha lavorato "in modo proficuo e soddisfacente" e si dice "molto dispiaciuto per questa vicenda". In ogni caso nella nota si sottolinea che l'Amministrazione comunale di Corbetta prende le distanze da quanto accaduto ribadendo "con decisione e fermezza il proprio dissenso e condanna ogni forma di razzismo e qualunque gesto lo possano istigare".

GIUDICE, GARA A PORTE CHIUSE PER PRO PATRIA - Un turno di campionato a porte chiuse per la Pro Patria. Lo ha deciso il Giudice sportivo della Lega Pro Pasquale Marino a seguito dell'episodio di razzismo accaduto in occasione dell'amichevole contro il Milan. Il Giudice e' arrivato a questa determinazione dopo aver osservato che "durante la gara un gruppo di sostenitori della societa' Pro Patria assumeva un comportamento provocatorio in occasione delle giocate dei calciatori di colore della squadra avversaria; che tali comportamenti dapprima consistevano in fischi per trasformarsi successivamente in ululati e in manifestazioni di chiaro contenuto di discriminazione razziale; che i predetti episodi, gia' rilevati dal direttore di gara, causavano la reazione del calciatore n. 10 Kevin Prince Boateng del Milan, il quale dopo aver calciato con violenza il pallone verso il predetto gruppo dei sostenitori, manifestava l'intenzione di abbandonare il campo; che tutti gli altri calciatori del Milan abbandonavano il terreno di gioco, costringendo l'arbitro ad una sospensione della gara; che il capitano del Milan Ambrosini, il dirigente accompagnatore e l'allenatore della medesima societa' comunicavano all'arbitro la volonta' di non proseguire la gara, in conseguenza del comportamento tenuto da alcuni sostenitori della squadra avversaria; che di conseguenza l'arbitro al minuto 26' del 1^ tempo sospendeva definitivamente la gara". Inoltre, ha rilevato che "il comportamento del gruppo dei sostenitori della societa' Pro Patria appare di particolare gravita' in quanto qualificabile come manifestazione di discriminazione razziale avvenuta in occasione di una gara amichevole e quindi priva di tensione agonistica e di spirito di competizione, situazioni che, lungi da costituire una giustificazione, possono essere assunte quali circostanze attenuanti per la quantificazione della relativa sanzione; che la sanzione da irrogare per episodi di tale natura svolge una funzione non solo afflittiva ma anche preventiva allo scopo di evitare il ripetersi degli episodi stessi; che nella corrente stagione la societa' Pro Patria e' stata gia' sanzionata per analoghi episodi con l'ammenda di 5.000 euro; che la precedente sanzione, a fronte di comportamenti recidivi, si manifesta ad oggi inefficace". Per questo il giudice sportivo della Lega Pro ha deliberato di infliggere alla societa' Aurora Pro Patria la sanzione consistente appunto nell'obbligo di disputare una gara effettiva di campionato a porte chiuse, con decorrenza immediata. Con l'avvertenza che un'ulteriore infrazione delle norme richiamate "verra' valutata come ricorrenza di pluralita' di violazioni, ai fini dell'applicazione della conseguente sanzione".

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