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Sport
Gaia Simonetti, Lega calcio, più spazio alle donne

di @GiuliaDiCamillo 

Fiorentina DOC, da sempre nel mondo della comunicazione con tanto calcio vissuto tra cariche importanti
come quella di addetto stampa nell'Ac Fiorentina. Un vulcano di idee. Un vulcano di concretezza. Un vulcano di passione per lo sport sovrano del nostro Paese. Nel suo cuore, spazio anche per il calcio femminile. Perchè uno sport, come dice lei, con enormi potenzialità e con preziose qualità tecniche ed umane.


Donna di calcio da tanto. Tantissimo. Quanto ti ha dato e continua a darti questo sport?

Il calcio nella mia vita entra quando ero in prima elementare. Al primo bel voto a scuola, al rientro a casa, ho chiesto a mia madre un biglietto per lo stadio. Era incredula perché mi aveva comprato una bambola come “premio”.
Ricordo che, la prima gara che vidi all’Artemio Franchi, è stata Fiorentina-Lazio. Da quel momento sono seguite un’infinità di partite, che ho sempre seguito.
Il calcio mi ha dato sempre la pelle d’oca e delle emozioni che ti restano sulla pelle, anche perché l’ho sempre considerato come un momento di festa, di condivisione e di forte legame tra le varie generazioni e le persone, magari diverse per età e lavoro, ma uniche e unite dall’attaccamento alla maglia e ai colori.

Sei nell’Area Comunicazione della Lega Pro. Come prosegue questa tua esperienza lavorativa?

Nel mio percorso professionale, l’approdo in Lega Pro è arrivato dopo uno stop di 10 anni dal calcio. La prima esperienza è stata come addetto stampa dell'Ac Fiorentina, prima nel 1999 con Trapattoni, e successivamente nel 2001 con Roberto Mancini. Ho vissuto la vita di un club in tutte le sue fasi di sviluppo.
Rispetto al lavoro che ho svolto in una società di calcio, in Lega Pro, possiamo dire che si lavora in modo più articolato. Si condividono momenti, progetti ed eventi respirando un clima comunque familiare: è un lavoro molto più "pesante", ma ci permette di arrivare a tagliare il traguardo tutti insieme. La prima volta che ho parlato con gli addetti stampa dei club, ho detto loro che la nostra parola d'ordine era "raccontarsi". Trovare news, storie e personaggi da lanciare non solo a livello locale, ma anche nazionale.
La Lega Pro ha una sua identità e sue caratteristiche specifiche. Cerchiamo di renderle fruibili all'esterno e raccontiamoci.

In passato hai lavorato anche nella comunicazione della UEFA Champion's League. Cosa ti ha lasciato questa avventura lavorativa sicuramente entusiasmante?

E’ un’opportunità che ti porti come bagaglio. E’ un’esperienza che ti arricchisce professionalmente e personalmente. Hai contatti con club europei, ti confronti con modelli di management di club diversi che ti possono dare valore aggiunto. E’ una carta che mi sono giocata e che mi sentirei, ancora oggi, di giocare con entusiasmo e competenze, che ho acquisito sul campo.

simonetti
Gaia Simonetti

 

Da donna di calcio non puoi non conoscere il calcio femminile. Quanto lo apprezzi?

E’ un mondo che ha enormi potenzialità ed ha preziose qualità tecniche ed umane. Leggevo di vari club di calcio che si stanno aprendo a partnership, accordi e fanno progetti con società di calcio femminile. E’ un’area in cui è fondamentale l’unione delle forze e degli intenti per fare gioco di squadra.

Credi che con il tempo in Italia il calcio femminile potrà arrivare in TV alla pari di quello maschile? Ti piacerebbe lavorare per il calcio femminile in ambito di comunicazione?

Il calcio femminile si sta ritagliando spazi e vetrine che merita. Può avere di più e grazie al lavoro di persone competenti, che lo conoscono profondamente, può raggiungere il traguardo. In un futuro prossimo non mi dispiacerebbe poter lavorare nella comunicazione e valorizzazione del calcio femminile.
In un ambito diverso, stiamo lavorando con molte donne in Lega Pro con diverse mansioni operative.
Siamo un bel numero, che è cresciuto rispetto agli ultimi anni. Questa è la prova tangibile che non siamo in un panorama chiuso alle donne.
Nella comunicazione della Lega Pro siamo in 2, Nadia Giannetti e la sottoscritta. In totale nei club ci sono 18 addette stampa su 60. Quando sono arrivata in Lega Pro, nel febbraio 2011, erano circa 5.
Le stesse società, inoltre, hanno figure femminili all'interno. Oltre alle addette stampa ci sono  donne in ruoli come direttore sportivo, segretarie, responsabili marketing, addette alla sicurezza negli stadi e ai rapporti con i tifosi, ispettori di campo e non solo. Il terreno è fertile affinché le donne possano portare la loro competenza e trovare i loro spazi.
Confesso, in particolare, che la figura del diesse mi incuriosisce molto. Se non avessi fatto la giornalista mi sarebbe piaciuto lavorare come direttore generale di un club.

Torniamo a te. Il tuo momento più bello legato al calcio qual è stato?

Il mio momento più bello è stato quando ho visto vincere il calcio vero, quello dove il fair play segna più goal della violenza. A livello di “riconoscimento”, mi riferisco alll’invito esteso dal Cio per la partecipazione dell’Italia Under 20 di Lega Pro in Palestina, e poi dell’Under 16 alla Marcia della Pace e alla partita al check point, che divide Betlemme e Gerusalemme con ragazzi israeliani e palestinesi. Il pallone ha unito in un giorno di straordinaria normalità. Ha soprattutto questo potere.

A livello lavorativo hai progetto futuri?

Il cassetto dei progetti è pieno e non si chiude. Sto lavorando sulla mia formazione. Anche nella gestione eventi e sicurezza degli stadi. Ma non mi fermo qui. Sto affrontando un percorso per acquisire più conoscenze su temi come il bilancio sociale e l'area della responsabilità sociale nel calcio. Continuerò i confronti sul management di club che ho intrapreso in Svizzera, allargandomi anche alla Germania e quindi alla Bundesliga. Inoltre mi piacerebbe ripartire con i progetti sociali legati al pallone. Che inoltre portiamo avanti insieme anche con te e tua sorella Giada. Avete portato con voi il mondo del calcio femminile anche ai bambini presenti negli ospedali. Anche loro vi hanno apprezzato subito. Pochi giorni fa, abbiamo segnato sul calendario una data che per noi è fondamentale. Sono passati dodici mesi dalla nascita del progetto "Le tappe del cuore", a cura dell’Area Comunicazione della Lega Pro con Alessandra Borgonovo, e dal riconoscimento con il patrocinio del Garante dei Minori.

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