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LA SAMP PRESSA ICARDI: RINNOVO E INGAGGIO SESTUPLICATO - La Sampdoria non vuole perdere tempo: il direttore sportivo Osti ha avuto mandato dai vertici della società di blindare al più presto Mauro Icardi.

Il contratto del ventenne talento argentino (che ha pure passaporto italiano e spagnolo, ma il suo sogno è quello di giocare nella nazionale albiceleste) scade nel 2015.

Troppo a breve e le sirene di qualche club potrebbero creare problemi alla società blucerchiata.

Ecco perché è stato fissato un incontro nelle prossime ore per allungare l’accordo fino al 2018 con un adeguamento dell’ingaggio che passerà dagli attuali 60 mila a 400 mila euro.

icardi

ICARDI: DA SCARTO DEL BARCELLONA
A KILLER DELLA JUVENTUS

Da scarto del Barça a killer della Signora (quasi) imbattibile è un gran bel salto. Com'è cambiata la vita già due o tre volte e a soli vent'anni per Mauro Icardi. L'attaccante argentino della Sampdoria, l'uomo della doppietta allo Juventus Stadium si gode le sue ore di gloria e dimentica di esser stato sedotto e abbandonato dai catalani. Fu Pep Guardiola nel 2011 a dargli il colpo di grazia, avallando la sua cessione. Episodio finale di una storia che era iniziata con sogni a cinque stelle: era stato il suo illustre 'compaesano' Leo Messi (entrambi di Rosario) in persona a corteggiarlo, chiedendogli senza tregua di trasferirsi a Barcellona lasciando le Canarie dove si era trasferito per sfuggire alla crisi economica argentina (gol a grappoli con l'Unión Deportiva Vecindario). Correva l'anno 2008 e Icardi era ancora un bimbo promettente di 15 anni. La scalata dalla cantera alla prima squadra però si rivelò più complessa del previsto malgrado 38 gol in due anni. Quindi la bocciatura di Pep, il passaggio alla Samp che ha creduto fortemente in lui e l'ha cresciuto con cura: prima dandogli in mano le chiavi della squadra Primavera (dove si è laureato capocannoniere con 19 gol in 23 partite). Poi facendolo debuttare in serie B nel maggio 2012 (entra nell'ultimo quarto d'ora del match con la Juve Stabia e fa il gol vincente nell'1-2 che qualifica i genovesi ai playoff promozione). Quest'anno la serie A, il gol nel derby di Genova (il terzo nel 3-1 finale) e ora la doppietta contro la Juve che lo porta alla ribalta della cronaca. E dire che non avrebbe dovuto essere a Torino nella magia domenica dell'Epifania. La Samp non lo ha mandato in nazionale argentina Under 20 (che ha scelto a dispetto di quella italiana: ha doppio passaporto, ma cuore tutto argentino) a giocare il campionato continentale di serie: "Sì, la società ha deciso che dovevo rimanere qua, io ho ripagato con questa partita, ho fatto quello che dovevo fare e adesso a giugno c’è anche il Mondiale. Se continuo così mi aspetto di andare", ha spiegato Icardi.  Che giura: "Il pomeriggio più bello e importante da quando sono in Italia? Sì, dopo il derby questa è una cosa incredibile per me". Chissà se persino nel grande Barcellona qualcuno si sta mordendo la mani per quella cessione forse un po' affrettata e per soli 400mila euro. A Genova invece c'è aria di super-plusvalenza: gli acquirenti sono avvisati...

ROSSI "RAGAZZI BRAVI, ICARDI ATTACCANTE MODERNO" - "Abbiamo lavorato, ci siamo trovati sotto, ho fatto qualche aggiustamento e sono stati bravi i ragazzi a interpretarlo". Delio Rossi fa il modesto. L'impresa della giornata di ieri l'ha firmata la sua Sampdoria, espugnando lo Juventus Stadium con una grande prestazione: sotto 1-0 e in 10 contro 11, i blucerchiati hanno ribaltato la gara nella ripresa, superando 2-1 i bianconeri. "Abbiamo forse la squadra piu' giovane della serie A ma abbiamo giocatori con qualita'", sottolinea ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" Rossi, aggiungendo che Icardi "e' un attaccante moderno, molto giovane e con margini di miglioramento. E' una prima punta che attacca bene la profondita', ha buona tecnica, buona velocita', ha delle qualita' e se le mantiene puo' far parlare di se'".

Icardi a parte, pero', la svolta e' arrivata nell'intervallo. "Ho detto solo che eravamo ancora in partita e ho dato qualche aggiustamento passando alla difesa a quattro - continua Rossi - Ho dovuto sostituire un giocatore per scelta tattica ma non volevo abbassarmi troppo e cosi' ho tenuto i due attaccanti ma schierati in verticale. Ci sto mettendo del mio ma questi ragazzi giocavano a calcio anche col mio predecessore", l'omaggio a Ferrara. Al di la' del risultato, pero', Rossi ritiene che la Juve "rimane ed e' la squadra piu' forte d'Italia e anche ieri ha dimostrato la sua forza. Noi siamo stati bravi e fortunati, abbiamo tenuto botta nei momenti difficili ma la Juve e' prima in campionato, con cinque punti sulla seconda, e ha superato il girone da prima in Champions. Non ha l'Ibrahimovic della situazione ma di top player ce ne sono 7-8 nel mondo". E per la corsa scudetto il tecnico della Samp non cambia idea. "La Lazio e' una squadra molto esperta, che bada al sodo e non allo spettacolo mentre la Juve cerca di coniugare le due cose. Ma se la Juve non vince il campionato, non saranno state le altre a vincerlo ma la Juve a perderlo". Analizzando nel complesso la serie A, per Rossi "il nostro campionato non e' il piu' bello del mondo ma il piu' difficile. Una squadra come la nostra puo' fare risultato con la Juve, il Siena puo' battere l'Inter in casa, il bello e' anche questo, pure se poi alla fine i valori vengono fuori".

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