A- A+
Sport
Pavel Nedved

NEDVED "OBIETTIVI? DIPENDONO DA PROPRIETA'" - Jovetic, Ibrahimovic, tutti giocatori che farebbero al caso della Juventus "ma bisogna vedere cosa abbia voglia di fare la proprieta' e a quel punto porsi degli obiettivi e raggiungerli". Pavel Nedved, consigliere d'amministrazione della Juventus, rimette tutto nelle mani della proprieta' bianconera per cio' che riguarda il prossimo mercato. "Bisogna vedere quali sono le nostre possibilita' economiche e di conseguenza quali sono gli obiettivi che possiamo porci - dice Nedved ai microfoni di Sky Sport - non vogliamo illudere i nostri tifosi ma siamo anche consapevoli che la Juventus e' nata solo per vincere e faremo di tutto per mettere tutto insieme e farlo funzionare"

TRE TURNI A POGBA PER SPUTO AD ARONICA - Tre turni di squalifica al calciatore della Juventus Paul Labile Pogba per lo sputo di ieri in campo al difensore del Palermo Salvatore Aronica. Lo ha deciso il Giudice sportivo Gian Paolo Tosel in merito alle gare dell'ultimo turno. Un turno a Guarente (Bologna), Boateng (Milan), Donati (Palermo), Felipe (Siena), Lucarelli (Parma), Danilo, Domizzi, Pinzi (Udinese). Tra le societa', ammende a Inter (10.000 euro per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, in tre occasioni, indirizzato ai sostenitori della squadra avversaria cori ingiuriosi costituenti espressione di discriminazione territoriale), Napoli (5.000 euro), Catania (3.000 euro), Juventus (2.000 euro)

marotta modificato 3

MAROTTA "BAYERN SUPER, SERVE TEMPO PER COLMARE GAP" - La Juve punta sempre al massimo, anche in Europa, ma per colmare il gap ci vuole tempo. E non va dimenticato da dove e' partita. Il giorno dopo la conquista dello scudetto, Beppe Marotta ammette di essere riuscito a dormire ma piu' "per la stanchezza - le sue parole ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno - la giornata di ieri e' stata caratterizzata da una giusta tensione sportiva, dovevamo cercare un risultato positivo per la matematica certezza di questo scudetto. E' stata una giornata snervante ma indimenticabile". Ma qual e' il segreto del successo bianconero? "La squadra che va in campo rispecchia la societa', bisogna creare una societa' forte e poi costruire una squadra altrettanto forte - la ricetta dell'ad -. Alla Juve c'e' il grande senso di appartenza della famiglia Agnelli, il calcio, e lo sport in generale, e' fatto di programmazione senza la quale i risultati non possono arrivare. Quando e' arrivato Andrea Agnelli c'e' stato un rinnovamento totale nella struttura societaria e tecnica, la situazione era un po' da rivitalizzare e il cambiamento ha portato a una rosa che vede solo 4 giocatori della precedente gestione e 20 nuovi. Era una situazione difficile e aver raggiunto l'obiettivo immediatamente l'anno scorso ed essersi confermati quest'anno e' straordinario". Adesso, pero', i tifosi sognano una Juve grande anche in Europa. In Champions, in questa stagione, la corsa bianconera si e' fermata contro il Bayern Monaco, che Marotta indica come "un modello difficilmente raggiungibile nel breve per tutte le squadre europee". "E' costruito con un collettivo assembleato nel corso degli anni, con una societa' fortissima alle spalle e con un fatturato che e' il doppio del nostro, il che implica una possibilita' di spesa notevole, basti pensare che hanno comprato Javi Martinez per 48 milioni di euro e quest'anno si stanno ripetendo (preso Goetze per 37 milioni, ndr). E' un punto di riferimento, quello si', anche il nostro modello che prevede di essere competitivi tutte le volte che partecipiamo a un torneo ma ci si puo' arrivare con strategie differenti. Non dimentichiamo che siamo partiti da una situazione disagevole, con un bilancio in perdita per 90 milioni di euro e abbiamo fatto anche un lavoro fatto di risanamento economico. Quando la Juve partecipa, deve ottenere il massimo ma questo e' legato al confronto con gli altri competitor - dice ancora Marotta - speriamo in Europa di fare meglio ma e' sempre una cosa difficile da prevedere. Il calendario puo' essere tiranno in certe circostanze, bisogna vedere quali squadre che parteciperanno anche se ritengo che il Bayern sara' superfavorito anche per la prossima Champions". Marotta ricorda che "stiamo creando un modello anche dal punto di vista sportivo, siamo l'unica societa' in Europa che ha un college interno, abbiamo investito molto sul settore giovanile e la speranza e' che in prima squadra possano arrivare 4-5 giocatori fissi dal vivaio anche se e' una maturazione lenta". Ma anche l'Italia deve muoversi. "Il gap che esiste col resto del sistema europeo ci deve far riflettere come classe dirigente. Ci sono trattamenti fiscali differenti in altri Paesi e poi c'e' un gap in termini di strutture, con l'Italia che e' il fanalino di coda. C'e' mancanza di sicurezza, di accoglienza, di valorizzazione dei ricavi".

andrea agnelli modificato 9

AGNELLI "NOSTRO MODELLO UNA ROAD MAP DA SEGUIRE" - Una vittoria che non e' frutto del caso e che rappresenta un modello da seguire. Sulle pagine de "Il Corriere della Sera", Andrea Agnelli rivendica il lavoro fatto durante la sua gestione dalla Juventus, campione d'Italia per il secondo anno di fila. "Il giorno della vittoria ha sempre un gusto particolare. Si ripensa all'impegno profuso, alle scelte quotidiane che hanno portato al risultato finale, alla situazione iniziale cui si e' riusciti a porre rimedio. Vincere uno scudetto e' questione complessa. Vincerne due di seguito ancor piu'. Un'alchimia? Forse. Un fortunato colpo di prestigio? No". Agnelli ammette che "certamente la sorte ha un ruolo nel calcio come nella vita, ma spesso la fortuna passa dove la programmazione, il lavoro e l'organizzazione hanno gia' attecchito. Nel calcio moderno si devono tenere in considerazione molteplici fattori per raggiungere l'obiettivo: la competenza tecnica, i tifosi, la capacita' di attrarre le aziende sponsor, il forte ruolo dei media, le risorse finanziarie e gli investimenti (non gli sperperi capricciosi) e, infine ma in cima a tutto, la programmazione".

"Da tre anni questi elementi sono la nostra road-map. Da molto tempo il calcio italiano fatica a seguire un percorso analogo. Tutti (me incluso) ci siamo lungamente affannati ad attribuire colpe e responsabilita' - spiega il numero uno bianconero - Nel frattempo il nostro sistema ha perso terreno in tutte i ranking continentali, che nel mondo del calcio rappresentano implacabilmente il livello di competitivita' e di redditivita'. I nostri stadi registrano un numero di spettatori inferiori e in calo rispetto a quello degli altri Paesi, mentre da dieci anni si discute un disegno di legge riguardante gli impianti sportivi".

"I brand del calcio italiano, conosciuti in tutto il mondo, vengono quotidianamente contraffatti senza che ci sia un'adeguata tutela dei marchi - tuona Agnelli - Il nostro sistema di giustizia sportiva vive continue contraddizioni sulle quali non mi dilungo per amor di Patria, ma che sono sotto gli occhi di tutti. Il quadro normativo riguardante lo sport professionistico risale al 1981 e richiede una revisione complessiva. I nostri giovani atleti, dopo il campionato Primavera, vivono stagioni di continue peregrinazioni poiche' l'Italia e' l'unico Paese dove non esistono ancora le seconde squadre".

"La mia generazione e' cresciuta con 'il campionato piu' bello del mondo' e vorrei che altrettanto succedesse ai miei figli. Dopo due scudetti consecutivi sarebbe facile guardare lo stadio, di nostra proprieta', pieno, e godere dell'attimo. E' giusto invece sottolineare che lo sport in Italia rappresenta l'1,6% del Pil, che il calcio professionistico (A, B e Lega Pro) impiega circa 10 mila addetti e contribuisce alle casse del fisco italiano con un miliardo di euro. Insomma e' un comparto industriale a tutti gli effetti. E' un patrimonio italiano. Un patrimonio che l'immobilismo sta mettendo a repentaglio. Si tratta di rispondere ad una semplice domanda: vogliamo che la nostra serie A competa con Bundesliga, Liga e Premier League o preferiamo che il suo ridimensionamento prosegua? Molti dicono che il calcio sia lo specchio del Paese. E' un'affermazione che contesto: il calcio e' sempre stato meglio e infatti la gente, a modo suo, non ha mai smesso di amarlo", conclude Agnelli.

IL GIORNO DELLO SCUDETTO. LA FESTA, IL POST PARTITA E IL NODO CONTE

JUVENTUS CAMPIONE, SFOTTO' A INTER "5 MAGGIO GODO ANCORA"

 

A turno alcuni giocatori, tra cui Gigi Buffon, Sebastian Giovinco e Claudio Marchisio, hanno sollevato dal bus scoperto che li sta portando in trionfo per le strade uno striscione che recita la scritta "5 maggio godo ancora": il riferimento e' allo scudetto conquistato dalla Juventus nel 2002 ai danni dell'Inter. Tra i giocatori anche Antonio Conte, che raccoglie le sciarpe che i tifosi gli lanciano e invita a festeggiate battendo le mani sulla fiancata del pullman. Simone Pepe tiene in mano un cartello stradale che fissa ai 31 chilometri orari il limite di velocità.

CONTE, MIO POSTO ALLA JUVE MA TUTTO SIA CHIARO - Nella conferenza stampa della vigilia Conte ha dichiarato di volersi sedere al tavolo con la societa' per parlare dei programmi futuri. Anche dopo il successo matematico dello scudetto Conte ribadisce il suo concetto: "Sto benissimo dove sono - dice a Sky - sono nel posto che avevo sempre sperato quando ho cominciato la carriera di allenatore. Quello che ho detto sabato significa che veniamo da due stagioni straordinarie, in cui abbiamo bruciato le tappe, ma conosciamo le difficolta' economiche che ci sono in Italia ed e' giusto che ci si sieda con la societa'. Saro' sempre grato ad Andrea Agnelli - dice ancora Conte - avro' sempre un debito nei suoi confronti e voglio che tutte le situazioni siano chiare". "Voglio bene alla Juve, ai tifosi. Alzare l'asticella significa che dopo due scudetti se non vinci sarebbe un problema e poi c'e' la Champions dove siamo arrivati tra le prime otto e ci sono squadroni con possibilita' economiche non indifferenti. A me chiedono la Champions, ma bisogna essere anche realisti, dire dove siamo e dove possiamo arrivare; non ho mai venduto sogni. Quando siamo usciti col Bayern abbiamo subito delle critiche, alle volte pero' nello sport bisogna fermarsi e fare i complimenti agli avversari. Penso che i nostri tifosi devono essere contenti perche' abbiamo bruciato le tappe".

DEL PIERO "APPLAUDO I MIEI COMPAGNI" - "Applaudo i miei compagni, una squadra fantastica, che non smettero' mai di portare nel cuore. Applaudo chi l'anno scorso mi dedico' quel trionfo, mi piace adesso ricambiare quel gesto: confermarsi e' stata un'impresa altrettanto grande. Applaudo il lavoro della societa', dello staff tecnico, e di tutti coloro che lavorano nell'ombra". Per la prima volta in vent'anni 'semplice tifoso', Alessandro Del Piero, dalle pagine del suo sito, applaude la Juventus per la conquista del 29esimo scudetto. "Da quando ho lasciato la Juventus, non ho mai pensato a come sarebbe stato vederla vincere senza di me - scrive l'ex capitano bianconero oggi al Sydney - non l'ho mai fatto, fino a pochi giorni fa, quando i numeri della classifica hanno sentenziato che il secondo scudetto consecutivo, dopo quello del Grande Ritorno, sarebbe stato possibile. Ho provato a immaginarlo, ma nel mio 'film' le immagini erano sempre sfocate: il fischio finale, i miei compagni che esultano, la coppa pronta per essere alzata, il boato del pubblico. Ecco, qui le immagini cominciano a diventare nitide, e scorrono dinanzi al mio obiettivo. Gli attori protagonisti sono loro, i tifosi. Siete voi. Per chi gioca a calcio, cosi' e' almeno per me, e' fantastico vedere i tifosi esultare, sentirli gioire, farli esplodere. Ecco perche' quando quel film dalla mia mente si e' trasferito nella realta', quando la Juventus ha rivinto lo scudetto (che bello il verbo rivincere...), il mio pensiero e' andato subito a chi sta festeggiando. E stavolta con voi ci sono anche io". "Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si e' vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora", conclude Del Piero.

MAROTTA "STRAORDINARIO, AVANTI CON NOSTRO MODELLO" - Giuseppe Marotta e' uno degli artefici del successo bianconero per il suo lavoro in fase di costruzione di una squadra che vince da due anni. "Abbiamo fatto un lavoro straordinario e questa gioia deve essere di tutti - afferma ai microfoni di Sky - Conte ha detto una cosa giustissima, c'e' un grande rapporto tra tutti noi, definirei la Juve un modello vincente e i rapporti interpersonali sono piu' che soddisfacenti. Nel dna della Juve c'e' di partecipare a tutte le competizioni per cercare di vincere, cosa diversa e' partecipare con avversari altrettanto competitivi". Paura di perdere Conte? "Ci metto la mano sul fuoco, conosco l'uomo - risponde Marotta - abbiamo creato un modello, investire con oculatezza. La vittoria in Italia e' arrivata anche in anticipo e se in Italia siamo leader indiscussi, in Europa abbiamo ancora un gap da colmare, ma non solo noi, in molti paesi, noi ci proveremo con il nostro modello. Ci sono delle linee guida da rispettare, ma non significa essere remissivi ma cercare di colmare il gap con idee vincenti. Con Conte? Assolutamente si', incontrarsi fa parte di quelle dinamiche normali, ci si confronta dopo la vittoria. I complimenti vanno fatti anche a chi ha operato dietro le quinte. Quanto prima la societa' sara' esplicita a illustrare la situazione dell'oggi e del domani. Di certo la Juve deve continuare a vincere". Per Marotta e' ancora presto per parlare di nomi futuri: "Higuain? Da domani cominceremo a parlare di nomi, di profili tattici, che poi devono confluire anche sul piano economico. Certo abbiamo delle idee".

BARZAGLI "GLI SCUDETTI SONO 31" - "Quanti sono gli scudetti della Juventus? 31, mi sembra". Cosi' Andrea Barzagli, leader della difesa bianconera, ai microfoni di "Stadio Sprint" su Raidue. "C'e' stato un momento in cui abbiamo visto il Napoli come la Juventus dello scorso anno, con la stessa fame e la stessa voglia - aggiunge dopo l'1-0 al Palermo che significa tricolore per la formazione di Conte - questo dimostra che siamo stati piu' forti dello scorso anno, siamo cresciuti tutti come gruppo, lo dimostrano i punti che abbiamo fatto e come abbiamo conquistato questo scudetto. Il momento piu' duro e' passato da Bologna in poi, siamo alla settima vittoria consecutiva ma abbiamo incontrato squadre veramente forti. E' stato un periodo importante per vincere lo scudetto. E poi ho rivisto il gol di Giaccherini, che ha dato una grande spinta, con il Catania". Uno sguardo gia' al futuro: "Il top player? In Europa ci vuole un po' piu' d'esperienza, e' stato il primo approccio per molti di noi, poi abbiamo incontrato la squadra piu' forte che c'e' - dice ancora Barzagli - per fare un salto in Champions ci vuole piu' di un anno. I discorsi dei giocatori riguardano la societa', noi pensiamo a migliorarci, ognuno di noi vuole farlo. Per noi difensori e' bene stare meno possibile sotto i riflettori, noi facciamo il nostro compito e lo facciamo al massimo: siamo un bel gruppo".

BUFFON "CI SIAMO TOLTI IL PESO, SIAMO STATI BRAVI" - La Juve si conferma campione d'Italia e Gigi Buffon e' il primo a presentarsi ai microfoni di Sky subito dopo il match con il Palermo. "Ci siamo tolti il peso - afferma il portiere bianconero - abbiamo avuto questa responsabilita' da luglio e quando si ha il dovere di vincere si ha solo da rimetterci perche' anche se si arriva secondi si scontentano molte persone. Questo scudetto mi e' piaciuto tanto perche' dalla prima giornata abbiamo tirato il gruppone, nei momenti imortanti lo abbiamo staccato, siamo stati bravi in alcune fasi e poi abbiamo fatto lo scatto decisivo che non era scontato". Meglio del famoso 5 maggio nella sfida con l'Inter? Quello e' stato uno dei momenti piu' felici perche' lo scudetto e' arrivato inaspettato". Ora si apriranno i discorsi sul futuro visto che lo stesso Conte ha aperto alla possibilita' di potere lasciare: "Lui sa quale sara' il suo fururo, e' una persona intelligente e non avra' dubbi".

Tags:
juvescudettocontemarottabuffondel piero
in evidenza
Berardi ciliegina dello scudetto Leao deve 20 mln allo Sporting

Le mosse del Milan campione

Berardi ciliegina dello scudetto
Leao deve 20 mln allo Sporting

i più visti
in vetrina
Simest, la qualità a supporto della competitività delle esportazioni italiane

Simest, la qualità a supporto della competitività delle esportazioni italiane


casa, immobiliare
motori
Al via le consegne di Alfa Romeo Tonale

Al via le consegne di Alfa Romeo Tonale


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.