Davide Lippi: "Mai usato il nome di mio padre"

Martedì, 7 ottobre 2008 - 17:57:00


Davide Lippi
"Non ho mai fatto riferimento alle attività professionali di mio padre, che fosse alla Juventus o alla Nazionale, per convincere i giocatori ad affidarsi a me. Mio padre, quando intrapresi la carriera di agente dei giocatori, fu molto chiaro con me: non mi avrebbe mai aiutato né consigliato e né avrebbe mai preso giocatori che mi avevano dato la procura. 'Se sbagli - mi avvertì - ti prendo a calci nel culo e torni a casa a fare altro". Le parole sono state pronunciate in tribunale da Davide Lippi - figlio dell'attuale ct della Nazionale - imputato assieme a Luciano Moggi, al figlio Alessandro, al procuratore Franco Zavaglia e ad altri due consulenti (Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo) di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minaccia e violenza nel processo alla Gea.

Sottopostosi spontaneamente all'esame, Lippi ha spiegato di aver preso la procura di Giorgio Chiellini "senza aver mai promesso nulla al calciatore" e ha precisato di non aver avuto alcun ruolo diretto nella vicenda che porto' l'allora terzino del Livorno alla Juventus, quando, invece, era destinato alla Roma. "Decisero le due società e a Franco Baldini, diesse della Roma che si era imbufalito, spiegai che io non avevo fatto nulla".

Più in difficoltà Lippi è apparso quando gli sono stati letti gli stralci di alcune conversazioni telefoniche con Alessandro Moggi a proposito dei tentativi del calciatore Emanuele Blasi di liberarsi della procura di Stefano Antonelli per passare alla Gea e ottenere il tanto agognato rinnovo contrattuale con la Juventus: "Io sapevo solo che Blasi non era soddisfatto di Antonelli che non riusciva a ottenere questo rinnovo. Lui era stato l'anno prima titolare e aveva vinto lo scudetto e voleva di più. Gli dissi che avrei potuto lavorare con lui solo se avesse interrotto il rapporto con il precedente procuratore. Non seppi neppure che Luciano Moggi in qualità di dg della Juve si rifiutò di parlare con Antonelli. Io parlavo solo con il giocatore, i rapporti con i club, in genere, li teneva Alessandro Moggi che era piu' esperto di me in questo lavoro".

Al rinnovo contrattuale di Blasi presero parte, oltre allo stesso centrocampista e a Lippi, anche Bettega, Giraudo, Zavaglia, i due Moggi: "Io non ho mai detto a Blasi che liberandosi di Antonelli avrebbe ottenuto il rinnovo. Lui e' ancora assistito da me, siamo amici, altri giocatori mi hanno lasciato. Blasi, come gli altri, e' libero di fare quello che vuole". Il tribunale di Roma ha sentito poi altri due giocatori, Fabio Liverani e Emanuele Calaiò: entrambi hanno escluso di aver subito pressioni per lasciare i loro procuratori e affidarsi alla Gea. Prossima udienza giovedì 9 con due testi citati dalla difesa dell'ex dg bianconero: Antonio Conte, allenatore del Bari, e Carlo Ancelotti, tecnico del Milan.

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