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TOLTI I DUE PUNTI DI PENALIZZAZIONE AL NAPOLI -

Il Napoli ha vinto la sua partita. La Corte di Giustizia federale ha accolto il ricorso e annullato la penalizzazione di due punti in classifica inflitti dalla Commissione disciplinare della Figc al club partenopeo per responsabilità oggettiva nel processo del calcioscommesse per Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010. A questo punto la squadra di Mazzarri risale in classifica  sino a quota 42 punti, affiancando così al secondo posto la Lazio. E arrivando a un interessante -3 dalla capolista Juventus.

Resta l'ammenda. Cancellate le squalifiche di capitan Cannavaro e Grava che tornano a disposizione di Walter Mazzarri. Ridotta a 21 mesi la squalifica di Gianello.

NAPOLI, SENTENZA STORICA. NUOVA SCONFITTA PALAZZI

Esulta il Napoli ed esultano Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. "Giustizia e' fatta", il coro unanime del mondo azzurro. Il Napoli riconquista i 2 punti di in classifica che i giudici di primo grado avevano tolto e in un sol colpo si ritrova a ridosso della Juve in classifica (assieme alla Lazio a 42 punti) e con i due giocatori di nuovo in organico. "Abbiamo fatto un lavoro pulito, siamo soddisfatti", sussurrava qualche giudice all'uscita dell'Hotel NH Vittorio Veneto di Roma, dove in serata la Corte di Giustizia federale ha emesso una sentenza che si puo' definire "storica". Tutto ruota attorno alla derubricazione di Matteo Gianello dall'articolo 7 (illecito) all'articolo 1 (correttezza e lealta' sportiva). Quanto chiedeva l'avvocato Eduardo Chiacchio durante la sua arringa: "Non c'e' la prova che Gianello con il suo comportamento abbia valicato in quanto ad intenzione la sfera personale. Non lo si evince dagli atti, dal suo comportamento e neanche dagli altri soggetti coinvolti, soprattutto Grava". A sostegno di tale tesi, l'avvocato Malagnini per Cannavaro sottolineava come mancasse proprio il riscontro esterno alle parole dette da Gianello al poliziotto Gaetano Vittoria e che incastravano Cannavaro e Grava: "Le parole del poliziotto altro non sono che le stesse parole di Gianello. Questa si chiama prova circolare, non riscontro esterno". E poi ancora l'avvocato del Napoli, Mattia Grassani: "Quanto riferisce Vittoria altro non e' che un 'de relato'". Passa dunque la tesi del Gianello "Donnie Brasco, infiltrato e cavallo di Troia".

Aveva agito da solo e comunque i calciatori non avrebbero appreso trattarsi di un adescamento. Cosa potevano denunciare Grava e Cannavaro? In sostanza la Corte affibbia tutta la responsabilita' al portiere (che per questo ottiene lo sconto a 1 anno e 9 mesi), e per non far cadere nemmeno l'ultimo orpello della responsabilita' oggettiva, multano comunque il Napoli con un'ammenda, anche questa scontata di 20 mila euro. Accontentato dunque il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, le cui parole a processo devono aver colpito i giudici: "Credo in questa giustizia anche se dopo il primo grado la mia fiducia e' stata messa a dura prova", aveva detto, chiedendo il proscioglimento del Napoli e dei giocatori, pur conservando il principio della responsabilita' oggettiva: "Non vogliamo riformare con questo procedimento tale istituto, ma solo che sappiate discernere dal vero il falso. Abbiamo bisogno del contributo di tutti, e noi in quanto deferiti e condannati abbiamo bisogno di voi, vi chiediamo obiettivita'". Certo, non saranno dello stesso avviso i tifosi del Portogruaro, che per un illecito in cui diversi personaggi sono usciti di scena, si vede accollare comunque un -1 in classifica.

Ne' sprizzera' di gioia Marco Zamboni, al quale sono stati confermati 1 anno e 7 mesi di stop: "State tranquilli che non faremo disparita' di trattamento in base al blasone", aveva comunque assicurato il presidente di Corte, Gerardo Mastrandrea. Sconfessato invece su tutta la linea il pm federale, Stefano Palazzi, che nelle sue controdeduzioni aveva precisato: "Ci sono tutti i requisiti per applicare la responsabilita' oggettiva. Il tesseramento di Gianello, il tesseramento degli altri due calciatori (Cannavaro e Grava, ndr) accusati di omessa denuncia, e il collegamento di quel comportamento illecito all'attivita' sportiva". Per lui la seconda bocciatura consecutiva dopo la fuoriuscita barese dell'estate scorsa e il conseguente proscioglimento in tronco di Bonucci, Pepe, Salvatore Masiello e Marco Di Vaio. Stavolta non ci sono neanche le scuse del pentito "non credibile".

Antonio Manganelli

CALCIOSCOMMESSE, MANGANELLI: NOVITA' IMPORTANTI NEI PROSSIMI GIORNI -

Si profilano novita' investigative sul calcioscommesse gia' a partire dai prossimi giorni. A farlo intendere e' stato il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, nel corso dei lavori della conferenza internazionale ''Calcioscommesse: il lato oscuro di un bel gioco'' organizzata a Roma dal ministero dell'Interno, da Fifa, Uefa e dall'Interpol. Facendo riferimento agli sviluppi delle indagini in corso in diverse citta' italiane ha affermato testualmente: ''Non vi dico cosa accadra' nei prossimi giorni se no sara' la notizia di domani ed oscurera' i lavori di questo pur importante convegno internazionale''.

Sono due gli aspetti che ancora preoccupano le autorita' di polizia: le scommesse ed il razzismo ma, malgrado questo, occorre ''non dare dignita' ai 'buu' e ai cori razzisti negli stadi perche' provengono, perlopiu', da una ventina di imbecilli che, molto spesso, non sanno neppure spiegare il loro atteggiamento''. Ad affermarlo e' stato oggi il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, nel corso del suo intervento ai lavori della conferenza internazionale Interpol sul calcio scommesse aperto a Roma. Secondo Manganelli se quello del razzismo resta ''un problema serio'' nel caso del calcio non bisogna dare ''nobilta' a questi episodi connotandoli come un atto ideologicamente indirizzato''.

INTERPOL, INTROITI PARAGONABILI A COCA COLA - Il calcioscomemsse a livello internazionale ha raggiunto dimensioni tali da avere "gli introiti paragonabili a quelli di una societa' come la Coca Cola". Lo ha detto il segretario generale dell'Interpol, Ronald K.Noble, aprendo i lavori di un seminario internazionale sul "lato oscuro" del football presso la Scuola Superiore di Polizia. Per Noble si tratta di un mercato illegale che garantisce "guadagni sempre piu' consistenti" e che permette anche di "riciclare i proventi della criminalita' organizzata. E' un'idra a mille teste che dobbiamo combattere tutti assieme".

"I malviventi - ha ricordato - allungano i loro tentacoli in tutti i Paesi, anche in quelli nei quali il calcio non e' lo sport nazionale. Un esempio? Un tribunale tedesco ha riconosciuto come un gruppo di criminali europei avesse truccato una partita di un campionato semiprofessionistico come quello canadese". Contro un fenomeno cosi' transnazionale "dobbiamo insistere su intelligence e prevenzione: nel 2011, a livello Interpol, e' stata creata una task force con investigatori di tutto il mondo che si riuniscono due volte l'anno per scambiarsi informazioni mentre con la Fifa abbiamo stretto un accordo che prevede corsi di formazione per arbitri, giocatori e dirigenti dei Paesi piu' a rischio". In ogni caso, "il sistema di preallarme principale sarebbe avere altri sportivi come Simone Farina (l'ex calciatore del Gubbio, presente al seminario, che denuncio' un tentativo di combine, ndr), il nostro Ronaldo, modello di valori e di comportamenti che dobbiamo sforzarci di trasmettere soprattutto ai giovani".

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