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Sabato la Fiorentina, poi torna la Champions League e la Juventus dovra' vedersela, a Glasgow, contro il Celtic. La buona notizia, per Antonio Conte, e' che Claudio Marchisio potrebbe rientrare in tempo per non perdersi i due big-match che avranno un peso molto importante sulla stagione bianconera. Il centrocampista torinese sta recuperando dall'infortunio all'anca, ma non puo' ancora sbilanciarsi sulla sua disponibilita' per le prossime partite: "Abbiamo qualche giorno prima della Fiorentina e della Champions per valutare la situazione. La voglia da parte mia di andare in campo c'e' sempre, vedremo se sara' possibile". La sensazione è che Conte contro i viola punterà su un trio di partenza a centrocampo composto da Vidal, Pirlo e Pogba in mezzo.

"Ora sono tornati i compagni dalle varie Nazionali e potremo lavorare insieme per preparare la prima gara. Gli infortuni? C'erano anche lo scorso anno, ma al di la' dei rinvii dovuti al maltempo, si giocava una volta ogni sette giorni e questo permetteva di recuperare piu' facilmente", rileva Marchisio. Adesso non e' piu' possibile, perche' la novita' dell'anno e' la Champions League. Prima la Fiorentina, tre giorni dopo il Celtic, due sfide affascinanti e molto sentire, oltre che delicate, anche perche' in campionato il Napoli continua la propria corsa verso il sogno tricolore. "La concentrazione ora dev'essere tutta sul campionato. Il Napoli negli ultimi anni ha fatto un grande lavoro e fino all'ultimo provera' a vincere lo scudetto. Ora loro hanno lo scontro diretto con la Lazio, ma noi pensiamo alla Fiorentina, che e' una grande squadra".

"Ha detto bene Buffon: quando sai di avere squadre dietro a poca distanza, gli stimoli aumentano e lo si e' visto a Verona - ha proseguito Marchisio -. Il Napoli ci aveva raggiunto al primo posto, ma noi abbiamo vinto giocando un'ottima gara, senza rischiare nulla. Alla Champions penseremo poi, sapendo che il Celtic in casa puo' contare su un'atmosfera molto calda".

Scudetto o tetto d'Europa? Marchisio, al pari di Conte e di tutta la Juve, non sceglie. "Campionato e Champions sono due obiettivi egualmente importanti - assicura il centrocampista bianconero - Abbiamo perso la possibilita' di andare in finale di Coppa Italia e ci e' spiaciuto molto, ma rimangono due competizioni prestigiose e vanno affrontate partita dopo partita. Saranno le motivazioni a fare la differenza e dovremo mantenerle in ogni gara. Nel girone stavamo rischiando di uscire, avevamo due partite difficile con il Chelsea e lo Shakthar e, nello stesso periodo, molti impegni importanti in campionato. Eppure siamo riusciti a vincere il girone e a mantenere il nostro passo in Italia. Ora dovremo fare altrettanto".

Una discreta notizia dall'infermeria è legata anche al recupero di Giorgio Chiellini. Il difensore toscano sta meglio: ovviamente niente Fiorentina, né Celtic (dove comunque sarebbe stato squalificato). Possibile ritorno in campo nella sfida di sabato 16 febbraio contro la Roma, allo Stadio Olimpico.

BORJA VALERO, CON JUVE GARA SPECIALE - "Quando sono arrivato a Firenze mi hanno subito detto che quella contro la Juventus per la Fiorentina e' una partita speciale, sabato dobbiamo fare di tutto per vincere". Borja Valero e' spagnolo, vive la realta' viola da pochi mesi, ma ha subito capito che la sfida contro la Juventus a Firenze vale molto di piu' dei tre punti in classifica. In citta' e' la gara piu' sentita e di conseguenza anche i giocatori sentono molto il match. "La Juventus e' una squadra forte ed e' prima in classifica - spiega l'ex centrocampista del Villarreal ai microfoni di Sky Sport 24 - perche' fa le cose bene. Noi dobbiamo fare di piu' di loro per vincere". Borja Valero non ha dubbi, il pericolo numero 1 per i viola e' Andrea Pirlo. "E' tra i 5 giocatori piu' forti al mondo, fa sempre la differenza, noi dobbiamo pensare anche agli altri bianconeri, ma Pirlo e' il piu' forte di tutti".

GENOA-JUVE, GRANQVIST: "ARBITRI ITALIANI BRAVI, NON ERA RIGORE" - Di ritorno da Stoccolma e dall'amichevole persa in casa dalla Svezia contro l'Argentina ("che fenomeni"), Andreas Granqvist dice "Mi ha fatto piacere sapere del pronunciamento degli arbitri. Non c'era. E' stato un rimpallo, un tocco involontario, dopo quello con la gamba. In Italia gli arbitri sono bravi, puo' capitare di sbagliare, ma la vostra scuola e' apprezzata in tutto il mondo". Il riferimento era a quel mani del difensore in area di rigore nel finale della sfida di Torino contro la Juventus, finita in parita', e non sanzionato dall'arbitro.

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