BANNERLA SPAGNA LANCIA LA CAMPAGNA ANTI-RIBERY PALLONE D'ORO
(ma le votazioni sono già chiuse)

 

Franck Ribery Pallone d'Oro? Le votazioni (segrete) si sono già chiuse, ma in Spagna monta una polemica preventiva da alcuni giorni: sarebbe giusto assegnare il massimo trofeo individuale a un calciatore eliminato nelle qualificazioni Mondiali, pur giocando in una nazionale teoricamente di livello come la Francia? Ovviamente in terra iberica si soffia per la conferma di Leo Messi (fermo però ai box, questo non può essere il suo anno dopo un poker consecutivo) e, ancor di più, per la consacrazione di Cristiano Ronaldo (ammesso che Ibra non butti fuori il Portogallo...). Tutto il battage mediatico legato al Real Madrid - Carletto Ancelotti in primis con varie interviste - è mobilitato per contrastare la candidatura di Ribery (e di tutta la Francia, col timore iberico che il presidente transalpino dell'Uefa, Michel Platini, non strizzi l'occhio all'asso del Bayern Monaco), senza dimenticare la recente stizza di CR7 per l'imitazione da parte di Sepp Blatter (che lo dipinse come un 'soldatino') e la sensazione comunicata dal suo entourage di esser vittima di una penalizzazione a vantaggio di Messi e Ribery. Recriminazioni che vengono presentate attraverso un conto lunghissimo (non sfuggano le indiscrezioni secondo cui Ronaldo potrebbe disertare la cerimonia di premiazione). E il possibilissimo sgambetto ucraino alla Francia potrebbe esser la stampella in zona Cesarini. Anzi, ormai anche oltre...

''La rabbia della disperazione'', titola l'Equipe mostrando i volti tesi di chi potrebbe diventare protagonista di una disfatta. La Francia ha paura, ma piu' di se stessa che degli avversari. Perche' - osserva 'AgenziaInforma' - l'idea di uscire dal mondiale dopo il 2-0 subito a Kiev nello spareggio playoff contro l'Ucraina, appare quasi come un processo inevitabile, la fine di un ciclo, la definitiva certificazione di morte di quella grandeur che si era sbiadita quattro anni fa in quel disastroso mondiale in terra sudafricana (un pareggio e due sconfitte) e che adesso si sta polverizzando agli occhi di una opinione pubblica che non tollera piu' i capricci delle star, le liti interne, l'assenza di spirito e orgoglio nazionale. Esaurito il tempo della depressione, i Blues stanno cercando di creare, nel ritiro a Clairefontaine in vista del match decisivo allo Stade de France parigino, le condizioni della rivolta con Giroud e Sakho che hanno usato parole forti per dire che non e' troppo tardi, che si puo' fare, che nulla e' perduto, che la squadra c'e'. Ma appare piu' un grido di dolore e una richiesta di aiuto che una chiamata alle armi. Neanche gli appelli rivolti ad un candidato al Pallone d'Oro come Franck Ribery sono piu' convinti: il francese non ha inciso nel match della svolta, finendo in quel vortice di apatia e insicurezza, rabbia e frustrazione.

A Kiev, Giroud e Benzema non si sono neppure guardati in faccia durante il cambio, Nasri ha collezionato una serie di errori a ripetizione. E il Ct Deschamps non e' stato capace di sedare i contrasti tra star non riuscendo a placare quelle tensioni etiche ancora latenti nello spogliatoio, le stesse che nel 2010 generarono lo ''sciopero della vergogna'' degli ammutinati che solidarizzarono con Anelka protagonista di un vibrante alterco con l'allenatore Domenech, gia' criticato aspramente da stampa e tifosi. Quattro anni fa la Francia si conquisto' il pass mondiale in Sudafrica grazie al colpo di mano di Henry contro l'Irlanda che fece infuriare Trapattoni, escluso dal torneo per una svista arbitrale ''esagerata''. Stavolta la sorte potrebbe non bastare, anche se gli ucraini sono preoccupati per quel precedente inglorioso per la 'grandeur' di una nazione e una nazionale come la Francia. Vent'anni fa si consumo' l'ultimo scivolone dei Blues, che fallirono l'accesso al mondiale statunitense del 1994. Inserita in un girone comprendente anche la Svezia, la Francia di Houllier spreco' una prima occasione perdendo 3-2 in casa contro Israele (a dieci minuti dalla fine vincevano 2-1) e venne eliminata dopo l'ultima partita delle qualificazioni, battuta al Parco dei Principi, all'ultimo minuto, per 2-1 dalla Bulgaria. Le sarebbe bastato un pari. Splendido nella sua brutalita' e ironia il titolo che fece il quotidiano Liberation l'indomani: ''Francia qualificata ai Mondiali del '98'', alludendo alla certezza d'essere presente alla Coppa del Mondo successiva poiche' l'avrebbero organizzata in casa.

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RIBERY CRISTIANO RONALDO

BANNERLA SPAGNA LANCIA LA CAMPAGNA ANTI-RIBERY PALLONE D'ORO
(ma le votazioni sono già chiuse)

 

Franck Ribery Pallone d'Oro? Le votazioni (segrete) si sono già chiuse, ma in Spagna monta una polemica preventiva da alcuni giorni: sarebbe giusto assegnare il massimo trofeo individuale a un calciatore eliminato nelle qualificazioni Mondiali, pur giocando in una nazionale teoricamente di livello come la Francia? Ovviamente in terra iberica si soffia per la conferma di Leo Messi (fermo però ai box, questo non può essere il suo anno dopo un poker consecutivo) e, ancor di più, per la consacrazione di Cristiano Ronaldo (ammesso che Ibra non butti fuori il Portogallo...). Tutto il battage mediatico legato al Real Madrid - Carletto Ancelotti in primis con varie interviste - è mobilitato per contrastare la candidatura di Ribery (e di tutta la Francia, col timore iberico che il presidente transalpino dell'Uefa, Michel Platini, non strizzi l'occhio all'asso del Bayern Monaco), senza dimenticare la recente stizza di CR7 per l'imitazione da parte di Sepp Blatter (che lo dipinse come un 'soldatino') e la sensazione comunicata dal suo entourage di esser vittima di una penalizzazione a vantaggio di Messi e Ribery. Recriminazioni che vengono presentate attraverso un conto lunghissimo (non sfuggano le indiscrezioni secondo cui Ronaldo potrebbe disertare la cerimonia di premiazione). E il possibilissimo sgambetto ucraino alla Francia potrebbe esser la stampella in zona Cesarini. Anzi, ormai anche oltre...

''La rabbia della disperazione'', titola l'Equipe mostrando i volti tesi di chi potrebbe diventare protagonista di una disfatta. La Francia ha paura, ma piu' di se stessa che degli avversari. Perche' - osserva 'AgenziaInforma' - l'idea di uscire dal mondiale dopo il 2-0 subito a Kiev nello spareggio playoff contro l'Ucraina, appare quasi come un processo inevitabile, la fine di un ciclo, la definitiva certificazione di morte di quella grandeur che si era sbiadita quattro anni fa in quel disastroso mondiale in terra sudafricana (un pareggio e due sconfitte) e che adesso si sta polverizzando agli occhi di una opinione pubblica che non tollera piu' i capricci delle star, le liti interne, l'assenza di spirito e orgoglio nazionale. Esaurito il tempo della depressione, i Blues stanno cercando di creare, nel ritiro a Clairefontaine in vista del match decisivo allo Stade de France parigino, le condizioni della rivolta con Giroud e Sakho che hanno usato parole forti per dire che non e' troppo tardi, che si puo' fare, che nulla e' perduto, che la squadra c'e'. Ma appare piu' un grido di dolore e una richiesta di aiuto che una chiamata alle armi. Neanche gli appelli rivolti ad un candidato al Pallone d'Oro come Franck Ribery sono piu' convinti: il francese non ha inciso nel match della svolta, finendo in quel vortice di apatia e insicurezza, rabbia e frustrazione.

A Kiev, Giroud e Benzema non si sono neppure guardati in faccia durante il cambio, Nasri ha collezionato una serie di errori a ripetizione. E il Ct Deschamps non e' stato capace di sedare i contrasti tra star non riuscendo a placare quelle tensioni etiche ancora latenti nello spogliatoio, le stesse che nel 2010 generarono lo ''sciopero della vergogna'' degli ammutinati che solidarizzarono con Anelka protagonista di un vibrante alterco con l'allenatore Domenech, gia' criticato aspramente da stampa e tifosi. Quattro anni fa la Francia si conquisto' il pass mondiale in Sudafrica grazie al colpo di mano di Henry contro l'Irlanda che fece infuriare Trapattoni, escluso dal torneo per una svista arbitrale ''esagerata''. Stavolta la sorte potrebbe non bastare, anche se gli ucraini sono preoccupati per quel precedente inglorioso per la 'grandeur' di una nazione e una nazionale come la Francia. Vent'anni fa si consumo' l'ultimo scivolone dei Blues, che fallirono l'accesso al mondiale statunitense del 1994. Inserita in un girone comprendente anche la Svezia, la Francia di Houllier spreco' una prima occasione perdendo 3-2 in casa contro Israele (a dieci minuti dalla fine vincevano 2-1) e venne eliminata dopo l'ultima partita delle qualificazioni, battuta al Parco dei Principi, all'ultimo minuto, per 2-1 dalla Bulgaria. Le sarebbe bastato un pari. Splendido nella sua brutalita' e ironia il titolo che fece il quotidiano Liberation l'indomani: ''Francia qualificata ai Mondiali del '98'', alludendo alla certezza d'essere presente alla Coppa del Mondo successiva poiche' l'avrebbero organizzata in casa.

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