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PERROTTA

PERROTTA "SIAMO SEMPRE STATI CON ZEMAN" - "La squadra e' con Zeman, lo e' sempre stata e non vedo perche' non dovrebbe esserlo in questo momento. Sotto certi aspetti, pero', le parole della societa' sono giuste, perche' non mettere in discussione nessuno in un momento cosi' delicato sarebbe poco serio e un po' ipocrita". Il centrocampista della Roma Simone Perrotta ha espresso pieno sostegno per l'allenatore Zdenek Zeman, dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi. "La situazione e' sicuramente delicata, siamo in una posizione di classifica che non ci compete per colpa dei risultati ottenuti finora in campionato. Tutti ci sentiamo sotto osservazione, sappiamo che bisogna dare di piu', i risultati sono sotto gli occhi di tutti e dunque bisogna invertire la tendenza". Perrotta, infine, ha commentato il possibile derby contro la Lazio nella finale della Coppa Italia: "Speriamo di qualificarci - ha dichiarato il centrocampista giallorosso -, noi dobbiamo ancora giocare il ritorno contro l'Inter, abbiamo un risultato positivo sulle spalle e arrivare in finale contro la Lazio sarebbe una cosa molto bella perche' all'Olimpico ci sara' un'atmosfera sicuramente diversa, piu' emozionante".

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SABATINI DOPO IL FACCIA A FACCIA CON IL BOEMO:
ANCORA INSIEME CON ZEMAN

"Siamo totalmente soddisfatti e siamo come sempre insieme per combattere le nostre battaglie". Lo ha detto il ds della As Roma, Walter Sabatini, ai microfoni di Roma Channel.

Poi ha ricordato: avevamo un dubbio, ora "abbiamo rimosso questo dubbio, che era un dubbio comunque potente e che ci aveva turbato".

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ROMA, PRONTO LAURENT BLANC - Le parole pronunciate da Walter Sabatini nella giornata di lunedì (vedi sotto) hanno di fatto aperto ufficialmente la crisi-Zeman. Il boemo è stato di fatto esautorato dalla dirigenza della Roma. Per ora resta in panca, ma il futuro è più in bilico che mai.

Paga i cattivi risultati (la squadra che sognava lo scudetto o almeno la qualificazione in Champions è ottava), oltre a uno spogliatoio inquieto. Dal caso-De Rossi alla sparate di Stekelmburg (su cui il boemo aveva chiesto regole scritte dalla società, ricevendone pubblica risposta negativa domenica) il vaso pare colmo. L'idea è di ripartire nel breve o nel medio periodo da un allenatore di primo piano. Il nome sulla bocca di tutti nella capitale è quello di Laurent Blanc. Attualmente l'ex ct della Francia è libero e può arrivare nel giro di pochi giorni. In più era già stato cercato prima di Zeman e anche prima di Luis Enrique (ai tempi anche dei contatti tra Franco Baldini e Villas Boas). Il matrimonio potrebbe essere celebrato ora. Si è anche parlato di un Max Allegri in uscita dal Milan a fine stagione, ma l'ipotesi al momento è tutta da verificare. Tra i traghettarori sono invece circolati i nomi di due ex giallorossi: Panucci e Zago.

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SABATINI: "RIFLESSIONI SU ZEMAN"

"Si sta vivendo un rapporto, non lo stiamo consumando fino in fondo". Cosi' il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, sulla situazione di Zdenek Zeman, ufficialmente in bilico sulla panchina della Roma dopo il 3-3 di Bologna e, soprattutto, lo sfogo in conferenza stampa del boemo, che ha attaccato la societa' sulla necessita' di avere regole comportamentali scritte (dopo lo sfogo di Stekelemburg contro il boemo). "Zeman e' l'allenatore che ha scelto la Roma in maniera quasi euforica - spiega Sabatini a margine della presentazione di Torosidis - lo abbiamo scelto pensando che avrebbe fatto prevalere la voglia di fare il calcio nella testa dei ragazzi, un calcio non garibaldino ma arrogante, prepotente che volesse schiacciare l'avversario con azione dinamica rivolta prevalentemente alla parte offensiva".

"Era un'esigenza forte - ha aggiunto - e in questo lui e' riuscito: crediamo che la nostra gente meriti squadre che giocano un calcio di questo genere. Qualora andassimo a fare correttivi li faremo sempre indirizzati da quella parte. Zeman ha centrato questo obiettivo: la squadra ha il miglior attacco della serie A, il che non racconta di una squadra formidabile, ma di una squadra che quella cosa la sa fare. Zeman lo abbiamo lasciato lavorare e lui con molto coraggio ha immediatamente capito potenzialita' e possibilita' di calciatori che potevano o essere migliorati, faccio riferimento a Lamela ma non solo a lui, o scoperti e lanciati quindi un bel tratto del suo lavoro e' stato apprezzato dalla societa' dagli sportivi e da tutti noi. Credo anche dai calciatori. Dopo, pero', si arriva a una situazione, quella odierna, di poca soddisfazione rispetto a quello che la squadra riesce a produrre e adesso ci fermeremo un po' interrogandoci sui motivi che non ci hanno portato a fare cose congrue alle richieste, parlo di lavoro, di proposte".

"Oppure - prosegue Sabatini - abbiamo sbagliato qualcosina nel comporre l'organico, e' una fase di studio che contempla anche l'idea di potere cambiare l'allenatore, molto marginalmente perche' l'allenatore ha fatto bene con noi, nonostante tutto, e di cui siamo contenti". E ancora: "Non siamo per niente condizionati dalle sue dichiarazioni di sabato, poi rivendute come un attacco ai dirigenti. Non ci siamo sentiti attaccati visto che ha citato l'assenza di un regolamento che lo avrebbe aiutato, credo sia stata una cosa detta senza secondi fini. Non c'e' questo rapporto tra di noi, non mi sono sentito minimamente sfiorato, ho solo rilevato le cose che ha detto, alcune giuste altre meno: la questione del regolamento la considererei un po' pigra visto che sa che un regolamento esiste, quello che tutte le squadre hanno, un regolamento pensiamo di farlo ma vorremmo fosse definitivo per il calciatore della roma, non per la Roma. Quando penso a un regolamento futuribile che vada a colmare tutte le richieste di una societa' che cerca di fare tante cose che dentro a un campo di calcio non si vedono... Qui c'e' una societa' attiva con obiettivi stabiliti da perseguire giorno dopo giorno e un calciatore che lavora per questa societa' deve rispondere ad un regolamento un po' particolare, non le regolette vecchie che abbiamo anche noi e non ci sembra il caso di utilizzare". Si e' parlato, ha aggiunto, "di indisciplina e devo dire che il gruppo di ragazzi che abbiamo e che magari ci fa mancare qualche vittoria e qualche punto non puo' essere attaccato come gruppo di ragazzi non in gamba: sono educati, fortissimi dal punto di vista interiore e dei comportamenti. Sono 25 calciatori e qualche esuberanza c'e', qualche birichinata c'e' e ci mancherebbe altro sono ragazzi. Ma sono persone serie e mai noi dirigenti abbiamo incrociato giocatori svogliati o non votati alla causa, sono tutti totalmente presi dal lavoro che fanno, con le loro debolezze come le abbiamo tutti".

La fase di studio su Zeman durera' fino a oltre venerdi': "Se si chiede se venerdi' (quando si giocherà Roma-Cagliari, ndr) ci sara' un altro allenatore se perdiamo, non rispondo. Dico che siamo in fase di riflessione e ne parleremo anche col mister. Non vivo come un errore avere riportato Zeman a Roma, Zeman ci ha dato anche cose importantissime che saranno godute da questa societa' certamente, l'idea di essere una squadra col migliora attacco della siere A ce la lascia o ce la lascerebbe, spero sia lui a produrre numeri ancora migliore. Il fatto di avere messo dentro un ragazzino di 18 anni (Marquinhos, ndr) capendone le prerogative reali e' un grande vantaggio che non mi fa mai rammaricare di avere preso Zeman. Zeman le cose che doveva portare ce le ha portate, ora deve essere straordinariamente bravo a coagulare altre cose attorno a quelle fatte".

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