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Umbria
palestra scuola

Individuare le difficoltà di apprendimento per intervenire in maniera tempestiva ed efficace mettendo, al contempo, la scuola nella condizione di svolgere in autonomia il proprio lavoro. Prevenire il disagio scolastico approntando, dove necessario, strumenti e metodi di studio mirati. Questi gli obiettivi del progetto “La scuola per tutti in Umbria”, un'attività unica a livello nazionale per le sue caratteristiche specifiche, partita nell'anno scolastico 2004/2005 e che in maniera continuativa prosegue il suo percorso ormai da 9 anni.

Un'azione avviata con un numero ristretto di scuole in via sperimentale e che ormai coinvolge molti istituti in tutta l'Umbria con risultati notevoli. Proprio in questi giorni, grazie all'auto finanziamento delle stesse scuole e alla loro volontà di proseguire nella direzione avviata, gli screening stanno ripartendo: saranno oltre 2.500 i bambini che affronteranno le prove nell'anno scolastico 2012/2013. Prendendo in considerazione i bisogni speciali dei bambini e divulgando agli insegnanti e alle famiglie le nuove conoscenze relative ai Dsa (disturbi specifici dell'apprendimento), si è realizzato un processo di formazione capillare del territorio, eterogeneo ma molto sensibile alle problematiche del disagio scolastico e alla prevenzione dell’insuccesso scolastico.

La significatività di questo progetto sta nel fatto di proporre percorsi di identificazione precoce delle difficoltà fotografando l’andamento della classe, ma soprattutto nel formare gli insegnanti circa l’evoluzione naturale dei percorsi di apprendimento, le eventuali difficoltà e la possibilità di progettare ed attivare attività laboratoriali guidate che permettano di rinforzare il processo di apprendimento.

Come spiega Moreno Marazzi, psicologo del Centro Fare, centro accreditato dalla Regione Umbria per effettuare la diagnosi DSA (Disturbi specifici dell'apprendimento) e rilasciare la relativa certificazione, tra i referenti scientifici del progetto: “La nostra esperienza di centro specialistico ci porta a ritenere di fondamentale importanza in questo campo una stretta collaborazione tra insegnanti e clinici. Un’insegnante preparata riesce ad interfacciarsi in maniera efficace ed efficiente con i clinici che intervengono sui singoli casi, attraverso la condivisione di un linguaggio comune, ma soprattutto è in grado di ridurre invii non adeguati al servizio pubblico”.

I numeri di questo progetto, che ha visto la nostra regione tra le prime a prendere iniziativa a livello nazionale, anche grazie alle sollecitazioni della sezione Aid (Associazione Italiana Dislessia) di Perugia, sono notevoli, a dimostrazione dell'impegno messo in campo da Istituzioni, Usr (Ufficio scolastico regionale) e scuole su tutti, Regione Umbria, Comuni e Asl. Lo screening ha interessato nel corso degli anni circa 7.000 bambini in quasi 70 scuole del territorio regionale (Perugia, Magione, Deruta, Foligno, Orvieto, Castiglione del Lago, Gubbio, Gualdo, Città di Castello, Assisi, Bettona, Deruta, Terni, Passignano, Bastia, Petrignano, etcc.)

Come spiega Marina Locatelli, sez. Aid di Perugia e direttore del Centro Fare, centro specialistico sull'apprendimento, coordinatore del progetto: “L’utilizzo della forma della Ricerca-Azione (identificazione dei disturbi e formazione insegnanti), che coinvolge direttamente le scuole ed il corpo docente, è volto a garantire il radicamento dell’esperienza all’interno della scuola e a rendere l’identificazione precoce delle difficoltà uno strumento di lavoro proprio. La realizzazione del progetto su tutti i bambini umbri in forma longitudinale ha permesso di misurare e di raffinare la sensibilità e specificità degli strumenti utilizzati in modo da ridurre al minimo la percentuale di falsi positivi (bambini che appaiono a rischio, ma non hanno un DSA) e di falsi negativi (bambini che non appaiono a rischio, ma svilupperanno un DSA)”.

Cos'è e come funziona l’identificazione precoce e perché è utile: l’età minima in cui è possibile effettuare una diagnosi certa dei disturbi specifici di apprendimento coincide generalmente con il completamento del secondo anno della scuola primaria. In questo periodo infatti si completa il ciclo dell’istruzione formale al codice scritto e si ha una riduzione significativa dell’elevata variabilità interindividuale nei tempi di acquisizione della lettura (e quindi una significativa attendibilità della formulazione diagnostica). Questo implica, nella realtà dei fatti, che solo alla fine del secondo anno di scuola ci si ponga il problema della probabile esistenza di un disturbo e si avviino le procedure di segnalazione alla famiglia ed ai servizi sanitari. Di fatto si arriva ad una formulazione diagnostica alla fine del terzo anno di scuola primaria e quindi ad un avvio dell’intervento in 4 classe. Poiché nei disturbi di sviluppo, a cui i DSA appartengono, la precocità della diagnosi e quindi dell’intervento, sono tra i fattori più importanti per una buona evoluzione del disturbo, la possibilità di anticipare la diagnosi di DSA è una sfida prioritaria.

I risultati del progetto “La scuola per tutti in Umbria” sono evidenti: diminuzione di casi di bambini in difficoltà nelle prove di maggio se dopo la prima prova di gennaio vengono intrapresi percorsi didattici specifici di rinforzo per i soggetti a rischio; diminuzione di invii impropri ai servizi (falsi positivi) nel primo anno di scuola primaria; l’ottenimento di risultati soddisfacenti con l’utilizzo di un percorso economico che prevede la somministrazione di semplici prove collettive (dettato di 16 parole a gennaio e maggio ed una prova di lettura a maggio) che, sotto la supervisione di esperti sanitari, gli insegnanti che hanno seguito costantemente le attività di formazione possono gestire autonomamente. www.centrofare.it – www.aiditalia.org

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