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UniCredit/ Ghizzoni: entro anno la bad bank sulel sofferenze. Apple Pay partner potenziale

Nascerà "entro fine anno" il veicolo comune per i crediti in ristrutturazione cui stanno lavorando da mesi Unicredit, Intesa Sanpaolo e l'americana Kkr. L'aggiornamento sulla tempistica arriva da Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit. Il progetto, ha spiegato a margine della presentazione dell''Unicredit pavilion' di Milano, "va avanti" e andra' in porto "entro fine anno": "Il problema adesso - ha sottolineato - e' piu' di costruzione legale e amministrativa, ma il principio e' confermato".

Il Ceo ha spiegato poi che Apple Pay, il nuovo sistema via iPhone per i pagamenti elettronici lanciato ieri da Apple, può essere "un problema o un'opportunità". Per Ghizzoni, però, Apple Pay potrebbe essere più un potenziale partner o comunque un sistema da cui imparare o a cui attaccarsi. "Dell'innovazione non bisogna avere paura, tanto arriva, quindi, tanto vale saltarci dentro".

In attesa di saltarci dentro, il progetto allo studio con Kkr e Intesa Sanpaolo per la valorizzazione dei crediti in ristrutturazione va avanti con la chiusura prevista entro fine anno. Il problema, ha puntualizzato l'ad, "è più di costruzione legale e amministrativa ma il principio è confermato".

Sulla vendita del 50% di Pioneer, invece, Ghizzoni non vuole fare commenti ("non commento, ho già detto che non commento"). Secondo indiscrezioni, Unicredit starebbe per concedere lunedì prossimo l'esclusiva a uno dei tre pretendenti in gara per l'ingresso nella controllata di asset management con un patrimonio gestito di 185 miliardi.

Nella tarda serata di ieri è infatti scaduto il termine per confermare o rivedere le proposte presentate a fine luglio e sembra che i concorrenti (Banco Santander, Cvc e Advent) abbiano affinato le loro offerte, accorciando le distanze dalla valorizzazione di 3 miliardi di euro per il 100% che era l'obiettivo di partenza di Unicredit.

Quindi lunedì 15, al più tardi qualche giorno dopo, Unicredit potrebbe concedere l'esclusiva a uno dei tre, per finalizzare l'operazione che andrebbe nella direzione di trovare un partner industriale. Unicredit manterrebbe il controllo di Pioneer e rafforzerebbe ulteriormente il capitale: secondo i calcoli di una sim milanese valorizzando il 50% di Pioneer 1,5 miliardi, Unicredit dovrebbe migliorare di 15 punti base il CET1 ratio che al secondo semestre si attestava al 10,58%.

Soffermandosi, infine, sull'economia in generale, a detta di Ghizzoni, il piano franco-tedesco da 300 miliardi in investimenti infrastrutturali è indispensabile per poter immaginare un po' di crescita in Europa. Poi è ovvio che tutti devono fare la loro parte: imprenditori e governi con ulteriori riforme. Senza investimenti, tuttavia, non si crea sviluppo, occupazione o rilancio dei consumi. "Il dibattito è molto più intenso ora e le aperture fatte da tutti i Paesi al di là delle singole posizioni è decisamente molto più orientato alla crescita oggi rispetto a qualche mese fa".

Riguardo al dibattito sull'austerità necessaria in Europa, Ghizzoni ha sottolineato che "più che meno austerità si tratta di tenere i conti in ordine". In ogni caso, ci sono spazi per fare investimenti che "non sono un costo ma sviluppo e vanno gestiti in modo diverso rispetto ai costi che, invece, vanno tenuti sotto controllo e in parte tagliati. Agli investimenti non si può rinunciare". A Piazza affari il titolo Unicredit è stabile sulla parità a quota 6,30 euro.

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