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Argentario, Il Pellicano riapre. Roberto Sciò: un atto di amore verso l’Italia

La storia dell’Hotel Il Pellicano di Porto Ercole  è strettamente intrecciata alle personalità più in vista del jet set internazionale, che lo hanno frequentato fin dalla sua fondazione negli anni 60

Gli abruzzesi. Gente testarda, perseverante ed audace. Se si mettono in testa qualcosa riescono con maggiore capacità degli altri. Non c’è dubbio, è la storia a parlare. Gabriele d’Annunzio, abruzzese doc, ne è la più tipica rappresentazione. Ma poi ci sono anche intellettuali come Ignazio Silone ed Ennio Flaiano, politici come Mazzarino e Benedetto Croce. Più recentemente come non ricordare il leader dei Radicali Marco Pannella, abruzzese natio di Teramo. Tra gli imprenditori del settore alberghiero la medaglia di vincitore spetta a Roberto Sciò, che ci tiene molto alle sue origini abruzzesi, tanto che ancora oggi conserva una casa di campagna nella sua amata Abruzzo nella quale, appena può, si rifugia. Quest’ultimo rappresenta quella generazione di italiani che, tassello dopo tassello, hanno saputo costruire un successo che, mai quanto nel suo caso, è diventato planetario. E l’idea che il suo più grande successo, Il Pellicano di Porto Ercole, potesse rimanere chiuso per tutta la stagione estiva del 2020, a causa del Coronavirus che sta devastando il settore turistico ed alberghiero internazionale, non lo faceva dormire la notte. Così come non lo faceva dormire il pensiero di dover lasciare a casa per una intera stagione, decine e decine di lavoratori che, grazie al lavoro di squadra, ogni anno compiono il miracolo di far funzionare una complessa macchina come quella di un grande albergo internazionale. Armato di buona pazienza, con il suo staff, Roberto Sciò ha lavorato duramente affinché il celebre albergo dell’Argentario riaprisse con tutte le norme di sicurezza del caso. Questo significa che a partire dal 26 giugno l’hotel più celebre della costa toscana, tornerà ad ospitare la sua clientela affezionata. Una clientela fatta di personalità del jet set internazionale che a partire dal 1964, anno in cui l’hotel fu costruito dalla coppia di globe trotter americani Michael e Patricia Graham, che acquistarono da Alessandro “Tinti” Borghese una vasto appezzamento di terreno non lontano dal centro abitato di Porto Ercole, su progetto dell’architetto Antonio Canali. Dal 1979 la struttura alberghiera, che negli anni si è allargata includendo molte ville limitrofe, come quella di Marta Marzotto e di Charlie Chaplin, è di proprietà di Roberto Sciò. Susanna Agnelli è stata sindaco del Comune di Monte Argentario dal 1974 al 1984, e gran parte del clan Agnelli - Rattazzi (la sorella dell’Avvocato ebbe 6 figli dal conte Urbano Rattazzi)  reclutava il bel mondo romano e torinese sulle coste toscane dell’Argentario. Erano anche gli anni in cui la regina Giuliana d’Olanda era di casa al Pellicano, perché possedeva la villa l’Elefante Felice (The Happy Elephant) il cui nome derivava dal fatto che il principe consorte Bernado d’Olanda era diventato un animalista convinto, dopo essere stato un cacciatore altrettanto convinto. Lunga, lunghissima la lista di ospiti e frequentatori illustri del Pellicano. Rodolfo e Consuelo Crespi con la loro figlia Pilar, Valentino, Emilio Pucci, Anna Fendi, Elsa Peretti, Stavros Niarchos, Mario Testino, e più di recente Andrea Casiraghi, Pierre Casiraghi, Tatiana Santo Domingo, Bianca Brandolini d’Adda, Margherita Maccapani Missoni, Stefano Tonchi, Vladimir Restoin-Roitfeld, Gelasio Gaetani d’Aragona. Neppure dieci anni fa, nel 2011, fu pubblicato un pregevole volume curato da Robert Violette in cui viene raccontata, con il corredo di magnifiche fotografie di Slim AArons, John Swope, Juergen Teller, la storia glamour di una casa toscana, come simpaticamente è stato definito Il Pellicano. Nel libro è possibile scoprire la storia glamour de Il Pellicano e della coppia Michael e Patricia Graham che lo costruirono, dapprima, come un nido d'amore privato, e poi, con il passare degli anni, come struttura aperta alle star del cinema e dell’aristocrazia internazionale. Oggi Marie-Louise Sciò affianca il padre Roberto nella conduzione dell’albergo, in qualità di direttore creativo e vice presidente del gruppo Pellicano Hotels, mantenendo Il Pellicano al passo con i tempi, in un equilibrio perfetto tra contemporaneità e atmosfera retrò. A causa delle restrizioni determinate dal Coronavirus, Il Pellicano metterà a disposizione soltanto 25 delle 52 camere di cui dispone la struttura, rendendo ancora più intima l’accoglienza della casa toscana. La riapertura del 26 giugno sarà l’occasione per celebrare l’Italia e la Toscana, portando in tavola menu stagionali e una cucina tipica della tradizione gastronomica del territorio. Ogni settimana saranno disponibili degustazioni di vino, formaggi e altri prodotti locali, per offrire agli ospiti quanto di meglio la regione può regalare e, al tempo stesso, per sostenere gli agricoltori e i produttori locali. In modalità del tutto nuova, riaprirà anche La Posta Vecchia di Palo Laziale (Ladispoli), già residenza privata del miliardario americano Paul Getty, sempre del Gruppo Sciò, che verrà messa a disposizione come casa di famiglia. Una lussuosa villa sul mare con 19 camere, in un parco di sei ettari, e un orto da cui lo chef interno attinge per realizzare i piatti della tradizione italiana. Per quanto riguarda invece Mezzatorre, il nuovo hotel del Gruppo sito a Ischia, quest’anno rimarrà chiuso per poter ultimare i lavori di ristrutturazione e riapre a pieno regime nel 2021.

LE GRANDI FAMIGLIE DELL’HOTELLERIE PER LA RINASCITA DELL’ITALIA

“La cura siamo anche noi”. É stato questo il pensiero di sette grandi famiglie dell’hôtellerie italiana che, dopo l’iniziativa promossa dalla famiglia Costa nel loro albergo Posta Marcucci di Bagno Vignoni, hanno deciso di unirsi facendo quello che sanno fare meglio: prendersi cura delle persone. Davanti all' emergenza Coronavirus, la famiglia Sciò con l’Hotel Il Pellicano di Porto Ercole, la famiglia Costa con l’Hotel La Perla di Corvara, la famiglia Melpignano con Borgo Egnazia, la famiglia Gualandi con l’Hotel Cristallo di Cortina, la famiglia Varese, la famiglia Rossi e la famgilia Bertolini con l’Hotel Royal Sanremo, la famiglia Moretti con l’Andana e l’Albereta e la famiglia Madonna con l’Hotel Byron di Forte dei Marmi ed il Plaza E De Russie a Viareggio si sono unite per offrire ospitalità, solidarietà e umanità agli eroi che hanno combattuto in prima linea. Dal nord al sud del Paese, gli albergatori di queste famiglie simbolo dell’alta ospitalità italiana, hanno deciso di aprire le porte dei loro hotel a tutti coloro che stanno lottando in prima linea per far fronte alla pandemia: medici, rianimatori e infermieri dei reparti di terapia intensiva. A queste persone che stanno dando tutto – spesso anche la vita – per affrontare l’emergenza, gli hotel offriranno soggiorni gratuiti di 1 o 2 notti non appena le condizioni lo renderanno possibile. Ogni hotel avrà un’offerta specifica che potrà essere concordata al momento della prenotazione. Come in molti altri luoghi del mondo, il settore dell’ospitalità è tra i più colpiti dalla crisi, ma in questo momento le famiglie impegnate in questo progetto, non hanno potuto fare a meno di offrire il loro sostegno a chi, ogni giorno, lavora instancabilmente per salvare vite. É stata immaginata come “la vacanza che verrà”, nell’ottica di guardare al futuro con speranza, gratitudine, coraggio e resilienza per un’Italia sofferente ma che troverà il modo di rialzarsi. L’offerta comprende un soggiorno di 1 o 2 notti dalla domenica al giovedì. Il personale medico potrà essere ospitato fino a novembre 2020 escluso il periodo che va dal 13 al 26 agosto.  Il voucher è nominale e si potrà scegliere un solo hotel aderente all’iniziativa. Ogni struttura ha messo a disposizione un minimo di 50 notti. Le prenotazioni andranno effettuate direttamente con gli uffici booking di ogni albergo.

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