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Reportage dalla Biennale Venezia/ Un museo per l'intero sapere dell'umanità
Paul McCarthy - Children’s Anatomical Educational Figure

 

biennale 22Padiglione SudamericaGuarda la gallery

di Maria Carla Rota

 

Un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità. E' a questa utopistica idea creativa di Marino Auriti, che nel 1955 la depositò all’ufficio brevetti statunitense, che si ispira la 55esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, aperta al pubblico fino a domenica 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale.

Curata da Massimiliano Gioni e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, la Mostra è affiancata da 88 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 10 i Paesi presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay e Tuvalu.

Novità assoluta è anche la partecipazione della Santa Sede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi. In Principio è il titolo scelto dal Card. Gianfranco Ravasi (Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura) per il Padiglione curato da Antonio Paolucci (Direttore dei Musei Vaticani).

Il Palazzo Enciclopedico, che si  apre al Padiglione Centrale ai Giardini con una presentazione del Libro Rosso di Carl Gustav Jung, forma un unico percorso espositivo con opere che spaziano dall’inizio del secolo scorso a oggi, e con molte nuove produzioni, includendo più di 150 artisti provenienti da 38 nazioni.

Indaga il desiderio di sapere e vedere tutto: è una mostra sulle ossessioni e sul potere trasformativo dell’immaginazione. Il sogno di una conoscenza universale e totalizzante ha attraversato e attraversa tutta la storia dell’arte e dell’umanità, accomunando artisti, scrittori, scienziati e profeti che hanno cercato – spesso invano – di costruire un’immagine sintetica del mondo. Un'istanza che oggi, con il diluvio dell’informazione digitale, si fa ancora più forte e allo stesso tempo più disperata.

 

biennale 10Paul McCarthy - Children’s Anatomical Educational FigureGuarda la gallery

 

“Nel corso di questi anni – spiega il Presidente della Biennale Paolo Baratta – nella rappresentazione del contemporaneo è cresciuto il desiderio dei nostri curatori di mettere gli artisti in prospettiva storica o di affinità reciproca, evidenziando legami e relazioni sia col passato, sia con altri artisti del presente. Nello stesso tempo, rispetto all’epoca delle avanguardie, è cresciuta sempre più l’attenzione verso l’intensità della relazione tra l’opera e lo spettatore il quale, ancorché scosso da gesti e provocazioni, alla fine ricerca nell’arte l’emozione del dialogo con l’opera, che deve provocare quell’ansia ermeneutica, quel desiderio di andare oltre che ci si attende dall’arte.”

“In questa direzione – prosegue Baratta – compie un passo decisivo questa Biennale che dà vita a una grande mostra-ricerca. Con Il Palazzo Enciclopedico Massimiliano Gioni, assai più che portarci un elenco di artisti contemporanei, riflette sulle loro spinte creative e sembra portare ancora più avanti il quesito: ma qual è il mondo degli artisti? L’interesse prospettico arriva al punto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cui sono rappresentate opere di artisti contemporanei, ma anche opere del passato, riferimenti diversi, lavori che non hanno la pretesa di opere d’arte, ma che fanno parte degli stimoli a immaginare e sognare oltre la realtà, un’altra realtà. Insomma, quelle visioni che hanno nel tempo classico sollecitato le ‘aspirazioni’ degli artisti, nel tempo moderno le ‘ossessioni’ degli stessi, e a dar forma sensibile alle une e alle altre, fino al tempo presente, ove si verifica un vero e proprio capovolgimento. Oggi, ci sembra dire Gioni, è la realtà ordinaria a offrire su una tavola imbandita una pletora di immagini e visioni per l’uso quotidiano, e che tutte ci colpiscono senza possibilità di sfuggirle e che l’artista dovrebbe semmai attraversare restando indenne, come Mosè il Mar Rosso.”

 

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