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A San Gimignano per vedere Pintoricchio, pittore dei Papi

di Paola Serristori

Nel momento di maggiore successo e di piena maturità artistica Pintoricchio, dopo avere lavorato per cinque Papi a Roma ed aperto una propria bottega a Siena, ha creato la complessa "pala dell'Assunta di San Gimignano", figura di Madonna racchiusa in una mandorla, circondata da cherubini, ai suoi piedi San Gregorio Magno e San Benedetto. Su commissione, il 23 ottobre 1510, di fra Giovanni da Verona, intarsiatore apprezzato da Papa Giulio II, appartenente alla confraternita degli olivetani di regola benedettina di Barbiano, nei pressi di San Gimignano. L'opera di Bernardo di Betto, detto Pintoricchio, è al centro della mostra inaugurata da Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, alla Pinacoteca civica di San Gimignano, dove resterà aperta sino al 6 gennaio 2015.

"E' una mostra piccola, ma molto significativa. Ringrazio, in particolare la società Opera del Gruppo Civita per come ha raccolto le opere di Pintoricchio - spiega Claudia La Malfa, esperta del pittore umbro, docente dell'Università telematica internazionale Uninettuno, e curatrice della mostra - . Qualche anno fa ho già avuto la fortuna di lavorare per l'esposizione organizzata dalla Soprintendenza di Perugia, dove si è ricostruita la vita e l'attività principale di questo artista, nato a Perugia, alla fine del '400, e che ha trascorso molti anni a Roma per poi trasferirsi a Siena e da lì ha lavorato nel Senese. Tuttavia ho trovato la mostra attorno alla pala dell'Assunta un'occasione eccezionale per approfondire gli anni senesi, tema della mostra 'Pintoricchio. La pala dell'Assunta di San Gimignano e gli anni senesi'. La pala dell'Assunta, realizzata nel 1510, è una delle opere più straordinarie di Pintoricchio ed il museo di San Gimignano è fortunatissimo ad averla. Nel 1867 era stata lasciata in prestito al Comune, che oggi la detiene. Pintoricchio aveva conquistato il mercato dell'opera a Siena. Lavorava per il signore locale Pandolfo Petrucci, per il Duomo, dove ha realizzato la Libreria Piccolomini, e nei dintorni della città. Muore nel 1513, secondo Vasari, che fu uno dei suoi massimi detrattori, molto ricco e nei favori dei Pontefici. Era uno dei più straordinari pittori di quel momento. La sua fama è stata surclassata da due episodi. La storiografia ottocentesca che ha privilegiato i pittori del Rinascimento fiorentino, che ne 'Le vite degli artisti' di Giorgio Vasari assurgono a protagonisti della stagione dorata dell'arte, invece Pintoricchio, perugino di nascita, resta in qualche modo offuscato dalla luce attorno a Botticelli, Ghirlandaio. L'altro aspetto sfavorevole è che mentre Pintoricchio si trovava a Roma e dietro incarico di Papa Giulio II affrescava il coro della chiesa di Santa Maria del Popolo, dove aveva lavorato Bramante, dove era impegnato Andrea Sansovino, Raffaello dipinge le stanze del Papa, conquistando completamente la scena. Pintoricchio, cinquantenne, riceve l'ordine della pala dell'Assunta alla conclusione del grande romanzo pittorico nel Duomo di Siena, commissionato dal cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, nipote di Papa Pio II. Il lavoro alla pala si protrae sino al febbraio 1512. Pintoricchio morirà nel dicembre 1513. Dunque, ci troviamo di fronte ad un'opera molto importante per conoscere l'arte di uno dei massimi esponenti del Rinascimento".

La mostra su Pintoricchio figura a buon titolo tra le iniziative con cadenza annuale - nel 2015 sarà ricordata l'opera di Filippino Lippi - che sostengono la candidatura di Siena Capitale Europea della Cultura 2019. Il Soprintendente Cristina Acidini sottolinea: "Se fra le altre insigni opere d'arte rinascimentale il Museo Civico di San Gimignano può esporre l'ultima grande pala di Bernardino Betti detto il Pintoricchio, con la Madonna in gloria tra i santi Gregorio Magno e Benedetto, ciò dipende strettamente dalla convergenza per certi aspetti eccezionale dei percorsi di storie diverse, nella storia civile e nello sviluppo economico, così come nella religione e nella cultura secolare, una convergenza che fece fiorire la stagione artistica rinascimentale in Firenze e in Siena, includendo in essa San Gimignano, che dalle due città era ed è geograficamente equidistante".

L'ultima stagione di attività di Pintoricchio è documentata in mostra anche da opere provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena: la Madonna col Bambino e San Giovannino, la Sacra Famiglia e San Giovannino e la Natività, quest'ultima attribuita alla sua bottega. Inoltre, il Museo Diocesano di Città di Castello ha prestato la Madonna col Bambino e San Giovannino, che rappresenta l'ambiente umbro in cui Pintoricchio si era formato prima di recarsi a Roma.

Don Andrea Bechi, responsabile dei Beni culturali per l'Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d'Elsa e Montalcino, offre una lettura del significato più profondo della pala dell'Assunta: "L'immagine dipinta da Pintoricchio trasmette un convinto invito al carisma monastico, quale possibilità di anticipare la condizione celeste già durante l'esistenza terrena. In effetti la Madonna, vera e propria Regina degli angeli, irrompe nel paesaggio e si staglia maestosa all'interno di una mandorla, assisa sulle nubi del cielo e circondata da creature angeliche, due delle quali addirittura si abbassano al ruolo di sgabello per i piedi della Vergine. La città, invece, con i suoi traffici, rimane lontana, sparisce sullo sfondo, oscurata dalla grande sagoma della Vergine in mandorla, e perde di qualsiasi interesse al cospetto della sua imponente e dolce persona".


San Gimignano - Piazza Duomo
Pinacoteca di Palazzo Comunale
6 settembre 2014 - 6 gennaio 2015

Orari di apertura
6 settembre - 31 ottobre: tutti i giorni 9:30 - 19:30
1 novembre - 6 gennaio: tutti i giorni 11:00 - 17:30
(25 dicembre chiuso; 1 gennaio: 12.30 -17.30)
Ultimo ingresso mezz'ora prima l'orario di chiusura della mostra

Biglietti
Ingresso alla Pinacoteca Civica, valido anche per la visita della mostra, del Palazzo Comunale, della Torre Grossa, del Museo Archeologico, della Spezieria di Santa Fina e della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Raffaele De Grada"
Intero € 7,50
Ridotto € 6,50  minori dai 6 ai 17 anni, maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 20 persone (fino a
due accompagnatori con ingresso gratuito), gruppi di alunni di scuole pubbliche in visita didattica
(fino a due accompagnatori con ingresso gratuito)
Ingresso gratuito: minori di 6 anni, residenti a San Gimignano, soggetti diversamente abili che
necessitino di accompagnamento e relativi accompagnatori, guide turistiche, titolari tessere
I.C.O.M.
Agevolazione Gruppi: Sconto del 50% sul check in autobus per i gruppi che avranno prenotato il
biglietto d'ingresso alla mostra ed ai Musei Civici di San Gimignano

Tags:
pintoricchiomostrapapa
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