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San Valentino? Una festa nichilista

MACERATA – Da Modugno a Vasco Rossi, passando per Guccini, i Pooh e Marco Masini: nulla sfugge al nichilismo. Nemmeno a San Valentino. E se è vero che la cultura di un paese si riconosce (o finge di riconoscersi) nella musica, Popsophia non poteva non affrontare il tema della filosofia nella canzone italiana con uno sguardo ai brani d’amore. Lo farà venerdì 14 febbraio, nell’Auditorium Josef Svoboda di via Berardi, a partire dalle ore 21.

Durante l’Open night organizzata dall’Accademia di belle arti di Macerata, i più grandi successi della musica leggera italiana saranno reinterpretati da Vando Scheggia e la sua band, mentre sullo sfondo scorreranno filmati d’epoca a raccontare la società e lo stile dell’Italia nella seconda metà del ‘900. Tutto ciò in un colloquio dialettico tra pensiero e musica in cui Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia, guiderà il pubblico in un lungo viaggio artistico e filosofico in compagnia “dell’ospite inquietante” per eccellenza: il “nichilismo”, quella dottrina filosofica che suggerisce la negazione di un senso nella vita. Il nichilismo può anche spiegare lo stato d’animo generale di disperazione e di quella angosciante percezione dell’inutilità dell’esistenza. Perché non parlarne quindi a San Valentino? Venerdì Popsophia lo analizza scavando direttamente nell’anima della cultura musicale italiana, guardando a quelle canzoni che hanno saputo interpretare al meglio le emozioni di una società che non ha ancora scoperto il perché del suo profondo sentimento di tristezza.