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Europee, parlano i candidati M5S: “Così cambieremo l’Europa”

Europee, parlano i candidati M5S: “Così cambieremo l’Europa”
grillo vespa 18
“Il referendum sull’euro è un’arma di ricatto nei confronti dei mercati finanziari che ci minacciano con la speculazione e lo spread”. Marco Valli e Alice Tranchellini, candidati del Movimento 5 Stelle alle prossime Europee, spiegano con una intervista a tutto campo ad Affaritaliani.it che cosa faranno se saranno eletti a Bruxelles. E sulle alleanze: “Ci piace molto il leader dei Verdi Ska Keller”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Per anni le elezioni sono state campo di battaglia tra destra e sinistra, tra Pd e Pdl. Quest’anno si cambia. Il match è tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle. In molti temono il boom dei grillini e non sono in pochi a pensare che il M5S raccoglierà più consensi del Pd, portando a Bruxelles dai 20 ai 30 ‘portavoce’, come si definiscono gli onorevoli pentastellati. Affaritaliani.it ha incontrato due di loro, Marco Valli e Alice Tranchellini, in corsa per un seggio europeo nella circoscrizione Nord Occidentale.

Il destinatario delle critiche più feroci di Beppe Grillo è l’euro, farete un referendum per chiedere che l’Italia abbandoni la moneta unica?
“Noi vogliamo che l’Europa ci sleghi dai vincoli di bilancio, perché dalla crisi si esce con gli investimenti”, spiega Marco, classe 1985, laureato in Economia aziendale e con esperienza nelle banche d’affari. “Il referendum sulla moneta unica è un’arma di ricatto per avere la possibilità di investire nella nostra crescita. Dobbiamo fare paura al mercato che a sua volta ci minaccia con gli strumenti finanziari”.

La causa di tutti i mali dell’economia italiana non è l’euro quindi?
“L’euro è una moneta sbagliata, slegata dall’economia reale dell’Europa”, interviene Alice, 47 anni, esperta di marketing con una lunga esperienza lavorativa in istituti finanziari. “Hanno fatto una macchina senza metterci il volante. Non c’è alcun controllo: le banche spostano i soldi, miliardi di euro, con un clic, determinando la crisi di interi Stati”.

Voi venite entrambi da realtà bancarie. C’è un vizio di fondo in questo importante settore dell’economia europea?
Alice – “Io ci vivo nella finanza ed è un sistema malato in cui vengono premiati gli avidi, che una volta arrivati ai vertici pensano solo a fare profitto e a speculare. Vendono i derivati alle casalinghe, ai macellai, pur di fare soldi”.

Marco – “Non è solo una questione economica. Qui c’è in ballo la democrazia. C’è una esautorazione dei cittadini della loro volontà di autodeterminarsi. C’è un’entità superiore, il mercato, che si sta imponendo e che decide la sorte degli Stati. In Grecia e in Italia un governo eletto democraticamente è stato mandato a casa senza che ai cittadini fosse data la parola”.

Come pensate di cambiare questa situazione di squilibrio?
Marco – “In maniera molto semplice: mettendo nei posti di potere persone oneste, che si impegnino perché ci sia un futuro sostenibile per tutti. La politica, spesso corrotta, stende un tappeto rosso per le multinazionali e gli speculatori. Ma il sistema non è più sostenibile. Siamo sette miliardi di persone, se non cambiamo radicalmente il nostro modo di produrre e consumare siamo destinati all’estinzione”.

Voi vi definite europeisti o euroscettici?
Alice – “Sono categorie in cui non ci riconosciamo. L’Europa va rifondata in fretta, altrimenti salta. A parole gli Stati hanno sempre detto di essere europeisti, ma poi nei fatti non lo sono stati. Lo abbiamo visto con la Grecia, dove sarebbe bastato poco per salvare il paese”.

In Italia siete probabilmente il primo partito politico…
Marco – “Ti interrompo, non siamo un partito, siamo un Movimento di cittadini”.

In Italia probabilmente siete il primo movimento. In Europa però porterete forse 20-30 deputati su un totale di 766. Con quali numeri pensate di cambiare le cose?
Alice – “Il nostro non è l’unico movimento nato dall’attività dal basso dei cittadini, stufi di questa politica corrotta e affarista. A livello europeo la presidente dei Verdi, Ska Keller, è molto vicina ai nostri temi. Noi siamo aperti a cercare delle alleanze sui contenuti”.

Marco – “In Europa cercheremo di formare un nostro gruppo chiedendo agli altri di aderire al programma 5Stelle. Altrimenti ragioneremo sui singoli punti, cercando maggioranze sulla base dei singoli provvedimenti”.

Sulla lotta alla speculazione e alla Troika Martin Schulz, il candidato del Pse, sembra pensarla come voi…
Marco – “Schulz sta facendo del populismo. Lui e gli altri hanno governato fino ad oggi, non possono adesso dire che da domani cambieranno verso”.

Il Movimento 5 Stelle è un modello esportabile nel resto d’Europa?
Alice – “In Europa ci sono già delle realtà simili, anche se molto più piccole. Il concetto che noi vogliamo fare passare è che i cittadini possono avere delle persone senza conflitti di interessa a tutelare l’interesse pubblico. Vorremmo creare un gruppo di cittadini europei che costituiscano una rete europea”.

In Europa di Beppe Grillo però ce n’è uno solo…
Alice – “Tanti cittadini hanno capito quali sono i principi che ci guidano e ormai il Movimento sta imparando a camminare da solo”.

Torniamo all’economia. Al Parlamento europeo appoggereste l’adozione degli eurobond, titoli di stato europei garantiti da tutti i paesi dell’eurozona?
Marco – “Noi auspichiamo da tempo che l’Europa adotti questi strumenti per combattere la speculazione e aiutare i paesi in difficoltà. Il problema è che non fa comodo alla Germania che ora si finanzia a bassi costi sui mercati. Ma servono anche regolamenti spietati da imporre alle banche per evitare che si formino nuove bolle speculative. Prima o poi ci sarà una nuova crisi sistemica se non interveniamo”.

Alice – “E poi si deve decidere come investire i soldi pubblici. Basta con la cementificazione, basta con l’Expo, la Tav, le mega centrali elettriche”.

Che cosa pensate dello shale gas e della possibilità di scavare pozzi petroliferi nel Mediterraneo?
Marco – “Noi siamo completamente contrari all’uso delle energie fossili. Vogliamo produrre energia nel piccolo: ogni casa e ogni palazzo deve produrre la sua energia e poi immettere le eccedenze in rete. Non servono le mega centrali sovvenzionate con soldi pubblici”.

L’Unione europea si fonda sul mercato unico, sulla libera circolazione delle merci. Nel vostro programma, per quanto riguarda i prodotti alimentari, sembra che voi vogliate adottare delle misure protezionistiche…
Marco – “Noi diciamo che è assurdo spostare delle merci su gomma da una parte all’altra dell’Europa quando lo stesso prodotto lo puoi coltivare in Italia, magari con una qualità superiore. Non possiamo importare arance dal Portogallo e mandare al macero le nostre. Il ‘chilometro zero’ è un esempio virtuoso perché dà lavoro al territorio, lo tutela e non inquina”.

La Politica agricola comune (Pac) assorbe un terzo del bilancio europeo. Voi la vorreste riformare?
Marco – “Abbiamo dato contributi agli agricoltori in maniera insensata, perché non raccogliessero il frutto del loro lavoro. Serve una riforma culturale. Dobbiamo fare qualcosa per produrre cibo in maniera sostenibile, tutelare i prodotti italiani, preservare il territorio e far lavorare i nostri agricoltori”.

Voi vi sottoporrete a recall, la possibilità per gli iscritti al Movimento di valutare il vostro operato e di ‘sfiduciarvi’?
Alice – “La nostra è una forza che muore se non ha dietro i cittadini che si attivano e contribuiscono. Faremo il recall. Sono i cittadini che ci mandano in Europa e sono i cittadini che quindi hanno il diritto di richiamarci”.