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“Corte Sconta”. Uno spazio dove si fa networking. Oggi si è parlato di Brexit

Parlando di Brexit 2018: sfide ed opportunità per l’Italia e Milano, è nato la sera del 31 gennaio nella vibrante Chinatown milanese, all’interno del tempio post-industriale della Fabbrica del Vapore di via Procaccini, “Corte Sconta”, un nuovo spazio dedicato al networking istituzionale ed internazionale ed alla riflessione su tematiche frutto delle recenti dinamiche della globalizzazione e del loro impatto sul territorio milanese.

L’iniziativa è dell’imprenditore sociale e culturale Andrea Vento che promette per il 2018 un ciclo di seminari su tematiche di grande interesse per Milano e l’Italia, dalla Via della Seta agli Stati generali del Mediterraneo, passando per analisi economiche sulle reti logistiche e quelle connettive, sulle nuove forme della payment industry, sullo sviluppo territoriale ed urbano delle metropoli italiane e sulla ricchezza economica derivante dal fenomeno migratorio.

SCAMBI TRA DIVERSE CULTURE

Questi seminari, ad inviti, vedono la partecipazione di imprenditori, professionisti, docenti, studenti, amministratori e rappresentanti istituzionali. All’organizzazione collaborano la società di consulenza V&A - Vento & Associati e l’associazione Milano Vapore presieduta da Giampaolo Berni Ferretti. Milano Vapore a sua volta è nata nel maggio del 2000 per promuovere la città di Milano quale sede di attività e luogo di incontro anche internazionale per scambi tra diverse culture ed esperienze nei campi del tempo libero, del design ed in tutto ciò che è avanguardia e sperimentazione culturale a livello europeo. Tra i presenti in sala il Presidente di Globus et Locus Piero Bassetti, imprenditori di rango quali Fabrizio du Chène e Rodrigo Rodriquez e numerosi consoli europei a Milano.

RELATORI PRESTIGIOSI

Prestigiosi sono i relatori e gli specialisti di Brexit che hanno partecipato alla iniziativa: il seminario è iniziato con due robuste relazioni iniziali dei giornalisti Federico Punzi (Radio Radicale) e Leonardo Maisano (Sole 24 Ore), che hanno permesso un inquadramento complessivo politico, economico e finanziario.

“ La Brexit – secondo Punzi, coautore di Brexit. La Sfida. Il ritorno delle nazioni e della questione tedesca – è un processo storico e politico il cui successo o fallimento per tutti gli attori coinvolti dipenderà dalle politiche perseguite. È una sfida non solo per il Regno Unito, ma anche per l'Ue che deve ripensare se stessa, non può permettersi di proseguire come se nulla fosse accaduto. No all’armonizzazione e ad un super-Stato neo-carolingio, sì a un modello di cooperazione più pragmatico e rispettoso delle diversità nazionali. E attenzione alle previsioni economiche catastrofiche che più volte si sono rivelate sbagliate, anche su Trump. Quanto al futuro accordo UE-UK, è improbabile che i servizi finanziari ne resteranno esclusi e c'è da chiedersi se noi nell'Ue possiamo farne a meno. In tal caso, i danni sarebbero reciproci, ma poche illusioni, Londra conserverà il suo primato di piazza finanziaria globale, che non dipende dalla mera appartenenza all’UE” .

UN SECONDO REFERENDUM?

Diverse le conclusioni di Maisano, per anni corrispondente del Sole da Londra e grande conoscitore della Gran Bretagna, che sull’argomento di un possibile secondo referendum “Exit from Brexit” si pronuncia così: “in Gran Bretagna c’è uno scenario di spaccatura politica, mentre il mondo economico e finanziario spingono per la chiarezza ed una marcia indietro dai toni duri annunciati all’inizio della Brexit. Il sentiment di fondo dell’opinione pubblica inglese sta cambiando, i remainers hanno ripreso l’iniziativa: non è un caso l’uscita del Nigel Farrage che lui sarebbe favorevole ad un secondo referendum. C’è un crescente spostamento dell’opinione verso un nuovo referendum o una super soft Brexit. I brexiters perdono iniziativa in coincidenza di un lento ripiegamento economico ed ad una crescente percezione che il morso della Brexit andrà ad avvertirsi sempre di più nel tempo”.

MILANO HA QUALITA' ATTRATTIVE

Si sono poi succeduti alcuni interventi sulle opportunità per l’Italia. Fabrizio De Pasquale, imprenditore pubblicitario e consigliere comunale (FI) ritiene che “Milano possiede molte qualità attrattive per chi volesse trasferirvisi: servizi pubblici, buona qualità della vita, eccellenze nel design, nella moda, nella ricerca, nella creatività, nella salute. Però queste eccellenze non bastano per attrarre società di servizi finanziari nella competizione con Parigi e Berlino, c’è un contesto di leggi, un fisco oppressivo, un pessimo funzionamento della giustizia che sono negatività italiane che pesano pure su Milano. Sarebbe opportuno che il Comune anziché lodarsi per eccellenze, merito di anche delle precedenti amministrazioni, facesse funzionare meglio la burocrazia comunale in materia urbanistica e organizzativa facilitando quelle grandi aziende che vogliono insediarsi a Milano.”

ECONOMIA E POLITICA

Vasta anche l’analisi di Carlo Cerami, avvocato, consigliere d’amministrazione di Poste Italiane ed esponente del PD, che intravede “due diversi ordini di conseguenze negative per effetto di Brexit: la prima di natura economica, che graverà principalmente sulla Gran Bretagna, a causa del venire meno quanto meno nelle forme attuali del mercato comune in settori strategici per l’economia britannica. La seconda di natura politica, che colpirà principalmente quei paesi come l’Italia che hanno necessità di riforme non solo di rigore; e che trovavano nella GB una sponda robusta e convergente. ”

Collegatosi da Bruxelles, l’europarlamentare Stefano Maullu (FI) “I numeri sembrano dirci oggi che se il referendum fosse riproposto il risultato sarebbe diverso dal Leave, ma il dibattito sui pro e i contro della Brexit per la Gran Bretagna è complicato e talvolta troppo politicizzato. Da parte nostra dobbiamo capire quanto uno shock del genere influirà sugli equilibri di un'Europa nella quale le istanze distruttive, purtroppo, non mancano. La risposta deve partire necessariamente dall'Italia e da un quadrante mediterraneo che deve necessariamente tornare a essere baricentro dell'Europa. Strettamente legato alla Brexit è il tema dell'asse franco-tedesco, rispetto al quale va bilanciato energicamente il peso dell'area mediterranea e di conseguenza il ruolo politico ed economico dell'Italia. Che la Brexit abbia fatto bene o meno alla Gran Bretagna potrebbe egoisticamente interessarci poco: il nuovo assetto geopolitico dell'Europa che deve guardare a sud e alla Russia è la vera sfida che l'Italia e chi la rappresenta al Parlamento Europeo non possono perdere.”

IL NEGOZIATO

Nelle conclusioni, l’Ambasciatore Sergio Vento considera che “Il negoziato tra l'Unione e Londra potrà essere ‘hard’ o ‘soft’, secondo un complesso calcolo costi-benefici per entrambi le parti. Dal canto suo, nel classico approccio per cerchi concentrici, Parigi si rivolge innanzitutto a Berlino, poiché Brexit e Presidenza Macron sono due facce della stessa medaglia, ma la vera equazione geo-strategica nell'attuale mondo a-polare, è il dosaggio tra vocazione Euro Atlantica e seduzioni Euro Asiatiche”.

Il prossimo appuntamento di Corte Sconta e Milano Vapore è per il 20 febbraio su Russia ed Italia: reti, connettività, energia e geopolitica in una relazione speciale. Andrea Vento promette fin da ora testimonial di eccezione. 

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