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Ecomondo, da Enea focus sull'economia circolare

 

Rimini, (askanews) - Una piattaforma - partecipata dalla società civile, dalle istituzioni, dai privati e dagli enti di ricerca - per promuovere la condivisione di residui e risorse attraverso la creazione di network di imprese di differenti settori. La prima esperienza di questo tipo in Italia ha tra i suoi compiti, quello di diffondere progetti, soluzioni tecnologiche e approcci integrati per la transizione da un'economia lineare all'economia circolare. Da Ecomondo a Rimini, il direttore del dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali di Enea, Roberto Moràbito, ha spiegato gli obiettivi della piattaforma che raccoglie le esperienze italiane maturate negli ultimi anni. "Trasmettere le nostre buone pratiche e trasmettere in Europa un approccio italiano all'economia circolare che non è diverso dall'approccio di altri paesi, ma parte - secondo i criteri comuni dell'economia circolare condivisi con tutti - dalle nostre specificità culturali, tradizioni e dal nostro modo tradizionale di fare impresa".Tra le iniziative virtuose a Rimini - alla presenza del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, anche il recupero dei resti di Posidonia oceanica accumulati sulle coste egadi durante l'inverno, per andare a realizzare cuscini per l'arredo. "Per un paese come il nostro, povero di materie prime ma con una grande manifattura, la La transizione da un'economia lineare a un'economia circolare più che una necessità direi che sia più una questione di sopravvivenza". Alla fiera internazionale del recupero e dello sviluppo sostenibile, Enea ha presentato "Flash Charge", un sistema di ricarica superveloce, che consente ai mezzi elettrici del trasporto pubblico di fare il pieno in pochi secondi, utilizzando il tempo della fermata dei viaggiatori. Sono stati poi presentati per la prima volta i risultati del progetto "+Gas", un processo che permette di trasformare l'energia elettrica prodotta in eccesso da fonti rinnovabili non programmabili (il fotovoltaico e l'eolico) in idrogeno e successivamente in biometano. Giacomo Bruni, del Dipartimento delle Tecnologie energetiche di Enea. "Potremmo trovarci in un futuro che auspichiamo vicino una grande produzione di energia dalle rinnovabili che possiamo stoccare producendo metano. Siamo ancora lontani da questa fase perché ancora non abbiamo tante fonti rinnovabili a disposizione e ancora le migliori tecnologie per l'elettrolisi sono costose. Quindi abbiamo bisogno di impianti grandi, di una diminuzione dei costi e di una fonte di CO2. Quindi il produttore può essere una grande azienda, un impianto di digestione anaerobica che potrebbe diventare un produttore di metano".

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