Lavitola e Berlusconi, sesso e cocaina nell'affaire Panama

Spunta di nuovo un affare escort che coinvolge l'ex premier Silvio Berlusconi nei verbali dell'inchiesta per una presunta tentata estorsione a Impregilo da parte di Valter Lavitola, finito di nuovo in carcere su mandato del gip di Napoli. A parlare di incontri hard dell'allora premier è Angelo Capriotti, l'imprenditore nel consorzo Svemark coinvolto nell'affare di tangenti per la costruzione di carceri modulari a Panama e arrestato dalla polizia italiana a Zurigo l'8 marzo scorso.

Capriotti, che da mesi parla con gli inquirenti napoletani, avrebbe riferito tra l'altro di aver appreso da Lavitola che l'ex direttore dell'Avanti aveva presentato escort a Berlusconi e persino filmato incontri sessuali. L'imprenditore dice il 9 aprile scorso ai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock che, in occasione di un soggiorno a Panama dell'ex premier Silvio Berlusconi, Lavitola "aveva procurato, come avvenuto in Brasile, delle ragazze per il presidente del Consiglio Italiano". Capriotti sostiene inoltre che l'imprenditore Mauro Velocci, altro indagato nelle tangenti panamensi, gli disse che "aveva poi sottratto a Lavitola, duplicandoli, dei video a luci rosse riguardanti tali incontri, video che Lavitola stesso gli aveva girato di nascosto". Velocci disse anche di essere in possesso di video compromettenti sul presidente di Panama Martinelli.

LAVITOLA DI NUOVO IN CARCERE - Dopo gli appalti per le carceri modulari di Panama, la nuova misura cautelare emessa dalla Procura di Napoli nei confronti di Valter Lavitola, riguarda l'accusa di tentata estorsione, sempre per appalti a Panama, ai danni di Impregilo.

L'inchiesta riguarda la costruzione di un ospedale a Panama City. Secondo la procura di Napoli, Lavitola avrebbe da una parte fatto pressioni su Impregilo e dall'altra sul presidente dello Stato del Centroamerica Ricardo Martinelli per ottenere soldi. L'indagine fu avviata in seguito ad una intercettazione di una telefona intercorsa nell'agosto del 2011 tra Massimo Ponzellini e Silvio Berlusconi, in cui l'ex premier riferiva di aver saputo da Lavitola che ai panamensi premeva concludere l'accordo relativo all'ospedale, in caso contrario Martinelli avrebbe rilasciato una dichiarazione pubblica per bloccare i lavori che Impregilo si era aggiudicata per il raddoppio del canale di Panama e la costruzione della metropolitana.

I VERBALI DELL'AFFAIRE PANAMA, FRA SESSO E COCAINA - Secondo quanto messo a verbale da Capriotti davanti ai pm Woodcock e Piscitelli, oltre ai video degli incontri a luci rosse fra Berlusconi e le prostitute ci sarebbero anche registrazioni audio che coinvolgono l’ex ambasciatore italiano Giancarlo Maria Curcio. Per l'imprenditore si trattava di strumenti utilizzati da Lavitola per tenere sotto pressione l'allora presidente del Consiglio, tanto che il giudice nell'ordinanza di arresto parla esplicitamente di "ricattabilità" del Cavaliere, "che lo rendeva accondiscendente alle richieste provenienti da Lavitola". Che infatti avrebbe convinto Berlusconi a fare da mediatore tra il faccendiere e i vertici di Impregilo per convincerli a finanziare la costruzione dell’ospedale pediatrico, come richiesto dal presidente di Panama Martinelli. Anche se, si legge ancora nei verbali riportati dal Corriere della Sera, "è innegabile che abbia svolto un ruolo determinante contattando il presidente Ponzellini nelle pressioni esercitate sui vertici della società, però la direzione finalistica del suo intervento appare univocamente volta a perseguire, anche e soprattutto nella sua qualità di premier, l’interesse dell’impresa italiana a non subire conseguenze maggiormente pregiudizievoli con il blocco dei lavori nel canale di Panama".

Racconta Capriotti: "Durante la visita di Berlusconi a Panama nel giugno 2010 io alloggiavo all’hotel Sheraton e la mia stanza era ubicata al piano sottostante a quello dove alloggiava lui. Sul mio piano c’erano il capo di Stato Maggiore delle capitanerie di porto italiane, un colonnello dei carabinieri addetto militare all’ambasciata che era sempre insieme all’ambasciatore Vigo. In occasione del soggiorno, per quanto riferitomi da Lavitola, lo stesso aveva procurato anche in quell’occasione, come avvenuto in Brasile, delle ragazze mercenarie per il presidente del Consiglio. Il mio collaboratore Mauro Velocci mi disse che aveva sottratto a Lavitola, duplicandoli, dei video a luci rosse riguardanti tali incontri, video che Lavitola stesso aveva girato di nascosto. Velocci mi disse anche di essere in possesso di video che riprendevano il presidente panamense Martinelli intento ad assumere cocaina. Io però non ho mai visto tali video. So che Velocci si sentiva molto potente dopo aver svuotato i computer e i telefoni di Lavitola".

E ancora: "La circostanza dei filmini, insieme alla esplicita richiesta di 22 milioni di dollari da parte di Martinelli quale tangente per la realizzazione delle carceri modulari, fu da me riferita all’ambasciatore Curcio in un incontro alla presenza dell’addetto Rossini e dello stesso Velocci che registrò il colloquio facendomelo sentire successivamente. Il diplomatico mi disse che avrei dovuto denunciare e io mi arrabbiai molto invitandolo a procedere in quanto rappresentante italiano all’estero. Dopo la mia denuncia in ambasciata, temendo per la mia incolumità, sono partito subito per Miami ma venni contattato da Velocci che mi disse di rientrare perché gli avevano sequestrato il passaporto".

Inoltre Capriotti riferisce ai magistrati che Berlusconi "aveva disposto l’attribuzione di diritti televisivi ai figlio di Martinelli, Ricardo junior". E aggiunge: "Io personalmente, presente Velocci, ho assistito alla consegna di una cartella di documenti e di due azioni al portatore di una società straniera anonima. Lavitola mi precisò che il valore delle azioni relative a società che possedevano i diritti televisivi era di circa 500mila dollari. L’attribuzione di tali diritti era finalizzata ad ammorbidire i rapporti tra Impregilo e il governo di Panama dopo che c’erano stati attriti sul mancato riconoscimento di una variante". Certo è che l'ospedale, chiesto dal governo panamense a Impregilo come contropartita per gli affari già stipulati, non ha mai visto la luce: "In occasione della visita del 2010, durante la serata conviviale, fu Berlusconi a dirsi disponibile a regalare con soldi propri l’ospedale. Lavitola per non fare brutta figura con Martinelli aveva chiesto a più imprese italiane, quindi anche a me, la costruzione dell’ospedale pediatrico promesso da Berlusconi, ma nessuno poi l’ha costruito".


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