di Lorenzo Lamperti
@LorenzoLamperti
“L’assegnazione di fondi ulteriori può consentire l’acquisto di materiali e altri dispositivi di protezione”. Il Ministero della Salute conferma ad Affaritaliani.it la richiesta per contrastare il virus Ebola. Sul rischio per l’Italia: “Non si può escludere l’arrivo di qualche caso in Europa ma i sistemi sanitari sono attrezzati per limitare l’espansione dell’epidemia”. Sulle misure: “Stiamo valutando misure per rafforzare la tutela del Paese come gli screening dei passeggeri“.
ECCO LE RISPOSTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
Ebola è stata definita “la peggior epidemia dai tempi dell’Aids”. Sono davvero queste le proporzioni del virus?
Si tratta di una definizione, non del nostro Ministero, che mira ad evidenziare la severità di questa epidemia per i Paesi africani ove essa si sta sviluppando. Si tratta certamente di un problema sanitario serio che sta intaccando fortemente la capacità di reazione e lo stesso tessuto sociale dei Paesi dell’Africa occidentale colpiti.
Quali sono i rischi per l’Italia?
I rischi per l’Italia non sono assolutamente comparabili con quelli dei Paesi dell’Africa occidentale colpiti. Pur non potendosi escludere l’arrivo di qualche caso in Europa i sistemi sanitari sono attrezzati per contenerne le conseguenze e limitare l’espansione dell’epidemia.
Le misure di sicurezza italiane sono adeguate a fronteggiare un’eventuale emergenza?
L’Italia ha una rete di strutture sanitarie, che peraltro sono anche state da tempo allertate verso lo specifico rischio, che appare in grado di fronteggiare un’eventuale emergenza. In particolare sono presenti strutture di ricovero e cura in isolamento, mezzi e dispositivi per la mobilizzazione di eventuali pazienti verso gli ospedali specializzati, capacità diagnostica, strumenti informativi per il pubblico.
Servono fondi speciali per aumentare le misure di protezione?
L’assegnazione di fondi ulteriori, richiesta dal Ministero della Salute, consentirà di avere una maggiore disponibilità per acquisti di materiali, dispositivi di protezione e altri presidi necessari, ma in ogni caso esistono risorse ordinarie per queste esigenze.
In Francia Marine Le Pen ha chiesto la chiusura delle frontiere. Servono controlli più stringenti sugli ingressi nel nostro Paese?
Stiamo valutando, insieme ai partner europei, misure che – in questa fase di espansione numerica dell’epidemia – possano contribuire a rafforzare ulteriormente la tutela dei nostri Paesi, oltre a quelle già adottate e suggerite da Oms e Ecdc, soprattutto gli screening dei passeggeri in uscita dai Paesi colpiti dall’epidemia.

