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Cronache
Bufale: Paolo Attivissimo Ministro della Verità. Il legame con Pitruzzella


In queste ore impazza sui media la polemica suscitata dal Presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (l’Antitrust) Giovanni Pitruzzella che, in una intervista al Financial Times, ha affermato che occorre creare un sistema di agenzie nazionali coordinate a livello internazionale per controllare le bufale, cioè le notizie false, che girano sul Web.

Peraltro l’esternazione di Pitruzzella segue una intervista del Ministro della Giustizia Orlando a Il Foglio in cui annunciava un giro di vite su Facebook.

La risposta di Beppe Grillo dal suo blog non si è fatta attendere e ha sferrato un forte attacco al governo italiano che vuole controllare il Web per non essere più messo sotto accusa per i suoi misfatti politici ed istituzionali.

Per Grillo -e questa volta sono d’accordo con lui- l’iniziativa non di un singolo, Pitruzzella, che è solo una pedina, ma fa parte di un vero e proprio piano di controllo dell’informazione on-line.

Questa polemica, una volta tanto, non è solo italiana ma mondiale ed è decollata dopo la vittoria di Donald Trump negli Usa con i Democratici che accusano il tycoon statunitense di aver utilizzato bufale per vincere.

In Italia gli ha fatto eco anche Renzi che è convinto di aver perso il referendum che gli è costato il posto proprio a causa del Web, mentre Gentiloni ha accusato internet di essere la culla del populismo che vince grazie al nuovo concetto di “post - verità”.

Non voglio entrare troppo nel discorso politico ma se Obama e gli inglesi pensano di aver perso le loro battaglie politiche per le “bufale” su internet dovrebbero chiedersi se l’autoconsolazione oppiacea è utile a capire veramente quello che gli è successo e magari ripartire.

Dare la colpa a fantomatiche manovre sul Web, con Spectre russe in azione e magari cinesi, sa proprio di essere una di quelle bufale che vorrebbero combattere.

Da segnalare in tal senso un interessante disamina fatta oggi in un articolo da Flavia Perina, ex direttrice del Secolo d’Italia.

Questi i fatti; ora veniamo ad alcune considerazioni partendo da elementi assai concreti.

Intanto, sarebbe bene distinguere tra “bufale” e cioè notizie “false” e comportamenti violenti sul Web e specificatamente nelle zone ad alta interazione, cioè i Social come Facebook o Twitter (ma ormai il discorso è molto vasto e riguarda ogni luogo di aggregazione virtuale).

Mentre è assai facile identificare i comportamenti violenti meno facile è identificare le bufale.

O meglio, se si tratta del campo scientifico è agevole smascherarle; ad esempio se uno dice che la Terra è piatta possiamo smentirlo facilmente con le foto riprese dallo spazio che la mostrano sferica.

Il problema sorge, ed è questo il punto, quando le presunte “bufale” sono di tipo ideologico e cioè riguardano la soggettività e la libera espressione del pensiero.

È evidente in questo caso, come il pericolo della censura sia incombente; infatti chi ci garantisce che un organismo statale non si trasformi, in un futuro distopico come quello descritto dallo scrittore George Orwell in 1984, in un “Ministero della Verità” gestito ad uso e consumo di chi governa e che ha in mano tutte le leve del potere, compresa una polizia che va a caccia di “idee devianti”?

Il regime sarebbe dietro l’angolo.

Ed oltretutto, anche nel caso di bufale vere, i governanti forse pensano che il popolo sia ancora bambino e non sia capace di discriminare da solo, ha bisogno, appunto, di una guida che ,o educhi alla Verità.

Ed ora veniamo ancor più ad un caso concreto.

Recentemente, il Presidente della Camera, Laura Boldrini ha deciso di instituire una non meglio precisata “commissione governativa” che avrebbe il compito di controllare appunto le bufale sul Web.

http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/12/15/news/boldrini_lancero_un_appello_ai_cittadini_per_per_smascherare_le_bufale_web_-154161688/

Paolo Attivissimo sembra essere il riferimento principale del gruppo. Egli è noto per la sua attività di cacciatore di bufale su cui ha costruito le sue fortune lavorative un po’ come quelli che secondo lo scrittore Leonardo Sciascia costruivano le loro carriere facendo i “professionisti dell’antimafia”.

Insomma, Attivissimo ha scoperto una nicchia ecologica digitale e ci si è lestamente ficcato prosperando al punto da essere divenuto addirittura un riferimento istituzionale.

Affari ne ha parlato qui:

http://www.affaritaliani.it/cronache/paolo-attivissimo-assunto-dalla-boldrinima-le-tasse-le-paga-in-svizzera-456117.html

In questo recente articolo ho fatto alcune considerazioni del tutto legittime per un giornalista (iscritto all’ordine, ma il discorso vale naturalmente per qualsiasi cittadino) quale io sono e cioè Attivissimo risiede in Svizzera e lì paga le tasse ed ha esplicitamente espresso giudizi poco lusinghieri sullo Stato italiano che quando risiedeva da noi lo tassava -a suo dire- in maniera brutale.

E quindi mi chiedevo e gli chiedevo: è pagato dallo stesso Stato italiano da cui sfugge?

E se sì è possibile fare una professione come l’”anti-bufalaro”  a pagamento? (o, in ogni caso, con dei ritorni indiretti in termini economici e/o di visibilità?).

Attivissimo si è stracciato lestamente le vesti (virtuali) gridando all’ “attentato”, lui che riceve solo “rimborsi spese” (ma che bisogno ha allora di spostarsi fisicamente per una attività fatta sul Web?) dallo Stato e non ha alcun vantaggio dalla sua missione che fa gratis ed amore dei.

Attivissimo dell’”anti bufala” ha fatto proprio un lavoro, visto che poi ne ha rinomanza e visibilità che è un po’ difficile credere non si trasformi in moneta sonante.

In ogni caso il punto chiave è un altro e qui ci ricolleghiamo al dibattito in corso.

Premetto che il rapporto tra Attivissimo e i media è pessimo (chissà perché?); tra l’altro nel suo mirino odierno è anche La Repubblica, in passato Il Corriere della Sera, Rai Storia, Il Fatto, Il Giornale, l’Huffington Post e molti altri e quindi siamo in buona compagnia.

Dunque Paolo Attivissimo ha pensato bene di utilizzare il suo ruolo e la visibilità del suo blog per attaccare Affari e il sottoscritto come appunto “bufalari” per aver osato chiedere conto del denaro pubblico che percepisce fosse anche come “rimborsi spese”.

Ed ecco che il miracolo tanto temuto e che ho espresso nelle considerazioni precedenti si compie.

Il passaggio dalla bufala conclamata alla censura alla libera espressione del pensiero è compiuta e perfezionata.

Attivissimo ora accusa di propagare bufale se si osa supporre che la sua attività sia remunerata.

Ma questa non è una bufala. È appunto una domanda più che legittima fatta da un giornalista e da un giornale.

Ed allora mi chiedo e chiediamoci tutti: cosa succederebbe se in un futuro distopico e dittatoriale un personaggio come Attivissimo controllasse effettivamente l’informazione e quello che circola sul Web?

È evidente che non esiterebbe ad utilizzare il suo ruolo -avendolo appena fatto senza alcun potere (per fortuna) - per bollare come “bufale” qualsiasi espressione di dissenso nei suoi confronti o del governo.

Ecco perché la proposta di Pitruzzella è pericolosa e può essere il prodromo di un controllo della libera espressione delle idee e cioè della democrazia.

Chi ci garantirebbe da un Paolo Attivissimo “Ministro della Verità” che decide cosa è vero e cosa è falso?

Nessuno.

Meglio quindi muoversi subito e contrastare sul nascere gli abusi.

 Ci aspettiamo quindi che la Presidente della Camera Laura Boldrini, a cui va tutta la mia solidarietà per gli attacchi subiti sul Web, rifletta se sia il caso di tenere ancora una figura così scomoda e rissosa, soprattutto per lei, nella costituenda commissione governativa.

Un’ultima nota per la Boldrini.

Come fa a rivolgersi a uno come Paolo Attivissimo che permette nel suo blog, peraltro moderato, che i suoi accoliti rovescino contumelie, insulti e odio verso chi facendo il proprio lavoro giornalistico osa fare domande scomode? Tra l’altro è comparso un post di esaltazione del nazismo che ho sapientemente preservato insieme ad altri “razzisti” su Bello Figo, qualora Attivissimo fosse colto da risipiscenza cancellatoria.

Non è sua la crociata contro l’odio sul Web?

 

Ps: Aggiunta. Nel Numero de Le Scienze di Novembre 2017 Paolo Attivissimo aggiunge un'altra "perla" della sua  scarsa conoscenza scientifica. Per confutare la "teoria della terra piatta" -che è una notoria bufala- non trova di meglio che portare l' esempio delle dirette sportive che mostrano che "a Tokio è notte quando da noi è giorno". Peccato che ci siano modelli di terra piatta in cui questo è possibile cfr: http://flatearthdeception.com/the-moon-proves-the-flat-earth-deception/. Infatti, non è certo questa che smonta la bizzarra teoria ma una serie di altre prove che vanno dall'ombra circolare proiettata dalla Terra sulla Luna durante un'eclissi, al comparire di nuove costellazioni spostandosi lungo un meridiano da sud a nord, alla modalità di emersione delle navi all'orizzonte. Del resto da un tuttologo che vuole spiegare tutto senza adeguata preparazione ci si può aspettare questo ed altro, con grande danno della scienza stessa e della reputazione delle riviste che ospitano le sue errate confutazioni.

Tags:
paolo attivissimo;bufale; pitruzella;grillo;boldrini;terra piatta;le scienze
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