Intervista a Vannoni, il padre di Stamina: "Hanno paura di noi, la cura funziona"

davide vannoniDavide Vannoni

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Genio o ciarlatano? Salvatore o impostore? Davide Vannoni, padre del metodo Stamina, è l'uomo più chiacchierato del momento. E lui fa il punto della situazione in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Siamo pronti a partire. Il 12 luglio ci sarà la prima riunione del comitato scientifico e il 1° agosto consegneremo il protocollo al ministero della Salute". Vannoni ribadisce le condizioni: "Pretendiamo una Cro (organismo di controllo internazionale), contro di noi ci sono dei preconcetti". Nessuna truffa dunque? "Siamo gente seria. Qualche scienziato parla a sproposito per un conflitto di interessi. Il ministro Lorenzin? Non ci ho mai parlato". Sul paragone con Di Bella: "Voglio un controllo super partes per non fare la stessa fine. Abbiamo curato tante persone e tanti bambini con malattie terminali. Io la notte posso dormire tranquillo".

Davide Vannoni, avete deciso quando consegnare il protocollo sul metodo Stamina al ministero?

Abbiamo fissato due date. La prima, che riteniamo molto importante, del 12 luglio alle ore 13 quando saremo all'Istituto superiore di sanità e parteciperemo alla prima riunione del Comitato scientifico nominato dal ministro Lorenzin. In quell'occasione si discuteranno i cinque criteri che abbiamo indicato come garanzia di trasparenza. Il 1° agosto invece ci sarà la consegna del protocollo.

Come sono i rapporti con le istituzioni scientifiche?

Io parlo sempre con il dottor Oleari che è una persona corretta e che si è fatta portavoce delle nostre esigenze verso tutti gli altri membri dell'Iss. Ora dovremo discutere con il Comitato scientifico a proposito dei punti che abbiamo indicato. Alcuni punti sono inalienabili altri invece riguardano la parte logistica. Una volta che le cellule le abbiamo differenziate non possiamo ricongelarle e vanno iniettate entro due ore. Chiaro che diventa basilare la distanza dal laboratorio.

Avete indicato le tre patologie sulle quali volete condurre la sperimentazione: Sla, paresi cerebrale infantile e una malattia degenerativa non neurologica. Come le avete scelte?

Sono tre patologie sulle quali abbiamo lavorato in passato e abbiamo ottenuti buoni risultati. Ci auspichiamo che questi risultati si ripetano nella sperimentazione. Qualcuno aveva parlato di Sma (Atrofia muscolare spinale) ma il Comitato scientifico non era stato neanche formato quindi dubito che qualcuno l'avesse proposta a priori. Ma su quella patologia abbiamo applicato solo a Brescia dove la metodica è più ampia di quella che darà il ministero perché ci è stato chiesto di standardizzarla.

Avete chiesto un organismo di controllo internazionale. Non vi fidate?

Il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani. ha scritto un editoriale politico contro di noi su Nature. Non mi sembra normale, visto che fa anche parte del Comitato scientifico. Chi dovrebbe dare il via alla nostra sperimentazione si è dimostrato essere contro di noi. Senza le sue affermazioni e quelle di altri membri del Comitato scientifico non avremmo chiesto una Cro. Credo che questa sperimentazione sia molto importante non tanto per quello che si gioca Stamina o che mi gioco io. E' fondamentale per i pazienti che si aspettano una risposta. E' proprio per loro che deve esserci una trasparenza cristallina. Non voglio ritrovarmi a dire che la metodica non funziona perché la ricerca non è stata fatta bene.

Parecchi scienziati hanno avanzato forti critiche nei suoi confronti...

Ci sono pochi scienziati che si sono messi contro di noi in tutti i modi. Sono figure che continuano a parlare a sproposito di cose che non conoscono. Ma un motivo c'è: hanno tutti un conflitto di interessi palese. Sono persone che contano per i prossimi anni di prendersi fondi per fare ricerca in clinica senza trattare mai un paziente. Noi invece stiamo andando in clinica su diverse patologie e, ancora più pericoloso per loro, a Brescia stiamo trattando molte più patologie rispetto a quelle del ministero...

Qualcuno la paragona a Di Bella...

Voglio una Cro internazionale proprio per non fare la stessa fine. Vorrei ricordare che noi intanto stiamo lavorando all'interno di un ospedale pubblico dove abbiamo iniziato a lavorare con il benestare dell'Aifa e del ministero dove i pazienti sono stati tutti approvati dal comitato etico. Per molti di loro non c'era nessun'altra possibilità farmacologica perché non esistono farmaci per curarli. Ma comunque a nessuno di loro è stata sospesa le terapie che seguivano in precedenza.

Il ministro Beatrice Lorenzin è un buon interlocutore?

Per chiamarlo interlocutore avrei dovuto parlarci almeno una volta.

Che cosa succederà se per qualche motivo la sperimentazione non partisse?

E' vero quello che si dice: oggi Stamina è una speranza perché ancora non è stata fatta una vera sperimentazione. Differenzio quello che ho visto io sui su singoli pazienti e quello che potrà risultare da uno studio standardizzato più ampio. Proprio per questo è fondamentale partire. Io sono convinto, e i dati lo dimostrano, di aver trovato una cura per tante persone. Mi riferisco a Celeste Carrera, Sebastian Guercio e Gioele Genova. Abbiamo approntato trattamenti che hanno migliorato la loro condizione di salute.Parlo di loro perché sono tre bambini con la stessa malattia mortale ma che grazie al nostro metodo sono intanto ancora vivi, e poi in miglioramento e non in peggioramento. E le terapie non sono iniziate ieri, ma un anno e mezzo fa. Non oso dire di essere certo di aver trovato la cura per la Sma, ma posso dire di aver trovato una cura per questi tre bimbi. Ed è questo che mi fa dormire sereno la notte e svegliare con un sorriso la mattina.


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