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Salute/ Gli italiani non si fidano di Facebook. Per uno su 3 “effetto ansia”

 

medico

In Italia l’informazione scientifica conquista la sufficienza, ma non corre sul web. I lettori promuovono infatti i media tradizionali, mentre 1 su 3 non si fida delle news di salute su internet e sui social network. Gli italiani bocciano dunque il web e temono, quando si parla di medicina, l’ “effetto ansia”: se più di 1 lettore su 2 (il 57%) va infatti alla ricerca di articoli e di programmi scientifici e ne apprezza l’utilità, il 39% cerca di evitarli per paura di ansia e allarmismo. È quanto emerge dai nuovi dati dell’Osservatorio Salute AstraZeneca[1] che – attraverso la prima indagine che ha coinvolto sia i lettori italiani, sia i giornalisti e i blogger che scrivono di salute, medicina e benessere – svela l’ “anima esterofila” dell’informazione scientifica italiana: secondo gli stessi giornalisti, infatti, le notizie di salute sono di maggiore qualità negli Stati Uniti (per il 33% dei reporter intervistati) e in Inghilterra (29%), ma anche in Francia (13%) e in Germania (11%). Sono ritenuti peggiori solo i media spagnoli, considerati di qualità inferiore dal 12% dei giornalisti italiani.
 
La pagella dei lettori
I lettori giudicano l’informazione scientifica italiana e le danno un bel sei in pagella per utilità, chiarezza e fiducia nelle notizie ricevute. Sufficienza piena per i mezzi di comunicazione tradizionali – un po’ meglio i quotidiani (voto medio del 6,3), seguiti da tv-radio (6,1) e dai periodici (6,0) – mentre internet è rimandato a settembre (voto medio del 5,7) e i new media ricevono una pesante bocciatura (4,8). “Internet e italiani: amore e odio. Quando si parla di malattie e medicine – commenta Carlo Maria Pinardi, presidente di ISPO Ricerche – gli italiani sembrano non ancora fidarsi del web. Non è un caso, infatti, che quando si presenta un problema di salute solo il 10% degli italiani dichiari di cercare informazioni sul web – la percentuale sale al 37% nei giovanissimi tra 18 e 24 anni – mentre per 1 lettore su 3 (il 33%) internet confonde le idee e rende difficile selezionare le notizie scientifiche più attendibili. È un risultato inaspettato, che da un lato ci rassicura, perché notizie imprecise o non controllate possono generare allarmismo ingiustificato o, peggio, spingere i lettori a esami e cure inutili o dannose. Dall’altro, però, questo dato sottolinea la mancanza di un criterio per certificare l’autorevolezza delle fonti informative, anche online: bisogna dire, infatti, che una testata online o la versione digitale di un giornale ha certamente lo stesso credito del corrispettivo cartaceo”.
 
L’autocritica dei media: errori e argomenti tabù
I giornalisti e i blogger italiani si giudicano in maniera più severa degli stessi lettori, attribuendosi un po’ meno della sufficienza in pagella (voto medio del 5,8). I protagonisti dell’informazione scientifica riconoscono i propri errori: al primo posto – per più di 1 giornalista su 2 (52%) – c’è la propensione a esagerare le informazioni, che potrebbe generare paura e allarmismo. In questa speciale classifica dell’autocritica segue il rischio opposto, cioè quello di generare illusioni enfatizzando, ad esempio, le promesse delle nuove cure (50%). Non mancano poi due pericolose tendenze: la banalizzazione di informazioni medico-scientifiche complesse (42%) e la mancanza della verifica delle fonti (33%). E c’è anche chi, tra gli errori più comuni dei media, cita la pubblicazione di informazioni di parte, a pagamento e la propensione a seguire gli argomenti “di moda”.
A proposito di argomenti tabù, i giornalisti di salute ritengono che si parli troppo poco di malattie mentali (93%), di malattie neurologiche (83%) e di malattie rare (80%), mentre 7 su 10 credono che ci sia un eccesso di fitness e diete (68%), ma anche di psicologia (20%) e di disturbi alimentari (17%). Media e lettori concordano solo in parte: 1 italiano su 3, infatti, farebbe volentieri a meno di notizie su fitness e diete (38%), mentre più di 1 su 2 vorrebbe maggiori informazioni sulla salute mentale (57%). Eppure, l’audience tricolore ha prima di tutto fame di news sulle malattie rare (64%), sulla medicina non tradizionale (60%) e sulla ricerca scientifica (58%).
 
Le “fonti” della salute
I giornalisti sembrano sopravvalutare l’importanza delle notizie online: il 70% considera erroneamente internet come la principale e più utilizzata fonte di informazione in tema di salute. I lettori, invece, mettono al primo posto i medici (99% degli italiani), poi i farmacisti (82%) e il passaparola tra amici e conoscenti (74%). Le notizie online vengono solo al settimo posto e dopo i media tradizionali: programmi radio-televisivi (72%), quotidiani (56%) e periodici (52%), con 1 lettore su 2 che addirittura dichiara di non informarsi mai sul web quando si parla di salute. Le percentuali si ribaltano, però, tra i più giovani: le news online diventano la fonte informativa principale per i 3/4 dei lettori tra i 18-34 anni (75%), che invece non seguono mai la salute nelle trasmissioni radio-tv (42%), né leggono i quotidiani (63%) e le riviste (68%). I new media si classificano all’ultimo posto tra le fonti informative in tema di salute: solo il 29% degli italiani si affida a blog, Facebook e Twitter (percentuale che sale al 44% tra i giovani).
 
“È importante che in tema di salute gli italiani abbiano un rapporto di fiducia con i mezzi di comunicazione. I dati dell’Osservatorio Salute AstraZeneca evidenziano come i lettori si fidino a sufficienza dei giornalisti di salute. Questa è una buona notizia non solo per l’informazione scientifica italiana ma per tutto il Sistema Salute, che trae beneficio da una divulgazione attenta ed equilibrata, che prende in considerazione le innovazioni terapeutiche e gli interessi dell’audience, con un linguaggio semplice e comprensibile anche ai non addetti al settore”, dichiara Gilberto Riggi, Vice President Medical AstraZeneca Italia.
 
Le regole “Informazione è Salute”
L’Osservatorio Salute AstraZeneca ha elaborato le opinioni degli stessi giornalisti scientifici e ha ricavato un “programma in 6 punti” – 6 consigli da 140 caratteri – per migliorare la qualità e la percezione delle notizie di salute in Italia.
1)    non esagerare le informazioni di salute, rischiando di generare paura e allarmismo #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #1

2)    non generare illusioni enfatizzando le promesse delle nuove cure #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #2

3)    semplificare, ma non banalizzare informazioni scientifiche complesse #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #3

4)    verificare sempre le fonti e le informazioni con esperti attendibili #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #4

5)    no agli argomenti di moda: meno fitness e diete, più salute mentale e malattie rare #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #5

6)    non dimenticare che per gli italiani la prima fonte di informazione resta il medico #infoèsalute @OsservaSaluteAZ #6