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Economia
Mps, i ricavi tengono ma utili giù. Vendute altre sofferenze a Cerberus

Profitti semestrali in calo del 67% a 93 milioni rispetto ai 289 milioni dello stesso periodo del 2018, con un utile netto da aprile a giugno che è stato di 65 milioni (101 milioni lo scorso anno). E' la fotografia di metà anno del bilancio di Mps, risultati su cui fa sapere la banca di Rocca Salimbeni hanno pesato componenti negative, non operative, per 140 milioni. I ricavi calano a 1.549,2 milioni (-9,3%) per effetto di una contrazione del margine di interesse a 813,2 milioni (-6,5%) e delle commissioni nette a 722,5 milioni (-10,7%).

Il risultato operativo netto scende a 151 milioni (82 milioni nel secondo trimestre) in calo del 51% rispetto al semestre 2018. I crediti alla clientela a giugno ammontavano a 87,5 miliardi, l'esposizione netta di crediti deteriorati e' scesa alla stessa data a 7,3 miliardi. La banca indica un rapporto tra crediti deteriorati e crediti vivi al 12,7% (gross npe ratio) a fine 2019, in anticipo di due anni rispetto agli obiettivi del piano di ristrutturazione.  

Banca Monte dei Paschi alla fine del semestre registra un miglioramento della posizione patrimoniale: il Common Equity Tier 1 Ratio si e' attestato al 14% (13,7% a fine 2018) ed il Total Capital Ratio e' risultato pari a 15,5% (15,2%). Le spese amministrative dell'istituto guidato dall'amministratore delegato Marco Morelli si sono attestate a 1,018 miliardi in calo di 24 milioni e le spese per il personale, pari a 726 milioni, sono calate dell'1,1% per effetto dei benefici derivanti dalla riduzione degli organici (650 uscite ad aprile e ulteriori 100 uscite a maggio), interamente finanziate con quanto accantonato nel bilancio 2018.

Mps nel semestre ha poi contabilizzato rischi e oneri connessi a al fondo unico di risoluzione (SRF), Fondo interbancario di tutela (Dgs) e schemi similari, per 87 milioni. Per Carige la banca di Rocca Salimbeni ha registrato una minusvalenza sull'esposizione verso lo Schema Volontario per 6 milioni nel primo trimestre e per 7 milioni nel secondo.

Tornando ai ricavi, da Rocca Salimbeni sottolineano che il calo del secondo trimestre (56 milioni) risente soprattutto per il peggioramento degli altri proventi e oneri di gestione (-55 milioni) legato alla contabilizzazione del costo dovuto all'esercizio del diritto di recesso dal contratto stipulato con Juliet. Tra le note liete del periodo, la crescita del contributo ai proventi da Axa-Mps rispetto allo stesso semestre del 2018 (+9 milioni).

"Nonostante la riduzione della rete retail e del personale per rispettare gli obblighi del piano di ristrutturazione e considerato il quadro macro che e' ben diverso" da quello prevedibile al momento della predisposizione del piano di Mps, due anni fa, quando gli "assunti macro erano completamente diversi", i ricavi della banca "tengono bene", ha sottolineato il Ceo Marco Morelli nel corso della presentazione dei risultati semestrali agli analisti. "

La riduzione del margine interesse deriva da vincoli stringenti sui nuovi flussi creditizi e sul pricing dei nuovi flussi. D'altra parte - ha aggiunto - vogliamo che il flusso commissionale rifletta la nostra volonta' di portare avanti una traiettoria sostenibile senza dove mettere sotto pressione la rete commerciale".

Mps registra a fine giugno una raccolta diretta di 92,2 miliardi (-500 milioni risprtto a marzo) principalmente sui pronti termine e l'obbligazionario parzialmente compensati dai conti correnti. La raccolta indiretta e' cresciuta leggermente a quota 100,2 miliardi. Il risparmio gestito dalla banca e' pari a 57,8 miliardi.  

Il gruppo toscano ha, quindi, registrato un'accelerazione nella strategia di riduzione dei crediti deteriorati. Nel primo semestre, includendo le cessioni di crediti in corso, il ratio Npe lordo si è attestato al 14,6% (era 17,3% a fine 2018) ed è atteso a fine 2019 al 12,7%, in anticipo di due anni rispetto agli obiettivi del piano di ristrutturazione e senza ulteriori impatti sul conto economico. In pratica, conta di vendere 4 miliardi di euro di prestiti in sofferenza quest'anno per ridurre il loro peso sul totale dei prestiti al 12,7%.

Un'accelerazione nella strategia di riduzione dei crediti deteriorati che però arriva in ritardo rispetto ai competitor italiani. Infine, per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 Ratio di Mps  è migliorato al 14% dal 13,7% di fine 2018 e il Total  Capital Ratio al 15,5% dal 15,2% registrato sempre a fine 2018. Numeri in miglioramento per la banca salvata dallo Stato nel 2017 e il titolo in borsa accelera al rialzo (+2,82% a 1,349 euro). 

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